{"id":39242,"date":"2024-06-27T08:50:00","date_gmt":"2024-06-27T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39242"},"modified":"2024-06-24T15:37:00","modified_gmt":"2024-06-24T13:37:00","slug":"davide-balliano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/davide-balliano-2\/","title":{"rendered":"Davide Balliano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino 1983<br>Vive e lavora a Brooklyn (NY)<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>27 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un ritmo formale che regola l\u2019universo: una serie di strutture regolari che si ripetono fra micro e macro-cosmo. Il lavoro di Davide Balliano appare come un ricettacolo di queste geometrie universali: nel rigoroso alternarsi di linee rette e curve, di bianchi e neri e di pieni e vuoti, Balliano crea austere composizioni grafiche, geometriche e astratte, che si traducono in un ritmo ondulatorio regolare. Rispetto all&#8217;analisi operata nel precedente, questo studio visit vuole evidenziare come la manualit\u00e0 e materialit\u00e0 del gesto pittorico siano tra gli aspetti chiave nella pratica di Balliano, oltre che descriverne le recenti evoluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci incontriamo nel suo studio a Brooklyn, dove l\u2019artista vive ormai da anni. Come egli stesso afferma, il lavoro ha ormai una propria natura autonoma, sviluppandosi all\u2019interno di una griglia di un codice formale su cui l\u2019artista lavora ormai da dieci anni, in una ripetizione di processi e forme che lascia per\u00f2 spazio a continue evoluzioni, in una meditazione costante con la materia. L\u2019arte di Balliano \u00e8 animata da questa tensione fondamentale fra ripetizione apparentemente meccanica e manualit\u00e0 creativa, fra spersonalizzazione e autorialit\u00e0. Da una parte c\u2019\u00e8 infatti una costruzione rigorosa, ma anche rituale, che porta dalla programmazione del <em>rendering<\/em> digitale ad un disegno tecnico riportato a grafite, limitato a inchiostro e poi riempito da campiture di colore. Al termine di questo processo programmatico, l\u2019artista interviene poi con una serie di \u2018incidenti pittorici\u2019, come graffiature, colature e estrazioni, che vanno ad erodere un\u2019apparente armonia di facciata. Queste opere sono non a caso spesso accostate al minimalismo pittorico di Frank Stella, in una riduzione della pittura ai minimi termini di un esercizio formale e spaziale, che rifiuta qualunque narrazione o concetto \u2013 \u201c<em>what you see is what you see\u201d.<\/em> Se per\u00f2 si approfondisce il processo, il rapporto di Balliano con la tela appare molto pi\u00f9 vicino invece ad un\u2019artista come Robert Ryman, nel suo indagare \u201c<em>mai che cosa dipingere, ma come dipingere<\/em>\u201d, esplorando le infinite possibilit\u00e0 formali della stessa stesura pittorica, e alla gestione della superficie della tela e alla sua relazione con lo spazio. &nbsp;Condividendo una devozione totale per il gesto pittorico, Balliano si avvicina cos\u00ec pi\u00f9 a un approccio orientale di maestri come Dansaekhwa, per cui azione pittorica, idea e segno agiscono in <em>tandem<\/em> in un atto che \u00e8 allo stesso tempo filosofico ed estetico, di analisi delle relazioni fra materia e creatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento del nostro incontro, l\u2019artista sta completando una nuova serie di opere destinate ad essere esposte con Cardi Gallery, in parte nello stand ad Art Basel, e in parte per la sua personale a Londra il prossimo ottobre. Per la prima volta, qui, ha introdotto il colore rosso, interrompendo cos\u00ec quel rigoroso monocromatismo o contrasto di bianco e nero per cui \u00e8 noto. Un\u2019evoluzione decisiva, determinata tuttavia pi\u00f9 dalla materia pittorica stessa, grazie ad un nuovo acrilico rosso capace di garantire la stessa densit\u00e0 e saturazione in una sola passata, come il nero utilizzato in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel raccontarmi di come alcuni curatori gli abbiano domandato perch\u00e9 la sua arte fosse importante nel nostro tempo, Ballano stesso dichiara di rifiutare qualunque presunta affermazione filosofica o narrazione esistenziale associata al suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unico intento delle sue opere \u00e8 che possano essere un \u201cdetonatore di pensieri\u201d, afferma, nell\u2019incoraggiare l\u2019osservatore a riconoscere il possibile equilibrio strutturale senza tempo attorno a noi, ma anche il ruolo dell\u2019accidentalit\u00e0 di un atto minimo, che pu\u00f2 interrompere questo equilibrio, per spingerlo a nuove variazioni ed evoluzioni. &nbsp;All&#8217;austero ripetersi di un geometrismo programmatico, le opere di Balliano rischiano di essere viste come un mero esercizio tautologico, autoreferenziale, se non perfino meramente decorativo a complemento dell\u2019architettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, \u00e8 proprio nell\u2019esercitare queste continue variazioni pittoriche minime che le opere dell\u2019artista possono esprimere la classicit\u00e0 senza tempo di un ritmo formale che nella ripetizione accetta continue variazioni, per una continua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39244\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_DavideBalliano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39246\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_DavideBalliano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 1983Vive e lavora a Brooklyn (NY)Studio visit di Elisa Carollo27 giugno 2024 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 un ritmo formale che regola l\u2019universo: una serie di strutture regolari che si ripetono fra micro e macro-cosmo. 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