{"id":39966,"date":"2024-09-09T16:52:08","date_gmt":"2024-09-09T14:52:08","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/sostegno-a-mostre-allestero-di-artisti-italiani\/"},"modified":"2024-09-09T16:52:08","modified_gmt":"2024-09-09T14:52:08","slug":"sostegno-a-mostre-allestero-di-artisti-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/sostegno-a-mostre-allestero-di-artisti-italiani\/","title":{"rendered":"Sostegno a mostre all&#8217;estero di artisti italiani"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal 15 marzo al 31 maggio 2024 il Padiglione Italia alla Biennale Malta 2024 presenta il nuovo lavoro di Eugenio Tibaldi <em>Informal Inclusion<\/em>, a cura di Francesca Guerisoli e Nicolas Martino.<\/strong><strong>Il Padiglione Italia<\/strong>, \u00e8 promosso dalla <strong>Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura<\/strong> e dalla <strong>Fondazione La Quadriennale di Roma<\/strong>, in partenariato con il <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/strong>, l\u2019<strong>Ambasciata d\u2019Italia a La Valletta<\/strong>, l\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura di La Valletta<\/strong> ed \u00e8 realizzato dalla <strong>Fondazione La Rocca<\/strong>. Avvalendosi della collaborazione di Heritage Malta, <strong>Eugenio Tibaldi<\/strong> priva di una temporalit\u00e0 definita gli spazi di <strong>Villa Portelli a Kalkara<\/strong>, sede del Padiglione Italia, con l\u2019obiettivo di evidenziare i molti tempi delle diverse vite che l\u2019hanno attraversata. L\u2019installazione da un lato fa emergere storie dimenticate e svela l\u2019invisibile, dall\u2019altro decostruisce quella retorica che, a partire da un punto di vista particolare, ha determinato un racconto univoco sull\u2019Europa e sul Mediterraneo creando gerarchie e subordinazioni immediatamente riconducibili a rapporti economici e di potere. <strong><em>Informal Inclusion<\/em><\/strong> esplora le dinamiche marginali attraverso le quali passano i processi di inclusione sostenuti dall\u2019indicibilit\u00e0 dei nostri desideri pi\u00f9 nascosti, mette in evidenza il rapporto complesso tra economia e cultura contemporanea e fornisce uno sguardo laterale sul tema dell\u2019immigrazione. In continuit\u00e0 con la ricerca che contraddistingue la sua pratica artistica, Tibaldi parte dal concetto di margine, dalle storie non raccontate o sottaciute perch\u00e9 indissolubilmente legate allo sfruttamento dell\u2019 \u201caltro\u201d. A emergere in superficie \u00e8 il ruolo di una realt\u00e0 sommersa ma, allo stesso tempo, sempre pi\u00f9 indispensabile per le economie e le vite della parte pi\u00f9 ricca del mondo. L\u2019installazione rimanda al rapporto contraddittorio tra il bene e il male: una serie di \u201cattivatori\u201d inconsapevoli accendono una luce sul passato dell\u2019isola e, allo stesso tempo, svelano poeticamente la violenza di un mondo in cui i processi migratori ridisegnano le mappe dei nostri territori e ripropongono il trauma del rimosso coloniale. Se<strong><em> Informal Inclusion<\/em><\/strong> rimanda alla storia e all\u2019attualit\u00e0 del Mediterraneo, lo fa quindi con la coscienza tragica di chi sa che la rigenerazione del mondo passa attraverso una marginalit\u00e0 che resiste alle narrazioni maggiori e che finisce per contaminare e ibridare lo spazio che attraversa.       Biennale Malta 2024 \/ Padiglione Italia &#8211; <a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/270224_Comunicato_stampa_Tibaldi_BM.pdf\">comunicato stampa<\/a> Biennale Malta 2024 \/ Padiglione Italia &#8211; <a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/270224_Flyer_10x15_Tibaldi_BM.pdf\"> flyer<\/a> Biennale Malta 2024 &#8211; <a href=\"https:\/\/maltabiennale.art\/\">sito web<\/a> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<strong style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size ); color: #ff0000;\"> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 19 ottobre 2023 al 18 febbraio 2024, apre la mostra personale di Giuseppe Stampone al Museo de Arte Moderno de Bogot\u00e0 (MAMBO). Con il sostegno della Quadriennale di Roma. <\/strong><\/p>\n<p><i style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size );\">Emigrazione <\/i>\u00e8 la prima mostra istituzionale in Sud America di Giuseppe Stampone, il cui titolo \u00e8 suggerito dalla storia personale dell\u2019artista, figlio di emigranti e nato in una banlieue francese. L\u2019opera principale sar\u00e0 costituita da un\u2019opera site-specific: un light-box monumentale di 3x6m installato sul tetto del MAMBO. L\u2019opera restituisce l\u2019immagine di due bimbi colti di spalle che si tengono per mano, dandosi coraggio prima di affrontare l\u2019ingresso in un mondo inospitale, nei quali l\u2019osservatore pu\u00f2 facilmente immedesimarsi. Iconograficamente, <i style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size );\">Emigrazione <\/i>\u00e8 esemplata su <i style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size );\">Il viandante sul mare di nebbia <\/i>(<i style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size );\">Der Wanderer \u00fcber dem Nebelmeer<\/i>, 1818) di Caspar David Friedrich (1774 \u2013 1840), una delle opere pi\u00f9 rappresentative della pittura romantica ottocentesca. I viandanti di Stampone, tuttavia, vivono una condizione ben lontana dal sublime romantico: appaiono a torso nudo e piedi scalzi, disarmati e vulnerabili, collocati centrali nella composizione, in primo piano, come nel prototipo romantico, ma non si stagliano su un paesaggio simbolico e primordiale, bens\u00ec sono immortalati di spalle mentre si affacciano, dal tetto dell\u2019istituzione, sulla distesa urbana della megalopoli sudamericana. Completano la mostra i disegni preparatori dell\u2019artista ed una serie di opere su carta che Stampone ha realizzato negli ultimi anni su questo tema (serie <i style=\"color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size );\">Emigration Made<\/i>, 2017- in corso), vere e proprie variazioni sul tema legate iconograficamente all\u2019opera installata sul tetto e che testimoniano l\u2019attenzione di lungo corso dell\u2019artista per una tematica che non cessa di essere tragicamente attuale. Tutte le opere di questa serie sono realizzate su carta millimetrata, con precisione ossessiva e col tratto deciso e metallico dato dalla penna bic, un medium non casuale. La bic, con la sua percentuale di olio, diviene per Stampone il contraltare contemporaneo e pop della pittura ad olio cara alla tradizione aulica della pittura. Un medium che \u00e8 diventato negli anni una firma dell\u2019artista. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-         <strong style=\"font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-size: var( --e-global-typography-text-font-size ); color: #ff0000;\"> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 chiusa il 29 maggio 2023 la grande mostra antologica di Roberto Cuoghi al Museo Fridericianum di Kassel. Con il sostegno della Quadriennale di Roma <\/strong> Cuoghi, nato a Modena nel 1973 e residente a Milano, esprime una pratica che comprende quasi l\u2019intero spettro dei generi artistici, assumendo innumerevoli sembianze e riflettendo l\u2019interesse dell&#8217;artista per temi diversi. Questi spaziano da considerazioni sia concettuali che processuali nella realizzazione di opere d&#8217;arte a una memoria pittorica collettiva, dalla cultura pop agli abissi del mondo. La sua opera \u00e8 cos\u00ec complessa e labirintica che, a prima vista, si potrebbe presumere sia il prodotto di diversi autori. \u00c8 proprio questo l&#8217;aspetto che ha esplorato la mostra al Fridericianum, concentrandosi su opere di un decennio circa, alcune recentemente messe in scena in collaborazione con la designer Matali Crasset, nata a Ch\u00e2lons-en-Champagne nel 1965 e ora residente a Parigi. <a href=\"https:\/\/fridericianum.org\/ausstellungen\/roberto-cuoghi-2\/\">https:\/\/fridericianum.org\/ausstellungen\/roberto-cuoghi-2\/<\/a> &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-    <strong>Si \u00e8 chiuso, il 9 luglio 2023, il Padiglione Italia nell&#8217;ambito della XIV Biennale di Gwangju. Con il sostegno della  <\/strong><b>Quadriennale di Roma<\/b> Sotto la direzione artistica di Valentina Buzzi e la supervisione del progetto della Direttrice dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Seoul, Michela Linda Magri, il Padiglione Italia &#8211; il primo del suo genere in Corea e in Asia &#8211; ha fatto parte del programma ufficiale della Biennale di Gwangju. Intitolato &#8220;Cosa sogna l&#8217;acqua, quando dorme?&#8221;, il padiglione ha presentato cinque artisti del panorama dell&#8217;arte contemporanea italiana: Camilla Alberti, Yuval Avital, Marco Barotti, Agnes Questionmark e Fabio Roncato. Attraverso sculture, installazioni, media art, performance e sculture sonore, gli artisti hanno proposto una riflessione sul rapporto tra umanit\u00e0 e natura in una lente post-antropocentrica, guardando verso un futuro sostenibile di convivenza e armonia. <a href=\"https:\/\/iicseoul.esteri.it\/iic_seoul\/it\/\">https:\/\/iicseoul.esteri.it\/iic_seoul\/it\/<\/a> \u2014 <strong><mark style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\">porta aperta<\/mark><\/strong> artisti italiani la cui attivit\u00e0 prevalente \u00e8 da considerarsi nel XXI secolo possono candidare la propria partecipazione a una residenza, proponendo un progetto specifico attraverso il form online. <strong><mark style=\"background-color: rgba(0, 0, 0, 0);\"><a href=\"\/?page_id=26740\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/modulo-porta-aperta-promozione-internazionale\/\">vai al form<\/a><\/mark><\/strong>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 15 marzo al 31 maggio 2024 il Padiglione Italia alla Biennale Malta 2024 presenta il nuovo lavoro di Eugenio Tibaldi Informal Inclusion, a cura di Francesca Guerisoli e Nicolas Martino.Il Padiglione Italia, \u00e8 promosso dalla Direzione Generale Creativit\u00e0 Contemporanea del Ministero della Cultura e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, in partenariato con il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37337,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[280,278],"tags":[281,282,268,269],"class_list":["post-39966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-promozione_internazionale-en","category-projects","tag-residenze-en","tag-artisti-italiani-en","tag-projects","tag-sostegno-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37337"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}