{"id":39327,"date":"2024-07-03T09:40:19","date_gmt":"2024-07-03T07:40:19","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39327"},"modified":"2024-07-03T09:40:22","modified_gmt":"2024-07-03T07:40:22","slug":"gabriella-siciliano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/gabriella-siciliano-2\/","title":{"rendered":"Gabriella Siciliano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1990<br>Vive e lavora a Napoli<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)<br>3 luglio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo studio visit a Gabriella Siciliano, Alessandra Troncone parlava del \u201ccontrasto generato tra l\u2019attrattivit\u00e0 dei materiali che l\u2019artista utilizza \u2013 addobbi da festa, ninnoli sgargianti, suppellettili glitterate \u2013 e il retrogusto nostalgico, malinconico, che questi elementi recano con s\u00e9\u201d. Ripartiamo da qui e dal detto fanciullesco \u201c<em>non \u00e8 tutto oro ci\u00f2 che luccica<\/em>\u201d, rappresentativo della ricerca dell\u2019artista, mossa sempre nel suo processo creativo da un senso di nostalgia personale, che poi diventa generazionale e universale. Troncone si soffermava inoltre, nel suo testo, sui lavori <em>site-specific <\/em>di Siciliano, mentre l\u2019indagine performativa le appariva ancora in fase embrionale. L\u2019utilizzo del <em>media<\/em> della performance \u00e8 un punto importante su cui l\u2019artista ha riflettuto molto, e che \u00e8 nato dal suo desiderio di impiegare il corpo nel lavoro. Questo interesse, che trova le sue radici nella danza, si sta sviluppando in rapporto osmotico con la pratica scultorea: assistiamo infatti al passaggio da un forte simbolismo, caratterizzante dei suoi lavori precedenti, a uno stile pi\u00f9 essenziale. Ci\u00f2 si traduce in azioni minime e semplici, simili a quelle previste dalla pratica scultorea, rispetto a performance precedenti come \u201c<em>Da casa mia non si vede il mare<\/em>\u201d, alla quale l\u2019artista sta lavorando nuovamente. La connessione tra performance e scultura \u00e8 evidente anche nella fase di genesi dell\u2019opera: Siciliano parte da una visione, per poi elaborare e sviluppare la narrazione attraverso una serie di scene che conducono infine a una conclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista \u00e8 stata in passato affascinata da una moltitudine di artisti, tra i quali ritroviamo Andy Warhol, Matthew Barney, Jeff Koons, Maurizio Cattelan; ha inoltre tratto ispirazione dalle performance di Gina Pane, dal dada, ma anche da esperienze \u2018trasversali\u2019 come il Fluxus e l\u2019Internazionale Situazionista o, ancora, dalla danza, con il Tanztheater di Pina Bausch. &nbsp;Nell\u2019ultimo periodo, Siciliano non guarda assiduamente ad altri artisti, poich\u00e9 intende sviluppare narrazioni che attingono dalla spontaneit\u00e0 del proprio mondo interiore, prediligendo piuttosto come riferimenti visivi film, cartoni animati e reminiscenze della sua infanzia, l\u2019et\u00e0 per la quale prova maggiore nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 sempre un senso di continuit\u00e0 che collega i diversi lavori dell\u2019artista, derivato da fascinazioni che si perpetuano nel tempo, ma ogni volta in modo spontaneo e sorprendente. Il valore della sua pratica risiede nell\u2019intelligenza e nella consapevolezza con cui, attraverso le sue opere, tenta di rendere leggero e sopportabile il fardello delle tragedie esistenziali intrinseche all\u2019esperienza umana. L\u2019artista invita a non prendersi troppo sul serio, auspicando la possibilit\u00e0 di un\u2019evoluzione dell\u2019umanit\u00e0, che passi per la presa di coscienza dei propri istinti e dalla relazione con se stessi e con gli altri. Con il suo lavoro rispecchia lo spaesamento generazionale attuale, motivo per cui molti dei personaggi che rappresenta appaiono malinconici e stanchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siciliano sta attualmente ragionando su una nuova installazione <em>site-specific<\/em> di grandi dimensioni, per una mostra che avr\u00e0 luogo a settembre presso il piano superiore della Fondazione Made in Cloister di Napoli. La mostra registrer\u00e0 un punto di svolta importante nella produzione dell\u2019artista, un passaggio in cui la formalizzazione assume un livello di complessit\u00e0 pi\u00f9 elaborato, con l\u2019impiego di nuovi materiali e l\u2019uso di un\u2019ironia pi\u00f9 sottile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta di utilizzare materiali diversi da quelli gi\u00e0 impiegati si lega anche a una riflessione dell\u2019artista in merito a delle possibili debolezze riguardo allo stato di conservazione della sua produzione. Siciliano non esclude infatti il passaggio dall\u2019impiego di materiali poveri e deteriorabili a materiali pi\u00f9 stabili e durevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Siciliano riesce a mantenere sempre una spontaneit\u00e0 genuina, grazie all\u2019adozione di un linguaggio immediato che nasconde tuttavia qualcosa di profondo e tagliente: il mistero e il paradosso della vita e dell\u2019esistenza umana.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39329\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano-768x961.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/b_Courtesy-Gabriella-Siciliano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto dell&#8217;artista<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39331\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/c_Courtesy-Gabriella-Siciliano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto dell&#8217;artista<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1990Vive e lavora a NapoliStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)3 luglio 2024 Nel primo studio visit a Gabriella Siciliano, Alessandra Troncone parlava del \u201ccontrasto generato tra l\u2019attrattivit\u00e0 dei materiali che l\u2019artista utilizza \u2013 addobbi da festa, ninnoli sgargianti, suppellettili glitterate \u2013 e il retrogusto nostalgico, malinconico, che questi elementi recano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39333,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-39327","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}