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28 novembre 2013

Publio Morbiducci. Catalogo ragionato dell’opera xilografica

a cura di Francesco Parisi
Tipoteca Italiana Fondazione
Villa Carpegna, ore 18.30
con interventi di Giuseppe Appella, Carlo Fabrizio Carli, Flavia Matitti

Proseguono gli appuntamenti della Quadriennale a Villa Carpegna su temi d’attualità della cultura visiva contemporanea intervallati a focus d’approfondimento sull’eredità artistica del nostro Novecento. Il prossimo giovedì 28 novembre alle ore 18.30 si terrà una conversazione sull’artista Publio Morbiducci (Roma, 1889-1963), in occasione dell’uscita del catalogo ragionato della sua opera xilografica, a cura di Francesco Parisi in collaborazione con Agnese Sferrazza per Edizioni Tipoteca Italiana. Interverrano Giuseppe Appella, Carlo Fabrizio Carli, Flavia Matitti.

Scultore, xilografo, pittore, medaglista, con un’incursione persino in campo cinematografico come autore di disegni e schizzi per un film premiato alla 5a Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia,  Publio Morbiducci partecipa a sette edizioni della Quadriennale d’Arte.

Il catalogo documenta, attraverso la riproduzione di oltre 700 opere, il ruolo di innovatore svolto da Morbiducci in una stagione di traghettamento del mezzo xilografico, che progressivamente abbandona le ansie vitalistiche e le enfasi retoriche del Liberty per recepire un segno più sintetico e un’iconografia più scabra. L’artista risente fortemente dell’influenza prima di Duilio Cambellotti, conosciuto ai tempi dell’apprendistato presso l’Istituto delle Belle Arti, poi di Lorenzo Viani, il cui stile grafico segna una rottura profonda e sostanziale con tutti gli schemi precedenti. Morbiducci raggiunge l’apice del successo alla fine degli anni Trenta, come confermato dalla nomina a membro dell’Accademia di San Luca (1937). Nel 1950 è nominato commissario alla Biennale di Venezia.

Il volume, attraverso la produzione di Morbiducci, consente di ripercorrere anche le vicende dell’arte xilografica, che conosce i maggiori fasti dagli anni Dieci agli anni Venti del Novecento, soprattutto grazie alla rivista “L’Eroica” fondata da Ettore Cozzani nel 1911, per conoscere un declino a partire dagli anni Cinquanta. Nella lettura del testo introduttivo di Francesco Parisi, si scopre, ad esempio, che Cipriano Efisio Oppo, segretario generale della Quadriennale per trent’anni, parlò a un certo punto, anche con toni piuttosto duri e coloriti, di una vera e propria “epidemia di xilografi”.