Noi nel mondo. Indagine sulla percezione estera dell’arte italiana contemporanea è una iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dalla Quadriennale per stimolare un confronto sul posizionamento dell’arte italiana contemporanea nello scenario internazionale.
Il progetto, a cura di Christian Caliandro, è stato sviluppato nel 2025, in parallelo con la preparazione della 18a Quadriennale d’arte, attraverso il coinvolgimento di quarantadue operatori del settore (critici, curatori, artisti, art advisor, galleristi, collezionisti, giornalisti) che sono stati interpellati su come la produzione artistica nazionale e gli autori italiani contemporanei siano conosciuti e riconoscibili all’estero.
I temi e le impressioni emersi nelle interviste con particolare forza e costanza sono stati elaborati dal curatore del progetto in un volume in italiano e in inglese pubblicato da Marsilio Arte e in uscita in libreria il 12 febbraio 2026. Il volume, oltre a restituire i punti di vista, comprende dati e informazioni che corroborano le opinioni e sfumature.
Il percorso di confronto che ha nutrito il volume è documentato da interviste audio e video, che saranno gradualmente pubblicate in questa pagina.
I quarantadue esperti coinvolti sono: Paola Angelini, Lorenzo Balbi, Jacopo Benassi, Peter Benson Miller, Luca Massimo Barbero, Elena Bellantoni, Ilaria Bonacossa, Francesco Bonami, Paola Capata, Stefano Chiodi, Stefano Collicelli Cagol, Caroline Corbetta, Sarah Cosulich, Antonella Crippa, Luigi Fassi, Flavio Favelli, Serena Fineschi, Oscar Giaconia, Ilaria Gianni, Francesca Grilli, Walter Guadagnini, Francesco Jodice, Damiana Leoni, Luca Lo Pinto, Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), Emanuela Mazzonis di Pralafera, Egle Oddo, Cristiana Perrella, Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, Alessandro Rabottini, Nicola Ricciardi, Sergio Risaliti, Alessandro Scarabello, Marco Scotini, Francesco Stocchi, Valentina Tanni, Alessandra Troncone, Francesco Urbano Ragazzi, Saverio Verini.
A ciascuno di loro è stato chiesto: come consideri la percezione attuale all’estero dell’arte contemporanea italiana, dal tuo punto di vista professionale e in base alla tua esperienza? Come è cambiata secondo te questa percezione nell’arco degli ultimi venti-venticinque anni? Quali strumenti e strategie, da implementare o da introdurre ex novo, sono secondo te utili per rendere più efficace questa percezione?