mostra/bruna esposito chiama anja puntari

“X“

mostra di Anja Puntari

Villa Carpegna, 15 ottobre – 14 novembre 2010

Inaugurazione 14 ottobre ore 18.30
con interventi di Giuliano Compagno, Bruna Esposito, Paolo Fabbri, Anja Puntari

Il secondo appuntamento del ciclo ARTISTACHIAMAARTISTA vede impegnati Bruna Esposito come ‘tutor‘ e Anja Puntari come artista invitata.

Anja Puntari è una artista audio-visiva, impegnata in una riflessione sulle dinamiche di percezione delle immagini. Ultimamente ha esposto in collettive al MACRO di Roma, al PAN di Napoli, alla Ballhaus Ost di Berlino, e ha tenuto personali a Lussemburgo e a Milano nella Galleria Minini.
La sua ricerca è focalizzata, in particolare, su come il senso delle immagini e dei suoni venga determinato e modificato dal contesto socio-culturale che li genera o li recepisce. Il suo lavoro è una sorta di ricerca antropologica, che utilizza spesso materiali visivi già esistenti (come immagini tratte da internet o da altri mezzi di comunicazione), che vengono rielaborati in modo da proporre nuove chiavi di lettura. L’artista ama considerare i suoi lavori come soggetti attivi che generano significati nuovi ogni volta che si offrono alla visione dello spettatore. La sua analisi di stampo sociologico si riflette anche nei temi che più ricorrono nei suoi lavori: visibilità-invisibilità dell’individuo nella società contemporanea, disagio e paura individuali e collettivi, situazioni di vuoto, perdita, ingiustizia sociale, tematiche che vengono espresse con un ampio spettro di tecniche, che vanno dal video alla fotografia, dal disegno digitale alla videoanimazione, dalla installazione alla sound art.

Per la Sala delle colonne della Quadriennale, Anja Puntari ha realizzato due lavori che invitano lo spettatore a interrogarsi sulla condizione della vittima e sulla sua percezione da parte della collettività.
Il primo è un video in tre proiezioni dal titolo Ritratti di lacrime, della serie Tear Portraits, American Idol, Dallas Auditions, Daisy, che affronta il tema della vittima intesa come non-eroe.
Il secondo lavoro è una serie di disegni animati, dal titolo Oblazione,che mette al centro dell’attenzione individui che hanno subito un destino avverso (come catastrofi naturali, guerre, tragedie umanitarie) e sono consegnati all’oblìo.