{"id":39206,"date":"2024-06-22T08:50:00","date_gmt":"2024-06-22T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39206"},"modified":"2024-06-21T08:17:50","modified_gmt":"2024-06-21T06:17:50","slug":"giovanni-chiamenti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/giovanni-chiamenti-2\/","title":{"rendered":"Giovanni Chiamenti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verona 1992<br>Vive e lavora a Milano e a Verona<br>Studio visit di Marco Bassan<br>22 giugno 2024\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo precedente studio visit, Elisa Carollo faceva emergere come il lavoro di Giovanni Chiamenti sia complesso e stratificato, con una pratica orientata alla comprensione delle sfide antropologiche, ecologiche e sociali del prossimo futuro. La forte contaminazione con il mondo scientifico e l\u2019impiego frequente di elementi sci-fi rivelano la ricchezza dell\u2019immaginario dell\u2019artista, mostrando inoltre la sua capacit\u00e0 di fornire suggestioni e interessanti spunti di riflessione. Questo secondo studio visit ha come obiettivo quello di analizzare l\u2019evoluzione del lavoro di Chiamenti, soprattutto in relazione alla sua capacit\u00e0 di mantenere viva la propria poetica interiore, a discapito della \u2018freddezza\u2019 che pu\u00f2 rischiare di accompagnare una tale ricerca tecnico-scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro dell\u2019artista si basa su un impianto teorico-scientifico fortemente rigoroso, che si ispira su studi d\u2019avanguardia: tesi di recente ideazione e teorie non ancora avvalorate che lasciano alla sua pratica un ampio raggio di potenzialit\u00e0 immaginifiche. Nutrendosi di saggi antropologici e testi filosofici, tra cui quelli di Donna Haraway, Timothy Morton, Anna Tsing e Carlo Rovelli, il suo lavoro si innesta su un filone di artisti fortemente contemporanei, che indagano le possibili evoluzioni antropologiche e genetiche della specie umana sulla terra, collegandosi a pratiche artistiche anche apparentemente molto lontane l\u2019una dall\u2019altra, come quelle di artisti come Nicolas Llamas, Bianca Bondi e Jean Marie Appriou, ma anche con le pratiche video di Hito Steyerl, Pierre Huyghe o Cyprien Gaillard.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimanendo sospeso tra un linguaggio tecnico-scientifico e uno immaginario e utopico, dall\u2019estetica sci-fi, Chiamenti realizza immagini e sculture che sembrano appartenere a un altro mondo, come possibili variazioni del nostro percorso evolutivo. Nei suoi lavori \u00e8 riscontrabile un interesse per le questioni ambientali e per le criticit\u00e0 dell\u2019azione umana su larga scala, senza mai per\u00f2 impiegare la rappresentazione di forme antropomorfe, che scompaiono sullo sfondo della sua pratica per lasciare spazio a organismi alieni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da poco stabilitosi nel nuovo studio di Verona, l\u2019artista \u00e8 tornato dopo molti anni alla bidimensionalit\u00e0 della pittura, traducendo la pratica scultorea in schizzi e disegni, per far evolvere gli ultimi progetti in qualcosa di pi\u00f9 immateriale, che possa approfondire una visione intima, non sempre evidente a un primo sguardo nelle sculture. L\u2019altra serie su cui sta ragionando in questo periodo riguarda la creazione di una serie di fossili del futuro. Per sintetizzare la sua pratica in un oggetto, i plastiglomerati possono rappresentare perfettamente la ricerca di Chiamenti: rocce sedimentarie in cui la lava solidificata del vulcano si fonde con scarti di detriti di plastica, suggerendo come gli elementi naturali si stiano gi\u00e0 adattando alle condizioni d\u2019inquinamento prodotte dall\u2019uomo, cercando soluzioni biologiche ed evolutive. La sua ricerca scientifica si sta concentrando sullo studio di grotte e caverne, mai attraversate dalla presenza dell\u2019uomo, ma che nonostante questo risultano dense di microplastiche, in modo da esplorare l\u2019adattabilit\u00e0 degli ecosistemi. L\u2019interesse per la plastica \u00e8 legato alla sua duttilit\u00e0 come materiale e anche alle possibilit\u00e0 di replicare e imitare le caratteristiche della natura, oltre che a rappresentare il simbolo per eccellenza del paradigma antropocentrico e della sua insostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le complessit\u00e0 criptiche e stratificate di alcune serie di lavori rendono la pratica di Chiamenti non immediatamente fruibile da parte del visitatore, che, pur rimanendo affascinato dalla forma, pu\u00f2 avere necessit\u00e0 di una sinossi o un approfondimento per comprendere a fondo le implicazioni del lavoro. Forte di un\u2019estetica originale e di una ricerca unica nel panorama degli artisti che indagano l\u2019ibridizzazione e le conseguenze dell\u2019antropocene, per meglio fruire il suo immaginario, potrebbe essere necessario per la sua pratica prediligere la realizzazione di installazioni in grandi dimensioni, cos\u00ec da poter permettere di cogliere appieno le visioni che mette in campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La rigorosa ricerca scientifica su studi pionieristici, la transdisciplinariet\u00e0, l\u2019efficacia con cui il suo lavoro si inserisce nel contemporaneo, cos\u00ec come anche l\u2019utilizzo di tecniche all\u2019avanguardia, rendono Chiamenti un artista capace di fare \u2018incursioni\u2019 nel futuro, le quali ci mostrano, attraverso le sue opere, scenari in cui l\u2019uomo \u00e8 l\u2019unico attore a rimanere fuori, per indicarci come l\u2019essere umano sia l\u2019unica specie a correre un effettivo rischio di estinzione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39208\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_GiovanniChiamenti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39210\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_GiovanniChiamenti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona 1992Vive e lavora a Milano e a VeronaStudio visit di Marco Bassan22 giugno 2024\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel suo precedente studio visit, Elisa Carollo faceva emergere come il lavoro di Giovanni Chiamenti sia complesso e stratificato, con una pratica orientata alla comprensione delle sfide antropologiche, ecologiche e sociali del prossimo futuro. 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