{"id":39513,"date":"2024-07-19T08:50:00","date_gmt":"2024-07-19T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39513"},"modified":"2024-07-17T16:08:57","modified_gmt":"2024-07-17T14:08:57","slug":"jose-angelino-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/jose-angelino-2\/","title":{"rendered":"Jos\u00e9 Angelino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ragusa 1977<br>Vive a lavora a Roma<br>Studio visit di Nicolas Martino<br>19 luglio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo precedente studio visit, Daniela Trincia scriveva che \u00abl\u2019invito di Jos\u00e9 Angelino \u00e8 quello di avvicinarsi ai suoi lavori, anche a livello emozionale, affinch\u00e9 si attivino riflessioni, si raggiunga una maggiore comprensione, anzitutto dell\u2019appartenenza di ciascuno al tutto\u00bb. Questa osservazione mi ha portato a voler approfondire ulteriormente l&#8217;analisi del lavoro di un artista che si muove al confine tra fisica, arte e filosofia. Angelino, infatti, ha una solida formazione in fisica e neuroscienze \u2013 ha studiato e lavorato alla Sapienza \u2012, ma ha deciso di dedicarsi alle arti visive, continuando la sua ricerca con un linguaggio diverso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come altri artisti della sua generazione, di cui abbiamo parlato in questa rubrica, anche Angelino ha capito come i confini tra arte e scienza siano molto meno solidi di quanto si potrebbe erroneamente pensare, e porta avanti un lavoro che dimostra come il linguaggio dell&#8217;arte, oggi, riesca a farsi antropologicamente discorso e interrogazione intorno alla condizione umana e sociale, a partire dalle ricerche che per secoli sono state portate avanti parallelamente dalla filosofia e dalle scienze. Qui \u00e8 bene sottolineare che anche i confini tra saperi umanistici e scientifici sono puramente ideologici, poich\u00e9 non \u00e8 possibile fare filosofia senza seguire i principi della fisica n\u00e9 viceversa sviluppare una seria ricerca scientifica senza porsi interrogativi filosofici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascoltandolo parlare dei suoi lavori, viene da pensare a Goethe e ai suoi scritti sulla natura dell&#8217;essere; in particolare sembra di sentir parlare il personaggio di un film di Sergio Staino del 1989, C<em>avalli si nasce<\/em>, che durante il suo viaggio nel sud dell&#8217;Italia, ispirato dal pensatore tedesco, si chiedeva come mai essendo unica la materia le forme fossero molte e diverse. Le ricerca sulla risonanza di Schumann, sulla luce e sulla vibrazione, sulle onde sonore e il flusso dei gas, sull&#8217;energia elettrica e le strutture dissipative (non \u00e8 un caso che figurino tra i suoi interessi anche le ricerche di Prigogine) portano inevitabilmente a un&#8217;interrogazione sul \u2018senso\u2019 o \u2018non senso\u2019 della vita e quindi della morte. Se per Angelino dalla fisica quantistica alla \u201cfilosofia dell&#8217;assurdo\u201d di Camus il passo \u00e8 breve, si potrebbe anche e giustamente ricordare il legame strutturale tra la filosofia materialista e la ricerca sull&#8217;atomo e il suo <em>clinamen<\/em>. Nel mistero della natura si nasconde il mistero dell&#8217;uomo, ed \u00e8 un merito della ricerca artistica di Jos\u00e9 Angelino quello di collocarsi lungo la linea profonda tracciata dalla cosmologia che, da quella pi\u00f9 antica a quella post-classica, cerca, nel particolare o nell&#8217;infinitamente piccolo, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grande e generale. Il suo, insomma, \u00e8 un lavoro che dimostra chiaramente come oggi quello dell&#8217;arte possa essere un linguaggio attraverso il quale fare ricerca intorno all&#8217;essere e all&#8217;uomo superando la frontiera del linguaggio alfabetico e matematico, ma senza sacrificare il rigore del metodo. In questo senso potremmo rimandare ad alcuni suoi lavori pi\u00f9 recenti come <em>Sintonie<\/em> (2022), <em>Resistenze<\/em> (2021), <em>Lipari<\/em> (2021), <em>Corteggiamenti <\/em>(2019), che restituiscono in maniera suggestiva e coinvolgente gli enigmi del ritaglio spazio-temporale che abitiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, nel suo studio, che in realt\u00e0 \u00e8 uno spazio mobile tra quello estivo, quello romano e quello milanese, si trovano molti progetti tra quelli gi\u00e0 realizzati e quelli in realizzazione per una serie di prossimi appuntamenti. Se dovessimo individuare un punto di debolezza, come d&#8217;abitudine in queste schede, potremmo ravvisarlo in un rapporto non sempre del tutto risolto tra l&#8217;attitudine \u2018cerebrale\u2019 della ricerca e quella \u2018emozionale\u2019 dell&#8217;esperienza artistica, ovvero nella difficolt\u00e0 ricettiva che talvolta alcuni potrebbero riscontrare nella restituzione formale dell&#8217;opera. Un limite che ogni artista supera nel tempo attraverso il lavoro quotidiano e quindi la disciplina costante che porta alla soluzione stilistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D&#8217;altra parte, un ulteriore punto di forza del lavoro di Angelino, oltre a quelli gi\u00e0 evidenziati, sta nella capacit\u00e0 di individuare la stretta connessione tra ordine naturale e sociale, ovvero tra la natura sociale dell&#8217;umanit\u00e0 e quella fisico-chimica degli elementi naturali. Qui, insomma, la pratica artistica stringe una nuova e necessaria alleanza con altri saperi e con la teoria politica e sociale all&#8217;insegna di una epistemologia della complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39515\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2_Angelino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39517\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino-768x1025.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino-1151x1536.jpg 1151w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3_Angelino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ragusa 1977Vive a lavora a RomaStudio visit di Nicolas Martino19 luglio 2024 Nel suo precedente studio visit, Daniela Trincia scriveva che \u00abl\u2019invito di Jos\u00e9 Angelino \u00e8 quello di avvicinarsi ai suoi lavori, anche a livello emozionale, affinch\u00e9 si attivino riflessioni, si raggiunga una maggiore comprensione, anzitutto dell\u2019appartenenza di ciascuno al tutto\u00bb. 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