{"id":39233,"date":"2024-06-26T08:50:00","date_gmt":"2024-06-26T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39233"},"modified":"2024-06-24T15:34:06","modified_gmt":"2024-06-24T13:34:06","slug":"ivana-spinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/ivana-spinelli\/","title":{"rendered":"Ivana Spinelli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascoli Piceno 1972<br>Vive e lavora tra Bologna e Berlino<br>Studio visit di Elena Forin<br>26 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ivana Spinelli si \u00e8 formata all\u2019Accademia di Macerata, e oggi \u00e8 docente all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna, dove tiene il corso di Scultura, un insegnamento che concepisce come uno specchio cruciale per la sua pratica artistica. Pi\u00f9 che in un luogo o in un momento preciso, si sente collocata dentro un tempo espanso che abbraccia il passato e il presente, e le molteplici inclinazioni dei suoi interessi la portano a pensarsi come collettivo, l\u2019Atelier Spinelli VVVirgulti.<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni suo progetto, Spinelli inquadra una prospettiva di ricerca ampia, che approfondisce attraverso lunghe fasi di indagine con l\u2019obiettivo di mettere in crisi contenuti e definizioni condivise in maniera diffusa, attraverso traiettorie spesso ritenute marginali. In questa dimensione progettuale, il concetto di traduzione assume un ruolo fondante e viene declinato sul piano concettuale, linguistico e visivo. In questo approccio anche lo strumento del disegno \u00e8 importante, perch\u00e9 la conduce verso una necessaria essenzializzazione: si articola infatti in segni arcaici, il cui accostamento e la cui composizione per gruppi e andamenti ritmici compone messaggi di una lingua sconosciuta, ma in parte familiare \u2013 e per questo mai completamente indecifrabile (<em>Zigo Zago Stickes)<\/em>. La parola e il linguaggio sono quindi universi molto importanti per Spinelli, che spesso parte proprio da qui per toccare la dimensione sociale e politica delle relazioni (<em>Minimum L.O.L.<\/em>). La sua analisi si concretizza per\u00f2 anche attraverso opere, installazioni e oggetti nei quali i concetti sembrano sciogliersi, normalizzarsi, diventare gioiosi e a tratti giocosi, e consentendo al pubblico, attraverso questa forma visiva di leggerezza, di entrare (anche letteralmente) nelle sue opere per compiere azioni di protesta e resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se molti dei temi che tocca (dal femminile alle politiche del lavoro, dalla maschera alle forme comunicative dei <em>brand<\/em>, dal salario minimo al <em>cyborg<\/em> fino alle societ\u00e0 matriarcali) sono propri di molta indagine contemporanea, le modalit\u00e0 con cui l\u2019artista li traduce in opera \u00e8 unico. Una componente cruciale della sua pratica deriva dalla connessione con una manualit\u00e0 che ha assimilato in famiglia e che corrisponde a una mentalit\u00e0 del \u2018saper fare con poco\u2019, replicando le idee in manufatti funzionali e dall\u2019estetica volutamente spoglia, ancorata nella storia dei materiali comuni, della pi\u00f9 spontanea genialit\u00e0 dell\u2019artigianato domestico, oltre che di una certa produzione punk.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spinelli mi ha mostrato <em>Beauty Routine<\/em>, una serie di maschere da indossare per uscire dalla dimensione del s\u00e9 e coltivare forme di bellezza diverse da quelle appartenenti alla propria convenzionalit\u00e0. Le forme sono stilizzate e le fattezze replicano lineamenti schematici: a essere importante \u00e8 il senso della decorazione che si esprime attraverso dettagli minimi ma preziosi, con orpelli che enfatizzano lo sguardo (un ricamo evoca un occhio nero), la parola (con una sorta di polsino per la lingua, fatto all\u2019uncinetto e decorato con perline), o il pensiero (lo \u2018zig\u2019 sulla fronte), e che attraverso le tinte accendono quegli aspetti punk nascosti in ogni individuo. <em>Buco <\/em>(prodotta in Austria nello spazio di Roter Keil), invece, \u00e8 un\u2019installazione abitabile, una scultura in cui calarsi e nella quale trovare un proprio spazio, per fare qualcosa o per non fare niente, per scrivere o disegnare sulle pareti. \u00c8 un luogo che suggerisce un atto vandalico, un modo per rivendicare uno spazio: dall\u2019esterno \u00e8 una struttura in compensato, con sette gradini in salita per poi calarsi nel contenitore vuoto, una caverna con pareti di lavagna su cui lasciare una propria traccia. Allo stesso modo che nelle opere esposte nel 2020 per \u201cContropelo\u201d alla Gallleriapi\u00f9 di Bologna, anche <em>Buco <\/em>materializza lo zig-zag (presente ad esempio nell\u2019andamento dei gradini), si pu\u00f2 vivere e partecipare, \u00e8 uno spazio da indossare, un ambiente da connotare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questo ampio nucleo di opere in particolare si pu\u00f2 criticare una certa ingenuit\u00e0 nell\u2019estetica e nelle modalit\u00e0 di attivazione del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa critica perde per\u00f2 la propria ragion d\u2019essere quando torniamo a quella forma di costruire di cui si \u00e8 detto, che richiama volutamente un atto di creazione semplice e immediato, pensato per rispondere d\u2019urgenza a un\u2019impellenza, che per Spinelli \u00e8 proprio quella del gioco, dell\u2019espressione fuori sincrono con la realt\u00e0. &nbsp;La scultura, e l\u2019arte in generale, per l\u2019artista servono e sono proprio questo: il luogo, il tempo, lo spazio, ma anche la prospettiva, per accedere a una dimensione che si tende a cancellare, e che invece \u00e8 necessaria per ritrovare e ritrovarsi nelle sfide del presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"759\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli-759x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39235\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli-759x1024.jpg 759w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli-222x300.jpg 222w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli-768x1037.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli-1138x1536.jpg 1138w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/b_IvanaSpinelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"759\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro-759x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39237\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro-759x1024.jpg 759w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro-222x300.jpg 222w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro-768x1036.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro-1138x1536.jpg 1138w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/c_-IvanaSpinelli_ph-Salvatore-Santoro.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 759px) 100vw, 759px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Salvatore Santoro<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascoli Piceno 1972Vive e lavora tra Bologna e BerlinoStudio visit di Elena Forin26 giugno 2024 Ivana Spinelli si \u00e8 formata all\u2019Accademia di Macerata, e oggi \u00e8 docente all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna, dove tiene il corso di Scultura, un insegnamento che concepisce come uno specchio cruciale per la sua pratica artistica. Pi\u00f9 che in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":39239,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-39233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39233\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}