




a cura di Walter Guadagnini realizzata in collaborazione con l’Archivio Biblioteca della Quadriennale
1761 opere di oltre 700 artisti suddivise in 62 sale, 19 delle quali destinate a mostre personali; 36 premi assegnati per un totale di 500.000 lire; 446 opere vendute, per una spesa totale di 1.042.000 lire (spesso da parte di istituzioni pubbliche); oltre 300.000 visitatori; un catalogo di 257 pagine tirato in 4000 copie. Queste alcune delle cifre davvero notevoli relative alla Seconda Quadriennale d’Arte Nazionale svoltasi dal 5 febbraio al 31 luglio del 1935 a Palazzo delle Esposizioni di Roma, liberato in tempo di record dalla Mostra della Rivoluzione Fascista che ne aveva occupato gli spazi per ben due anni. Presidente onorario è Giuseppe Bottai, figura di primo piano del regime; presidente effettivo Enrico di San Martino Valperga; segretario generale, e sostanzialmente deus ex machina della manifestazione, Cipriano Efisio Oppo, romano, pittore, critico, deputato e già segretario del Sindacato degli artisti, senza dubbio una delle figure più influenti dell’arte italiana di questi decenni.
Come si capisce dalle cifre e dai nomi, questa edizione della Quadriennale non è stata un’edizione qualsiasi, è stato il tentativo, riuscito, di presentare al pubblico non solo quanto di meglio offrisse l’arte italiana di quel momento, ma la varietà delle espressioni e delle tendenze in campo, con uno sguardo sull’intero territorio nazionale. All’interno di questa cornice è facile però riconoscere alcuni elementi caratterizzanti, quelli che si possono far risalire alla specifica volontà di Oppo, e che si è tentato di rispecchiare anche nel sintetico omaggio odierno. Anzitutto, il confronto tra la generazione dei maestri (Severini, de Chirico, Martini, Morandi, per non ci-tare che i più noti) e quelle più giovani; la presenza comunque considerevole dei rappresentanti della prima e soprattutto della seconda stagione futurista, che compongono anche il gruppo più incline a proporre un’arte dagli espliciti caratteri propagandistici; l’accento posto sui rappresentanti del tonalismo romano e la presenza limitata degli esponenti del movimento di “Novecento” (inviso a Oppo) da un lato e degli astrattisti, soprattutto milanesi, dall’altro, poco amati dall’establishment artistico.
In ogni caso, un’edizione passata alla storia, di cui in queste sale appare qualche riflesso, affidato a opere straordinarie, alcune delle quali praticamente inedite, che testimoniano una stagione complessa ma ricca di artisti che hanno segnato la storia dell’arte italiana del XX secolo.
Luigi Bartolini, Mario Broglio, Corrado Cagli, Cagnaccio di San Pietro, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Gisberto Ceracchini, Giovanni Colacicchi, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Antonio Donghi, Pericle Fazzini, Leonor Fini, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Marino Marini, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Milena Pavlović Barilli, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Regina, Giovanni Romagnoli, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Luigi Trifoglio, Gianfilippo Usellini, Farpi Vignoli, Alberto Ziveri.
Sono venticinque anni che l’Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma è aperto al pubblico con continuità. Era il 1998 quando i vertici dell’Is-tituzione decisero di avviare un intervento di re-cupero dell’intero complesso documentario, con l’ausilio fondamentale della Soprintendenza ar-chivistica del Lazio. Due anni di lavori intensi e poi l’apertura nel dicembre del 2000. Da subito, l’obiettivo è stato quello di mettere a disposizione della ricerca tutto il patrimonio documentario della Quadriennale, dalla sua costituzione nel 1927 fino agli anni Novanta. Si sono conservati numerosi documenti di altissimo valore culturale che consentono di ricostruire gran parte della storia pubblica delle Quadriennali. Purtroppo, il restante nucleo di docu-menti d’archivio delle prime quattro mostre – in particolare la corrispondenza con gli artisti e con tutti i soggetti che hanno dialogato con l’Istituzione nel costruire quelle imponenti esposizioni – sembra essere andato perduto tra il 1943 e il 1945, in circostanze misteriose e mai chiarite.
I documenti scelti per raccontare la II Quadriennale d’arte sono cinquanta in tutto e, per la maggior parte, provengono dall’Archivio storico della Quadriennale, altri da istituti pubblici e da archivi privati.
Nelle sette bacheche in mostra le visitatrici e i visitatori hanno la possibilità di ripercorrere ogni fase dell’organizzazione della rassegna del 1935, dal regolamento, ai verbali del Comitato organizzatore per la selezione delle opere, al riallestimento del Palazzo delle Esposizioni, fino alle inaugurazioni. E ancora, sono esposte la rubrica dei premi assegnati e quella delle opere vendute.
Al termine dell’edizione del 1935, sull’onda del positivo riscontro di pubblico e di consensi, la Quadriennale diviene, da mostra periodica, Ente pubblico. L’iter di trasformazione si concluderà con l’emanazione del Regio Decreto del 1° luglio 1937, qui esposto nella versione originale conservata all’Archivio Centrale dello Stato.
Intervallate a questa messe di documentazione, sono esposte alcune lettere provenienti da archivi privati, che restituiscono in modo vivissimo aspettative, delusioni, contrasti, desideri di coloro che presero parte a quell’avventura.
Il biglietto di I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935 consente l’accesso anche a Fantastica.18a Quadriennale d’arte
Tariffe
Intero € 12,50
Ridotto € 10,00
Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00
Visite guidate in lingua italiana a cura di Coopculture € 4,00
Biglietto ridotto valido per
• giovani fino a 26 anni
• adulti oltre i 65 anni
• insegnanti in attività su presentazione di dichiarazione dell’istituto di provenienza, esclusi professori universitari
• gruppi con prenotazione obbligatoria (min 10 max 25 persone)
• convenzioni
• forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento
Biglietto gratuito valido per
• bambini fino a 6 anni
• 1 accompagnatore per ogni gruppo prenotato
• 1 accompagnatore ogni 10 studenti
• disabile e accompagnatore
• invalido e accompagnatore
• guide turistiche
• accompagnatori turistici
• interpreti che accompagnano le guide
• possessori tessera ICOM e ICROM
• possessori PER Card Palazzo Esposizioni
Gruppi e scuole
• Dal martedì al venerdì scuole € 4,00 per studente.
• Dal martedì al venerdì gruppi € 10,00 per persona.
• Sabato domenica e festivi gruppi € 12,50 per persona.
• Prenotazione obbligatoria per gruppi € 30,00 email: edu@coopculture.it
• Prenotazione obbligatoria scuole € 20,00 (min 10 max 25 persone) email: edu@coopculture.it
• Visite guidate per gruppi e scuole con prenotazione obbligatoria
• Gruppi € 100.00 (minimo 10 — massimo 25 persone) email: tour@coopculture.it
• Scuole € 80.00 (minimo 10 — massimo 25 studenti) email: edu@coopculture.it
• SCUOLA SECONDARIA. Attività a cura di Coopculture
Scuole € 80,00 per gruppo classe + ingresso mostra € 4,00
Offerta scuole € 70,00 per le classi che prenotano entro il primo mese di mostra o partecipano a due attività servizio didattico a cura di CoopCulture, email: edu@coopculture.it
Ridotto stampa
€ 7,00
Giornalisti con regolare licenza dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, giornalisti). Per i giornalisti che richiedono l’accredito per motivi di servizio l’ammissione è gratuita ed è necessario inviare una richiesta a: ufficio.stampa@palaexpo.it
Accompagnatore abbonato
€ 9,00
Studenti, ricercatori e dottorandi degli atenei romani
Solo presso la biglietteria del Palazzo delle Esposizioni il venerdì e il sabato, dalle ore 17.00 fino alla chiusura € 4,00
Primo mercoledì del mese
Gratuito per gli under 30, dalle 14.00 a chiusura
Enti convenzionati (consulta qui l’intera lista)
• Scontistica riservata del 10% su acquisti di merchandising e cataloghi della Mostra presso il bookshop per tutti i soci Ali – Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo che presentino il tesserino ALI;
• scontistica riservata sull’acquisto di visite guidate alla Mostra per tutti i soci Ali – Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo che presentino il tesserino ALI;
• tariffa d’ingresso ridotta ai visitatori che presentino presso la biglietteria della Mostra il biglietto d’ingresso, relativo all’anno in corso, di una delle sedi delle Gallerie d’Italia.