{"id":39529,"date":"2024-07-21T08:50:00","date_gmt":"2024-07-21T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39529"},"modified":"2024-07-17T16:23:50","modified_gmt":"2024-07-17T14:23:50","slug":"damp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/damp\/","title":{"rendered":"damp"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Collettivo nato a Napoli nel 2017 e formato da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchi\u00f2 e Adriano Ponte. Ha sede a Napoli<br>Studio visit di Chiara Pirozzi<br>21 luglio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">damp \u00e8 un collettivo formato da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchi\u00f2 e Adriano Ponte nato dall\u2019incontro presso l\u2019Accademia di Belle Art di Napoli. Come segnalato nel primo studio visit, la pratica del collettivo \u00e8 marcatamente aderente al contesto di ricerca e di lavoro, che tendono a mutare di frequente grazie alle numerose esperienze di residenza all\u2019estero. Una pratica, quest\u2019ultima, molto comune per gli artisti stranieri, che damp sposa in pieno non solo come possibilit\u00e0 espositiva ma soprattutto come metodologia, come indagine che, partendo dall\u2019esperienza sul luogo vissuto, forgia l\u2019opera e la sua attitudine. I lavori di damp sono prevalentemente installativi, spesso effimeri e minimali, in movimento e destinati alla sparizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poetica mutua dal concettuale inteso nelle sue connotazioni pi\u00f9 ampie e linguistiche, come ricerca sul segno e sul significato, che si esplicita in opere sia dalle forme essenziali e precarie, dove sovente il senso \u00e8 spinto avanti dal suo contrario. La pratica spaziale <em>site-specific<\/em> e l\u2019armonizzazione della ricerca rispetto ai differenti contesti espositivi legati a spazi no profit, indipendenti e istituzionali, affiancano la produzione di damp a quella di artisti italiani e stranieri della medesima generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca del collettivo intercetta diverse istanze legate a tematiche spiccatamente contemporanee, come il tema della precariet\u00e0 e dell\u2019instabilit\u00e0, che impongono sempre continue forme di mutamento e di adattamento al nuovo stato di cose. Inoltre, damp dimostra una consapevole ricerca teorica, che spazia dall\u2019uso delle tecniche e delle tecnologie impiegate agli approfondimenti filosofici e multidisciplinari. Pur nella loro sintesi estetica e formale, le opere si caricano di significati simbolici e politici, ponendosi come osservatori di fenomeni urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emblematico di questa propensione \u00e8 l\u2019installazione recentemente realizzata per la facciata dell\u2019edifico che ospita la Fondazione Menna a Salerno. L\u2019opera \u00e8 intitolata <em>Hikikomori <\/em>e racconta della condizione di isolamento volontario nata in Giappone, la scelta di \u2018stare in disparte\u2019 rispetto ad una vita attiva e sociale chiudendosi in casa. L\u2019installazione consiste nella chiusura con un tessuto nero di diverse finestre della Fondazione, cos\u00ec da poter contemporaneamente assorbire tutta la luce proveniente dall\u2019esterno, isolandone l\u2019interno. Per damp quest\u2019atto passivo \u00e8 un\u2019azione rivoluzionaria che, opponendosi alla necessit\u00e0 del fare e del produrre spasmodico, ne evidenzia il potenziale generativo. In altre opere recenti, come l\u2019installazione intitolata <em>Homelandless-nes<\/em>s, realizzata presso l\u2019Ambasciata dell\u2019Afghanistan a Roma, ci si sofferma sui temi dell\u2019appartenenza e dell\u2019identit\u00e0 territoriale a partire dal tappeto persiano che, per la sua essenza mobile e trasportabile, \u00e8 inteso come spazio del risiedere mai fisso. L\u2019installazione consiste nell\u2019aver circondato con luci led per la coltivazione da interno i tappeti presenti nelle sale dell\u2019Ambasciata, lasciando che questi ultimi si trasformassero simbolicamente da preziosi complementi d\u2019arredo a luoghi di abitazione. Il collettivo, nei prossimi mesi, inaugurer\u00e0 inoltre un\u2019opera ambientale luminosa <em>site-specific<\/em>, intitolata <em>Pneuma<\/em>, realizzata nell&#8217;ambito dei lavori di restauro e valorizzazione del Castello di Forte a Mare di Brindisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maturit\u00e0 della ricerca che damp sta conducendo si esplicita nella realizzazione di opere consapevoli, sia a livello architettonico sia in quello contenutistico, nella loro relazione con lo spazio e con l\u2019ambiente di riferimento. Si auspica che il collettivo possa sempre pi\u00f9 esprimere il proprio potenziale con interventi installativi su pi\u00f9 ampia scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur nella differenza dettata dalla specificit\u00e0 dei contesti nei quali di volta in volta intervengono, i lavori di damp sono legati fra loro da istanze ed emergenze comuni, oltre che da una ricercatezza estetica e da una notevole sintesi e forza formale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39531\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_CollettivoDamp_Hikikomori_fondazione-menna-salerno-2024-ph_Elio-Di-Pace.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Elio Di Pace<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39533\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_I-would-prefer-not-to_collettivo-damp_risse-2023.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collettivo nato a Napoli nel 2017 e formato da Alessandro Armento, Luisa de Donato, Viviana Marchi\u00f2 e Adriano Ponte. 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