{"id":39592,"date":"2024-07-27T08:50:00","date_gmt":"2024-07-27T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39592"},"modified":"2024-07-24T10:09:51","modified_gmt":"2024-07-24T08:09:51","slug":"nello-petrucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/nello-petrucci\/","title":{"rendered":"Nello Petrucci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Castellamare di Stabia (NA) 1981<br>Vive e lavora tra Pompei e New York<br>Studio visit di Marcello Francolini<br>27 luglio 2024<br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percezione dipende dal punto di vista: pensavo questo sull\u2019E45, venendo da Napoli in direzione Pompei. Alla partenza il Vesuvio era una forma rassicurante, il \u2018Grande Padre\u2019, come si usa apostrofarlo nella sapienza popolare. All\u2019altezza di Ercolano lo si vede di profilo, poi tra Torre del Greco e Torre Annunziata gli si gira attorno per poi, infine, arrivati a Pompei, stargli direttamente al di sotto, con una forma di enorme possanza, inscrutabile. Quest\u2019ultima \u2018forma\u2019 non cancella la prima, cosicch\u00e9, l\u2019immagine che ci facciamo delle cose, cos\u00ec come del Vesuvio, appare come un montaggio concettuale. Un\u2019avvertenza utile per riconoscere le immagini, cos\u00ec come le opere, e nello specifico quelle prodotte dall\u2019artista Nello Petrucci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giunto sul posto, incontro l\u2019artista. Scendiamo nel suo studio, come un bunker al piano interrato, cementato a vista, con gli spazi suddivisi da diversi tavoli da lavoro. Alcuni armadietti contengono, come degli archivi, giornali, poster e riviste legate in special modo alla cinematografia. Ma pi\u00f9 che documenti \u00e8 un archivio di materiali; essi vengono poi selezionati, ritagliati, fotocopiati, scannerizzati, quasi con l\u2019intento di costruire dall\u2019amalgama i giusti toni da utilizzare nella propria \u2018tavolozza\u2019. I fondi sono costruiti per serie, secondo una prassi pittorica che si sviluppa su azioni concettuali ridondanti. Selezionare, disgiungere, aggiungere e congiungere, strato su strato. Tutta la ricerca di Petrucci \u00e8 incentrata su quest\u2019ambiguit\u00e0 della forma, per cui l\u2019azione dell\u2019osservatore deve procedere in modo stratigrafico, a ritroso, riconnettendo i diversi livelli di significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uso concettuale dell\u2019immagine come giustapposizione di pi\u00f9 elementi ha permesso nell\u2019ultimo biennio di espandere la ricerca sul piano ambientale, dalla scultura e alla street-art, quest\u2019ultima impiegata attraverso stencil o grandi <em>wall<\/em> pre-assemblati, ma anche sul piano cinematografico, con la produzione di corti d\u2019autore, in cui l\u2019artista passa spesso dal ruolo di regista a quello di produttore. Una volta ha creato un ristorante come un\u2019opera d\u2019arte, poi si \u00e8 disimpegnato mantenendo solo la propriet\u00e0 sull\u2019idea, e incassandone i risultati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019arte che viene praticata come un\u2019azione necessaria, ma anche metodica, che muove alla costruzione di un capitale reputazionale crescente, dall\u2019installazione <em>site-specific<\/em> <em>Trame<\/em> (2021) nel giardino dello Spazio Thetis, all\u2019Arsenale di Venezia, alla partecipazione al progetto <em>No man is an island<\/em> del Padiglione del Grenada a cura di Adriano Pedrosa, con l\u2019opera <em>la danza dell\u2019abisso<\/em> (2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scorso anno, al Museo Scalvini di Villa Tittoni, con una mostra a cura di Chiara Canali, e con un testo critico di Luca Beatrice, presenta <em>Profili<\/em> (2023), una serie completamente nuova di opere che risentono della sperimentazione urbana, con l\u2019utilizzo della tecnica dell\u2019<em>halftone<\/em>, creando cos\u00ec monocromie a bassa definizione, che rendono l\u2019immagine opaca e discontinua, aumentando cos\u00ec la partecipazione mentale dell\u2019osservatore. Questi profili riemergono dai due contesti pi\u00f9 indagati da Petrucci: la classicit\u00e0 romana e la cinematografia neorealista. In queste opere i punti del retino fotografico diventano visibili esibendo i vuoti e le lacune che li separano, prestandosi come modelli alternativi per la decostruzione della realt\u00e0 al fine di un nuovo orientamento visivo. Cos\u00ec l\u2019artista potenzia il montaggio come dinamica di costruzione dell\u2019immagine, dove i suoi soggetti migrano da un supporto all\u2019altro, da un contesto all\u2019altro e da un tempo storico all\u2019altro, in un meccanismo pienamente postmoderno di ridefinizione concettuale di idee e contenuti. Non mancano mai riferimenti all\u2019attualit\u00e0, soprattutto di fronte all\u2019incombenza della guerra, in Medioriente o in Europa, come nel caso di <em>Hell<\/em> (2023), in cui l\u2019artista recupera l\u2019immagine del Cristo rimossa dalla Cattedrale armena di Leopoli per essere preservata dai bombardamenti in corso. O ancora un fardello appeso alle mani di un altro Cristo con la scritta \u201cLeo\u201d fa allusione all\u2019indiscriminata produzione di armi nell\u2019industria italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, pi\u00f9 che di opere parleremmo di \u2018operazioni\u2019. Ogni operazione \u00e8 espletata come un <em>urlo<\/em> sul mondo, in stile Bukowski. Di certo, a correre dietro le storture di questo XXI secolo, non si fa in tempo a denunciarne una che ne fuoriescono altrettante di pi\u00f9. In questo ruolo da testimone, non tutte le denunce mantengono la stessa forza espressiva, ma la coerenza \u00e8 data da questo suo impegno politico, che riesce a colmare un vuoto oggi troppo evidente, tra l\u2019informazione dei fatti e l\u2019uso di questa informazione perpetuata dal Potere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39602\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_NelloPetrucci_Sweet-Home_wall-paper_Pompei2021.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39604\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Nell-Petrucci_vista-della-Mostra-Profili_Museo-Scalvini_Desio2023.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castellamare di Stabia (NA) 1981Vive e lavora tra Pompei e New YorkStudio visit di Marcello Francolini27 luglio 2024 La percezione dipende dal punto di vista: pensavo questo sull\u2019E45, venendo da Napoli in direzione Pompei. 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