{"id":39384,"date":"2024-07-06T08:56:00","date_gmt":"2024-07-06T06:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39384"},"modified":"2024-07-06T03:59:32","modified_gmt":"2024-07-06T01:59:32","slug":"meletios-meletiou","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/meletios-meletiou\/","title":{"rendered":"Meletios Meletiou"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Limisso (Cipro) 1989<br>Vive e lavora a Roma<br>6 luglio 2024<br>Studio visit di Davide Lunerti<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meletios Meletiou \u00e8 un artista cipriota che lavora a Roma, in uno studio situato nel complesso di Pastificio Cerere. Gli studi in Arti visive e Decorazione all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma gli hanno permesso di trarre saperi trasversali per lo sviluppo della sua pratica, in cui \u00e8 confluita una mescolanza di saperi architettonici, scultorei e pittorici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019esperienza di volontariato nel 2016 all\u2019isola di Lesbo e al Porto di Pireo ad Atene, punti cardine delle rotte migratorie dirette in Europa, ha segnato uno spartiacque nella produzione dell\u2019artista, inserendo per la prima volta, oltre all\u2019utilizzo dei materiali che tutt\u2019ora adopera, un\u2019apertura al discorso sociale contemporaneo, anche in riferimento alla situazione socio-politica del suo Paese. Il <em>workshop<\/em> a cui l\u2019artista ha lavorato in questo contesto consisteva nella creazione di <em>Imaginary friends<\/em>: piccoli omini di fil di ferro, un materiale che evoca i significati della barriera, del limite, della zona di confine, attraverso i quali i partecipanti potessero rivendicare un proprio spazio e una propria identit\u00e0, rappresentando se stessi in piccoli <em>alter ego <\/em>tascabili, in un\u2019operazione che inducesse alla consapevolezza del s\u00e9 in opposizione a una condizione di alienazione. Per Meletiou infatti l\u2019esperienza ludica ha la capacit\u00e0 di trasformare lo stesso muro che divide le identit\u00e0 in un punto d\u2019incontro tra di esse, in cui l\u2019altro smette di essere nemico per assumere un volto, una voce, una storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le storie neglette, sia perch\u00e9 non conosciute che perch\u00e9 volutamente nascoste all\u2019opinione pubblica, sono il centro dell\u2019interesse dell\u2019artista; la sua ricerca ha per\u00f2 radici pi\u00f9 profonde, che affondano nella storia della decorazione urbana. La citt\u00e0 muta nel tempo, insieme alla sua cultura e alla sua politica; per Meletiou, ogni fenomeno storico lascia nella filigrana delle architetture della citt\u00e0 tracce visibili come al carbonio, permettendo di risalire, attraverso un\u2019archeologia della decorazione, alla mappatura genealogica degli influssi culturali che hanno contribuito alla realizzazione di ogni palazzo, edificio e monumento storico. L\u2019artista concentra la sua analisi negli elementi ricorrenti applicati alle architetture antiche e moderne, mentre sul contemporaneo la sua riflessione verte su come questi stessi elementi, estrapolati dal passato, siano stati decontestualizzati e impiegati nell\u2019architettura cosiddetta \u201costile\u201d. Il libro <em>Epidermis<\/em> (2022, edito da Viaindustriae, a cura di Gaia Bob\u00f2), raccoglie questa ricerca in una serie di stampe prodotte dall\u2019artista, che unisce vari esempi e suggestioni di diverse costruzioni e citt\u00e0 nelle quali questo fenomeno avviene. L\u2019architettura ostile consiste nella strumentalizzazione di elementi architettonici decorativi in qualit\u00e0 di dispositivi respingenti, adoperati in modo sottile, subliminale, per allontanare determinate categorie identitarie e gruppi sociali minoritari, allo scopo di escluderli da uno spazio e marcarne il confine in nome del \u201cdecoro\u201d urbano. Pattern decorativi e configurazioni architettoniche che prima avevano un mero scopo di abbellimento estetico, come ad esempio il bugnato cos\u00ec presente nel panorama urbano italiano, diventano nel contemporaneo armi difensive che agiscono sotto la pelle della citt\u00e0: ne sono un esempio gli spuntoni appuntiti che compaiono su pareti, facciate e gradini dei palazzi; affinch\u00e9 i senzatetto non possano sedersi, appoggiarsi o riposarsi. Questi stessi pattern decorativi vengono ripresi nella produzione dell\u2019artista in elementi scultorei, perlopi\u00f9 realizzati in cemento, e installazioni che simulano come frammenti degli edifici analizzati nella ricerca, sensibilizzando lo sguardo dello spettatore a queste conformazioni architettoniche tipiche del nostro periodo storico, ma di cui abbiamo scarsa consapevolezza, rendendole cos\u00ec pi\u00f9 evidenti nel momento in cui le reincontreremo nella citt\u00e0 in cui viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opera non viene limitata alla dimensione scultorea. Nella serie di lavori <em>ReSize To Fit<\/em> (2019- in corso), le sculture in cemento o in argilla bicomponente prendono come l\u2019uso di una tela preparata, su cui viene applicato il colore, attraverso il quale l\u2019artista pu\u00f2 esprimersi invece liberamente, di getto, secondo altre dinamiche e logiche; in una scultura di un considerevole peso concettuale e progettuale, va ad aggiungersi cos\u00ec la dimensione emotiva e spirituale derivata dal mezzo pittorico. In alcuni lavori, i pi\u00f9 recenti della serie, avviene una deformazione della materia, un disfacimento della solidit\u00e0 riscontrata invece nei pattern ricostruiti in precedenza, come se, con la loro fluidit\u00e0, le nuove opere a tutto tondo mettessero in discussione la stabilit\u00e0 di quelle costruzioni, di quegli stigmi, ricordando che i muri non sono monolitici e statici, ma sono composti di materia malleabile, che muta e varia a seconda del contesto storico-culturale oggi come in passato. Per la sua personale pi\u00f9 recente, <em>Playground<\/em> del 2023 alla Eins Gallery di Limisso (Cipro), a cura di Panos Giannikopoulos, Meletiou ha realizzato una grande installazione ambientale, che presenta in modo evidente sia gli aspetti di aggressivit\u00e0 insiti nell\u2019architettura ostile sia l\u2019espediente del gioco come incontro, elementi fondativi della pratica dell\u2019artista, evocando il senso del perturbante tra una familiarit\u00e0 ludica e un sottotesto minaccioso. In un percorso circolare, lo spettatore era chiamato a interagire e attraversare elementi tratti dalle architetture ostili, ma con forme e strutture che imitavano le dinamiche e le configurazioni di giochi dell\u2019infanzia. La moquette che era stata allestita sul pavimento della galleria, di un viola abbagliante, costituir\u00e0 il materiale della copertina del libro della mostra, edito da Dito Publishing, su cui l\u2019artista sta attualmente lavorando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento lo storico di Meletiou conta poche mostre personali; si potrebbero trovare ulteriori occasioni di esposizione, anche per mettere in gioco la sua produzione in contesti e ambienti differenti, stimolando nuove associazioni e significazioni del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il chiaroscuro generato dalla dialettica tra forme e significati contrastanti (solido e morbido, compatto e fluido, confine e condivisione, aggressivo e giocoso, curvo e appuntito, respingente e attrattivo, variopinto e monocromo); le scelte tecniche, sperimentali, coerenti ed efficaci; un tipo di ricerca cos\u00ec attento e interessante sulla storia della decorazione e sulle questioni sociali della citt\u00e0 contemporanea: tutti questi aspetti, integrati tra loro in modo autentico e organico, contribuiscono a conferire alle opere di Meletiou un livello di profondit\u00e0 e complessit\u00e0 piuttosto notevole.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"804\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou-804x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39388\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou-804x1024.jpg 804w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou-236x300.jpg 236w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou-768x978.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_MeletiosMeletiou.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"804\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou-804x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39390\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou-804x1024.jpg 804w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou-236x300.jpg 236w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou-768x978.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_MeletiosMeletiou.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Limisso (Cipro) 1989Vive e lavora a Roma6 luglio 2024Studio visit di Davide Lunerti Meletios Meletiou \u00e8 un artista cipriota che lavora a Roma, in uno studio situato nel complesso di Pastificio Cerere. Gli studi in Arti visive e Decorazione all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma gli hanno permesso di trarre saperi trasversali per lo sviluppo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39392,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-39384","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39384","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39384"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39384\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}