{"id":39308,"date":"2024-07-01T08:50:00","date_gmt":"2024-07-01T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39308"},"modified":"2024-06-29T07:40:59","modified_gmt":"2024-06-29T05:40:59","slug":"giuseppe-de-mattia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/giuseppe-de-mattia-2\/","title":{"rendered":"Giuseppe De Mattia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bari 1980<br>Vive e lavora a Bologna<br>Studio visit di Elena Forin<br>1\u00b0 luglio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho incontrato Giuseppe De Mattia alla prima residenza del Nuovo Forno del Pane, al MAMbo, in piena pandemia, e ho iniziato a seguirlo da allora. Nel suo precedente studio visit, Lorenzo Madaro ha restituito con cura e precisione il vasto orizzonte della sua ricerca: a distanza di un anno circa dal suo testo prover\u00f2 a raccontare gli sviluppi della sua indagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della narrazione \u00e8 piuttosto presente nel panorama contemporaneo italiano e internazionale degli ultimi anni, e spesso prevede l\u2019impiego di varie forme di archivio, l\u2019alternanza di registri popolari e ufficiali, l\u2019impiego di formule aneddotiche, l\u2019attenzione ai saperi artigianali, agli oggetti e al loro valore simbolico. De Mattia si inserisce in questo ampio ambito di ricerca, declinando tali direzioni attraverso un linguaggio molto personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019identit\u00e0 stilistica, cos\u00ec fortemente connotata, \u00e8 nutrita dal vasto campo dei suoi interessi concettuali e visivi, oltre che dalla necessit\u00e0 di entrare in contatto con comunit\u00e0 specifiche secondo un principio che allinea sullo stesso piano il coinvolgere e l\u2019essere coinvolto. Nelle pratiche partecipative spesso si parla dell\u2019artista come mediatore, e questo lo pone inevitabilmente su un altro livello rispetto a quello del contesto; per De Mattia, invece, la partecipazione \u00e8 funzionale a un rapporto tra coscienza e conoscenza, per cui deve essere sperimentata a livello personale. Lo snodo tra questi due fattori, che articola anche attraverso un\u2019intelligente ironia, si ritrova in ogni suo progetto e la sua presenza \u00e8 possibile grazie alla permanenza dell\u2019artista nei luoghi, negli spazi, nelle tradizioni, tra le persone e nel culto degli oggetti che si legano a determinate situazioni. Certamente in questa sede non \u00e8 possibile approfondire tale aspetto, ma un piccolo esempio pu\u00f2 essere forse d\u2019aiuto per tratteggiare meglio il suo approccio: da qualche tempo, attraverso progetti che sperimentano possibili analogie tra dinamiche espositive dell\u2019arte e dei mercati rionali, \u00e8 entrato in contatto con uno scrittore di prezzi e insegne per bancarelle, il cui modo di indicare su cartoncino importi e nomi risponde a una precisa cura nella presentazione del prodotto. Questo sapere calligrafico, la cui tradizione \u00e8 ormai affidata solo a questo signore, va imparata, riprodotta e insegnata, non solo per farne proseguire la cultura, ma anche per favorire il mantenimento di un patrimonio visivo ed estetico rilevante, oltre che per sostenere un\u2019attitudine valorizzante per i luoghi, le cose e le attivit\u00e0 del quotidiano. \u00c8 per questo De Mattia si sta impegnando ad apprendere, usare e diffondere questo sapere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tema di mercato, questa volta dell\u2019arte, il soggetto dell\u2019ultima mostra dell\u2019artista (da Mat\u00e8ria a Roma, a cura di Vasco Forconi) \u00e8 stato quello della gazza ladra, la specie animale che ruba oggetti per costruire <em>wunderkammern<\/em> mirabili e involontarie. Il percorso espositivo, che evoca certe chiacchiere critico-artistiche sull\u2019autorialit\u00e0 e l\u2019ossessione per il furto di idee nella produzione artistica, ha messo in dialogo opere sonore, aneddotica, installazioni ambientali e reliquie votive \u2013 e ha anche attivato un punto vendita condotto da artisti che partecipavano con propri manufatti a prezzi decisamente accessibili. Le abitudini viziose e i luoghi segreti sono invece i temi dell\u2019installazione a COSMOS &#8211; CAC di Lisbona (a cura di Orsola Vannocci Bonsi e Mattia Tosti), luogo di rilevanza sociale e culturale della citt\u00e0. Nella stanza \u2018segreta\u2019, quella per i giocatori di carte, l\u2019artista ha creato una decorazione di <em>azuleios<\/em> che riprende simbologie, immagini, formule e gestualit\u00e0 del gioco. Molta parte della decorazione \u00e8 per\u00f2 mancante, come se il tempo e i furti avessero gi\u00e0 fatto il loro corso, rendendo parziale una narrazione che col passare degli anni perde gradualmente la propria integrit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto alle criticit\u00e0, concordo con l\u2019osservazione di Madaro: De Mattia pu\u00f2 spingersi oltre, per mettersi alla prova con interventi ancora pi\u00f9 grandi ed estesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tal proposito va per\u00f2 anche detto che <em>Quem n\u00e3o arrisca, n\u00e3o petisca <\/em>di Lisbona, per quanto non particolarmente ampia, \u00e8 di fatto un\u2019opera monumentale, e cos\u00ec \u00e8 anche il ciclo di interventi per MUST Museo Storico della Citt\u00e0 di Lecce (2023 e 2024 nell\u2019ambito di <em>INA-Casa via del Mare. Nuovi spazi di socialit\u00e0,<\/em> a cura di studioconcreto), incentrati sulla ridefinizione delle relazioni sociali e comunitarie delle realt\u00e0 urbane. La monumentalit\u00e0 che produce De Mattia infatti non riguarda tanto le dimensioni del progetto, quanto un senso di estensione che si esprime attraverso episodi, momenti, immagini e frasi apparentemente marginali, estrapolate da conversazioni dal tono spesso condivisibile, ma anche difficile o limitato: \u00e8 a queste voci che De Mattia affida il compito di trasmettere una potente riflessione sugli stereotipi e sul pensiero collettivo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"767\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare-767x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39310\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare-767x1024.jpg 767w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare-768x1025.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare-1151x1536.jpg 1151w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DeMattia_pettegolezzi_via_del_mare.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 767px) 100vw, 767px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39312\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DeMattia_quem_nao_arrisca.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari 1980Vive e lavora a BolognaStudio visit di Elena Forin1\u00b0 luglio 2024 Ho incontrato Giuseppe De Mattia alla prima residenza del Nuovo Forno del Pane, al MAMbo, in piena pandemia, e ho iniziato a seguirlo da allora. 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