{"id":39299,"date":"2024-06-30T08:50:00","date_gmt":"2024-06-30T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39299"},"modified":"2024-06-29T07:31:23","modified_gmt":"2024-06-29T05:31:23","slug":"simone-scardino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/simone-scardino\/","title":{"rendered":"Simone Scardino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino 1995<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)<br>30 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il periodo di formazione alla scuola di Grafica d\u2019arte dell\u2019Accademia Albertina, Simone Scardino acquisisce, grazie al docente Franco Fanelli, una vera e propria <em>forma mentis<\/em> che lo accompagner\u00e0 per tutta la sua ricerca. Frequenter\u00e0 poi il biennio, prima come allievo di Mario Air\u00f2, e poi di Franko B, esplorando in questo contesto diverse tecniche scultoree. Oltre allo studio torinese, condiviso con altri artisti, Scardino si prende cura dell\u2019orto sociale di Barriera di Milano, avuto in concessione dal comune di Torino per cinque anni. Qui ha imparato l&#8217;orticoltura da autodidatta, interessandosi soprattutto al rapporto diretto tra territorio e comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il binomio natura-cultura \u00e8 tema costante della ricerca di Scardino e la formalizzazione delle sue opere \u00e8 conseguenza di ragionamenti e studi transdisciplinari sull\u2019argomento. L&#8217;apertura del perimetro del suo lavoro, cos\u00ec come l\u2019utilizzo di <em>medium<\/em> diversi, va infatti di pari passo con il complesso tema che l\u2019artista affronta, oltre che con la metodologia applicata al campo d\u2019indagine. Vi \u00e8 infatti da parte sua un profondo interesse per scienze come l\u2019antropologia, la sociologia e l\u2019ecologia, attraverso le quali cerca di analizzare il tentativo di imitazione della natura da parte dell\u2019arte. Scardino studia quindi dicotomie e incongruenze che intercorrono tra l\u2019uomo e l\u2019ecosistema a cui appartiene, e che hanno innanzitutto a che fare con la difficolt\u00e0 nel definire la natura stessa da un punto di vista ontologico. &nbsp;Il La frequenza nel suo lavoro del concetto di matrice deriva dall\u2019interesse dell\u2019artista verso una serialit\u00e0 che, attraverso l\u2019unione di pezzi omogenei tra loro, si carichi di forza collettiva e trasformativa; inoltre, la ripetizione ha per Scardini un chiaro rimando al processo della rigenerazione naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019approccio all\u2019ecologia messo in atto da Scardino non appare mai catastrofista, ma si concentra invece sui processi curativi che possono essere messi in atto dalla collettivit\u00e0. L\u2019attenzione dell\u2019artista \u00e8 infatti sempre volta alla dimensione sociale, come testimonia il lavoro che porta avanti con l\u2019orto di Barriera di Milano, dove la stessa auto-produzione di ortaggi \u00e8 pratica di resistenza e riappropriazione di ritmi naturali. A tal proposito citiamo il convivio messo in atto dall\u2019artista insieme ad alcuni studenti dell&#8217;Accademia Albertina che, dopo aver recitato alcuni testi sull\u2019ecologia, sono stati invitati a plasmare impasti cotti nel forno sociale dell\u2019orto. Le forme di pane sono state poi adagiate su canovacci serigrafati dall\u2019artista, raffiguranti alcune illustrazioni di orticoltura tratte dal <em>Tacuina sanitatis<\/em> del 1400, e poi condivise. Tutti questi aspetti riflettono, ancora una volta, la complessit\u00e0 dei rapporti intra e fra specie, tema molto ampio e di grande attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione per la serialit\u00e0 \u00e8 anche al centro del lavoro che ha tenuto impegnato Scardino nell\u2019ultimo anno, ossia la restituzione della residenza <em>Inedita<\/em> a Venezia. In quest\u2019occasione ha lavorato sull\u2019area di San Giobbe, dove a inizio Novecento sorgeva l\u2019orto botanico del capoluogo veneto. Durante la guerra, l\u2019orto \u00e8 stato sostituito da un silurificio, trasformandosi cos\u00ec da luogo vitale a centro di morte e distruzione. La raccolta di dati ed elementi organici ha portato Scardino a realizzare <em>Bravi solo sulla carta<\/em>, installazione composta da 76 fogli (numero che riprende gli anni di attivit\u00e0 dell\u2019orto); questi, realizzati partendo da un impasto di cellulosa e da pagine di vecchi archivi, custodiscono nella loro filigrana alcuni semi di piante selvatiche che, fungendo da attivatori, sono in grado di rigenerare il luogo stesso insieme alla sua storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella di Scardino \u00e8 una formalizzazione che richiede una grande predisposizione all\u2019ascolto e all\u2019indagine da parte del fruitore, il che pu\u00f2 rappresentare una difficolt\u00e0 nella lettura complessiva del lavoro. Proprio per questo, nell\u2019ultimo periodo, si sta focalizzando anche su diversi materiali per renderla meno derivativa. Una delle sfide pi\u00f9 grandi \u00e8 infatti quella di porre dei limiti al proprio campo d\u2019indagine, per mantenere una coerenza di fondo anche da un punto di vista formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale il lavoro appare profondo e consapevole; nella sua pratica, l\u2019artista evita un tipo di approccio unidimensionale, per dare spazio invece a una stretta connessione tra una moltitudine di discipline scientifiche, lasciando cos\u00ec spazio e respiro a una ricerca ricca, attuale e generativa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39301\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_Scardino_Foto-di-Davide-D_Ambra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Davide D&#8217;Ambra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39303\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_Scardino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 1995Vive e lavora a TorinoStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)30 giugno 2024 Durante il periodo di formazione alla scuola di Grafica d\u2019arte dell\u2019Accademia Albertina, Simone Scardino acquisisce, grazie al docente Franco Fanelli, una vera e propria forma mentis che lo accompagner\u00e0 per tutta la sua ricerca. Frequenter\u00e0 poi il biennio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39305,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-39299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}