{"id":39583,"date":"2024-07-26T08:50:00","date_gmt":"2024-07-26T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39583"},"modified":"2024-07-24T10:07:15","modified_gmt":"2024-07-24T08:07:15","slug":"sabino-de-nichilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/sabino-de-nichilo\/","title":{"rendered":"Sabino de Nichilo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molfetta (BA) 1972<br>Vive a lavora a Roma<br>Studio visit di Nicolas Martino<br>26 luglio 2024<br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sabino de Nichilo ha studiato Scultura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e ha esordito come artista negli spazi del Rialto Santambrogio, uno spazio occupato nel cuore del ghetto romano diventato una realt\u00e0 importante nella vita culturale e artistica della capitale di ormai vent&#8217;anni fa. Ha sempre affiancato a quella dell\u2019artista un\u2019attivit\u00e0 come animatore e organizzatore, tanto che ancora oggi si occupa di Casa Vuota, un interessante progetto espositivo <em>site-specific<\/em> in un appartamento del Quadraro, nuova frontiera della \u2018movida\u2019 romana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro, che si sviluppa attraverso la scultura, l&#8217;installazione, la performance e chine su carta, consiste soprattutto di lavori realizzati in ceramica che riproducono una serie di organi disarticolati rispetto ai corpi dai quali dovrebbero provenire. L&#8217;artista lavora intorno al corpo esploso della nostra cultura eteropatriarcale, ovvero d\u00e0 forma a una critica artistico-politica alla normativit\u00e0 del corpo che ne determina l&#8217;assoggettamento e i limiti funzionali alla sua capitalizzazione. Per essere pi\u00f9 chiari: le decine di centinaia di organi realizzati in argilla, in <em>gr\u00e8s<\/em>, porcellana e colorati con smalti squillanti \u2013 frammenti d\u2019intestino, brandelli di fegato, sfinteri e altre frattaglie \u2012, disarticolati rispetto al corpo dal quale sono stati asportati e quindi defunzionalizzati, aprono la prospettiva di nuove e diverse articolazioni per una serie di corpi a venire che moltiplichino le loro possibilit\u00e0 di essere. Sono lavori che rimandano a un immaginario post-umano che ricorda quello del regista David Cronenberg e prima ancora quello dello scrittore William S. Burroughs, entrambi affascinati dal tema della mutazione del corpo, dei suoi confini e delle sue possibilit\u00e0. Questi lavori, che de Nichilo definisce \u201csculture da camera\u201d, li potremmo chiamare anche \u2018assemblaggi\u2019, nel senso che la disarticolazione di un corpo mutante passa sempre e anche attraverso una diversa ricombinazione di frammenti diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che l&#8217;importanza di questo lavoro risieda proprio nell&#8217;indagine intorno ai nostri corpi e alle nostre identit\u00e0 mutanti \u2013 qui \u00e8 inevitabile il rimando agli scritti di Francesca Alfano Miglietti e Tiziana Villani \u2012, e nel tentativo di tradurre artisticamente il concetto di corpo senza organi di Antonin Artaud e quindi di Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari: un corpo anti-istituzionale e, come dicevamo prima, defunzionalizzato, che sfugga all&#8217;apparato di cattura che lo vuole sempre organizzare entro confini economicamente e politicamente perimetrabili. Questo \u00e8 un tema particolarmente importante quando la consistenza dei corpi viene messa in discussione dai processi di smaterializzazione, ma allo stesso tempo la loro \u2018durezza\u2019 \u00e8 testimoniata dai tentativi di normalizzare quelli non conformi, e quindi la materialissima esistenza di una vita che coincide ancora con il corpo passa attraverso la sua sofferenza. In questo senso vale la pena nominare anche due installazioni del 2022, <em>\u00a1\u00c1tame!<\/em>, che in qualche modo rimanda all&#8217;omonimo film del regista spagnolo Pedro Almod\u00f3var, e soprattutto <em>Monam\u00f9r<\/em>, ovvero come recita il sottotitolo \u201cun esperimento critico contro il patriarcato\u201d. Entrambe queste opere, portatrici di una certa violenza visiva, permettono di inquadrare meglio la valenza critico-politica di tutto il lavoro di de Nichilo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A studio si possono vedere molte delle porcellane di cui abbiamo parlato, alcuni lavori pi\u00f9 nuovi che sono dei veri e propri \u2018assemblaggi\u2019, come dicevamo, per organi e corpi a venire \u2012 tanto che camminando attraverso questi elementi organici sembra di essere sul set di un<em> body horror<\/em> \u2012, e anche alcune delle raffinate chine su carta cotone. Dovendo individuare un punto di debolezza in questa proposta potremmo sottolineare due aspetti: da un lato la mancanza di una mostra e quindi un catalogo che riunisca complessivamente un\u2019attivit\u00e0 ormai quasi ventennale, permettendo di coglierne tutta la portata e, dall&#8217;altro, una grande potenzialit\u00e0 di sviluppo, sia dal punto di vista estetico che politico, ancora inespressa. Quest&#8217;ultima osservazione in realt\u00e0 costituisce, contemporaneamente, un punto di debolezza ma anche di forza del lavoro di Sabino de Nichilo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39593\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_SabinodeNichilo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39595\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_SabinodeNichilo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molfetta (BA) 1972Vive a lavora a RomaStudio visit di Nicolas Martino26 luglio 2024 Sabino de Nichilo ha studiato Scultura all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e ha esordito come artista negli spazi del Rialto Santambrogio, uno spazio occupato nel cuore del ghetto romano diventato una realt\u00e0 importante nella vita culturale e artistica della capitale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39597,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-39583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39583\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}