{"id":39154,"date":"2024-06-16T08:50:00","date_gmt":"2024-06-16T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39154"},"modified":"2024-06-15T08:32:47","modified_gmt":"2024-06-15T06:32:47","slug":"agne-raceviciute-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/agne-raceviciute-2\/","title":{"rendered":"Agne Raceviciute"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Klaipeda (Lituania) 1988<br>Vive e lavora a Venezia<br>Studio visit di Elena Forin<br>16 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agne Raceviciute \u00e8 nata in Lituania, ma da molti anni vive in Italia. \u00c8 tanto italiana quanto lituana, o forse nessuna delle due cose. Pi\u00f9 probabilmente la sua identit\u00e0 \u00e8 fatta di queste radici e di molte altre ancora, come si evince dal suo lavoro, che mette a fuoco uno sguardo libero di osservare, senza i vincoli di una cultura precisa o chiaramente circoscritta. La prima volta che ho sentito parlare di lei \u00e8 stato quando, ormai tanto tempo fa, Urs L\u00fcthi mi ha raccontato che nella sua indagine ritrovava molti aspetti della pratica di Raceviciute: non una parentela formale, aveva precisato, ma un simile modo di fare attenzione alle cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ricerca rivela una tensione tra momenti di energia e di profonda quiete: ogni sua opera sembra infatti mossa da potenti raffiche di vento a cui si alternano fasi di silenzio e stasi, in cui i significati e le sensazioni si liberano \u2212 e cos\u00ec la poesia che affida alle sue narrazioni. A livello tematico, molte delle tracce che caratterizzano il panorama internazionale contemporaneo si trovano da sempre nei suoi interessi: fin dagli esordi il suo universo richiama ispirazioni, gesti, strumenti e pratiche legate al folklore e alle tradizioni popolari, a una profonda comunione col mondo naturale e a forme di ecologia politica e sociale. Ad essere unico \u00e8 il rapporto con il tempo, che sempre nelle sue opere \u00e8 sospeso, e che pi\u00f9 che appartenere a uno specifico momento della storia, abbraccia una prospettiva pi\u00f9 trasversalmente umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni aspetti connotano l\u2019estetica del suo linguaggio in maniera piuttosto forte: l\u2019uso del bianco e nero, ad esempio, tanto nelle fotografie quanto nelle performance o negli oggetti, \u00e8 impiegato con gradienti di contrasto e saturazione unici, ponendo i suoi soggetti in tensione tra la definizione dell\u2019immagine e una certa capacit\u00e0 mimetica e di assorbimento del contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento l\u2019artista sta lavorando alla struttura di un grande progetto, in dialogo con alcuni materiali di ricerca, che prender\u00e0 le forme di un cortometraggio. Tra questi mi ha mostrato degli acquerelli su foto, sorprendenti per senso del colore, preziosit\u00e0 dei dettagli, costruzione scenica, temperatura degli ambienti, natura dei personaggi e loro relazione con l\u2019ambiente. L\u2019elemento principale sar\u00e0 per\u00f2 affidato alla narrazione di una storia attraverso immagini in movimento, la cui suggestione deriva da due fonti: una frase di Hannah Arendt che parla del suo passaggio dalla Cecoslovacchia alla Germania, e un\u2019esperienza di residenza al confine tra Lituania e Bielorussia in una comunit\u00e0 contadina che vive secondo leggi arcaiche. In questo luogo, simbolo di una relazione complessa ma autentica con la natura e le sue leggi, attraversato chiaramente dalle tensioni politiche della guerra in atto, Raceviciute ambienter\u00e0 la storia di una donna che varcher\u00e0 la soglia di diverse case rurali. Queste costruzioni in legno mangiate dal vento, al centro di lande aperte o prossime a boschi e foreste, raccontano, tra resistenza e sgretolamento, un passato che sta scomparendo e le difficolt\u00e0 dell\u2019individuo nel presente. Sono luoghi estremi, dove tutto finisce e dove il senso del confine si annulla: nell\u2019entrare e uscire da questi ruderi, la protagonista cambia personalit\u00e0 e aspetto, trasformando se stessa a ogni passaggio e mostrando la fatica di trovare un\u2019identit\u00e0 stabile in un processo di migrazione perpetua. In questo video, mi dice, \u201coltre all\u2019immagine sar\u00e0 importante la componente audio: in passato il mio lavoro ha spesso vissuto nel silenzio, mentre questa volta lavorer\u00f2 sul sonoro, dosandolo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua pratica prevede lunghe fasi di ricerca e di realizzazione: possono volerci mesi come anni per produrre un lavoro e questo senz\u2019altro la allontana sia dalle dinamiche del sistema espositivo che da quelle del mercato contemporaneo, che richiede una presenza assidua e costante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che \u00e8 per\u00f2 importante specificare all\u2019intero di questa prospettiva, \u00e8 che tale dinamica non deriva solamente da una ricerca improntata sullo studio e sulle necessarie relazioni con altre figure (come scrittori, filosofi, antropologi) ma \u00e8 conseguenza di una precisa responsabilit\u00e0 che Raceviciute assume nei confronti della produzione. La libert\u00e0 con cui gestisce tempi, significati e risultati visivi nasce infatti tanto da una forma di ecologia dei progetti e dei singoli lavori, quanto da un\u2019attenta valutazione del lascito che l\u2019artista attua attraverso ogni sua opera: parlare della condizione umana significa chiedersi quanto e cosa ha senso realizzare affinch\u00e9 un patrimonio possa essere puntuale, per comunicare solo quei valori e quegli indici monumentali che hanno la capacit\u00e0 di resistere al tempo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39156\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute-768x513.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_AgneRaceviciute.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39158\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute-768x513.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_AgneRaceviciute.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Klaipeda (Lituania) 1988Vive e lavora a VeneziaStudio visit di Elena Forin16 giugno 2024 Agne Raceviciute \u00e8 nata in Lituania, ma da molti anni vive in Italia. \u00c8 tanto italiana quanto lituana, o forse nessuna delle due cose. 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