{"id":39280,"date":"2024-06-28T09:25:40","date_gmt":"2024-06-28T07:25:40","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39280"},"modified":"2024-06-28T09:25:43","modified_gmt":"2024-06-28T07:25:43","slug":"lorenzo-montinaro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/lorenzo-montinaro-2\/","title":{"rendered":"Lorenzo Montinaro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Taranto 1997<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>28 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordatevi che dovete morire. Nella societ\u00e0 che pi\u00f9 di ogni altra fa di tutto per dimenticarsi della morte, del decadimento, della vecchiaia, Lorenzo Montinaro sceglie di vivere all\u2019esterno di quella condizione di \u2018eterno presente\u2019 che caratterizza il nostro periodo storico e affondare la sua ricerca nel senso del tempo e della perdita. Nella penombra del suo studio di Corvetto, mi ha raccontato di come passi spesso il proprio tempo tra il Cimitero Monumentale di Milano e i laboratori di lapidi, i cui scarti riutilizza nelle sue opere. A dispetto di quello che potrebbe sembrare, trovo il suo \u2018stare nella morte\u2019 un esercizio di sanit\u00e0 mentale. Tra i giovani artisti in Italia, compresi quei pochi che affrontano l\u2019argomento (come l\u2019altrettanto bravo Giuseppe di Liberto, o come fa in parte Rebecca Moccia), \u00e8 Montinaro a fare del <em>memento mori<\/em> la sua vocazione. Originario di Taranto, ha studiato a Roma e a Venezia, dove la sua pratica si \u00e8 evoluta e definita, per poi trasferirsi a Milano. Come suggerisce Madaro nel precedente studio visit, c\u2019\u00e8 qualcosa di ironico e drammatico nel suo lavoro. Icone, lapidi e sigilli trascrivono nomi di persone scomparse, ricostruendo frasi proprie e affermazioni evocative a partire da frammenti e cancellature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando di Taranto e di tematiche scabrose e avvincenti, Montinaro mi racconta uno dei testi che pi\u00f9 lo hanno influenzato: il lascito del poeta salentino Salvatore Toma. Morto suicida a 36 anni, il poeta intitola il suo ultimo scritto <em>Il Canzoniere della morte,<\/em> nel quale affronta l\u2019argomento della morte in maniera consapevole, sprezzante e coraggiosa. Scriveva cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quando sar\u00f2 morto<\/em><br><em>che non vi venga in mente<\/em><br><em>di mettere manifesti:<\/em><br><em>morto serenamente<\/em><br><em>o dopo lunga sofferenza<\/em><br><em>o peggio ancora in grazia di dio.<\/em><br><em>Io sono morto<\/em><br><em>per la vostra presenza<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ancora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A questo punto<\/em><br><em>cercate di non rompermi i coglioni<\/em><br><em>anche da morto.<\/em><br><em>Non state a riesumarmi dunque<\/em><br><em>con la forza delle vostre incertezze<\/em><br><em>o piuttosto a giustificarvi<\/em><br><em>che chi si ammazza \u00e8 un vigliacco:<\/em><br><em>a creare progettare ed approvare<\/em><br><em>la propria morte ci vuole coraggio!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Montinaro riprende dal poeta la stessa dimestichezza nel parlare di tematiche macabre e taboo come possono esserlo la morte e il suicidio. Secondo il sociologo \u00c8mile Durkheim, il suicidio \u00e8 una patologia sociale propria in particolare delle societ\u00e0 contemporanee, e risulta criticamente riduttivo parlare di ritorno dell\u2019esistenzialismo e alla dimensione privata nell\u2019arte oggi, quando altri importanti come questo vengono messi da parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardandosi intorno nello studio, lo sguardo cade su alcune gazze ladre impagliate e delle opere di marmo con fotoceramiche ovali e rose nere, recentemente esposte da Galleria Ramo e Contemporary Cluster. Sulla parete, una nuova serie di lavori, delle marmografie di cui mi spiega il significato: quando, in fase di lavorazione, le lapidi vengono bucate per fare i fori delle fioriere, il laboratorio mette una lastra di marmo per evitare che il buco rovini la successiva. Si crea cos\u00ec una matrice fitta di fori e semicerchi, come costellata di simboli. Da ognuna di queste stratificazioni nasce un\u2019opera a parete. Da tempo Montinaro sta invece lavorando a un ambizioso progetto nel Duomo di Taranto. Una serie di opere disposte tra la cripta, l\u2019altare e le panche della navata centrale, una delle quale dovrebbe rimanere permanente. La mostra \u00e8 prevista per l\u2019anno prossimo, per l\u2019Anno del Giubileo, ovvero della remissione dei peccati e toccher\u00e0 anche il Museo Diocesano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la sua giovane et\u00e0, Montinaro ha espresso in molteplici forme e in maniera estremamente personale la sua visione dell\u2019arte. Nelle sue opere vedo talvolta una corrispondenza eccessiva, per dei temi cos\u00ec delicati, tra significato e significante. Come Parmiggiani, Eliseo Mattiacci e Giovanni Anselmo sono riusciti a fare, artisti che Montinaro esplicitamente ammira, dovrebbe forse rarefare la propria forma visiva, in un modo che essa riesca ad esprimere i concetti con una forza capace di trascendere la dimensione materiale; proprio come quando, durante una residenza, si \u00e8 fatto tatuare sulla schiena da Jacopo Benassi i nomi di alcune persone decedute.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39282\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_Montinaro_foto-Gaia-Contarino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Gaia Contarino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39284\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Montinaro.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Taranto 1997Vive e lavora a MilanoStudio visit di Edoardo De Cobelli28 giugno 2024 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ricordatevi che dovete morire. 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