{"id":39043,"date":"2024-06-07T08:50:00","date_gmt":"2024-06-07T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=39043"},"modified":"2024-06-10T15:08:21","modified_gmt":"2024-06-10T13:08:21","slug":"masbedo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/masbedo\/","title":{"rendered":"MASBEDO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Duo artistico fondato nel 1999 e composto da Nicol\u00f2 Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970)<br>Vivono e lavorano a Milano<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>7 giugno 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collettivo MASBEDO si \u00e8 mosso negli anni in una dimensione sempre pi\u00f9 collaborativa e multidisciplinare. Muovendosi fra Storia e microstoria, fra realt\u00e0 e finzione, tra memoria individuale e collettiva, e relativa elaborazione e trasmissione, il duo esplora come i linguaggi video e audio possono considerarsi strumenti di analisi e comprensione del nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni, il lavoro del duo si \u00e8 concentrato soprattutto su archivi spesso conservati in condizioni perfette, ma perlopi\u00f9 \u2018silenti\u2019, nella loro difficolt\u00e0 ad attivare e divulgare le storie custodite al loro interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo tipo di lavoro \u00e8 iniziato negli anni di Manifesta Palermo, con un progetto presso l\u2019Archivio di Stato; dalla stessa esperienza \u00e8 nato anche il progetto di racconto urbano <em>Welcome Palermo <\/em>(2019), dedicato allo stretto rapporto tra la citt\u00e0 siciliana di Palermo e il cinema italiano, in cui un \u201c<em>video wagon<\/em>&#8221; \u00e8 diventato un laboratorio mobile dotato di palcoscenico per performance, interviste e proiezioni, per una narrazione della citt\u00e0 che interseca le voci dei registi storici che l\u2019hanno attraversata (Luchino Visconti, Ugo Gregoretti e Vittorio De Seta) alle voci dei palermitani di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo approccio di indagine multicanale, sviluppata direttamente sul campo, ma messa poi in relazione con testimonianze storiche, anticipa in qualche modo l&#8217;opera pi\u00f9 recente <em>Ritratto di Citt\u00e0<\/em>, presentata durante l\u2019ultima settimana dell\u2019arte a Milano, ora in mostra al museo del Novecento come un racconto topografico della storia della citt\u00e0 e della sua continua evoluzione. Concepita come <em>reenactment<\/em> dell\u2019omonimo <em>Ritratto di citt\u00e0<\/em> realizzato nel 1954 da Luciano Berio e Bruno Maderna, l\u2019opera \u00e8 stata sviluppata all\u2019interno dell\u2019archivio di fonologia della Rai, negli studi concepiti da Gio Ponti, per passare poi alle sale dei Musei Civici del Castello Sforzesco, con l\u2019allestimento di Bbpr: un esercizio di storiografia alternativa, da considerare come un ibrido performativo piuttosto che esclusivamente una video installazione, e che diventa al contempo anche piattaforma dinamica di produzione di nuovi racconti. L\u2019opera \u00e8 infatti a sua volta racconto stratificato, presentato su due schermi: il primo rappresenta una topografia sonora, realizzata con quello che tecnicamente viene chiamato \u2018riverbero con voluzione\u2019, ovvero nove microfoni che procedendo in <em>feedback<\/em> scansionano lo spazio progressivamente dalla stanza alla citt\u00e0; l\u2019altro schermo presenta invece le narrazioni attivate dall\u2019opera stessa, rendendola una rinnovata piattaforma di scambio eterogenea e fluida tra esperti di vari ambiti che si sono confrontati sulla tematica della citt\u00e0, che sfocia in un\u2019interpretazione topografica pi\u00f9 \u2018emotiva\u2019, frutto di un\u2019intelligenza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio di adoperare una pratica che metta in crisi ogni ruolo tradizionale e i meccanismi della produzione dell&#8217;immagine e della societ\u00e0 della comunicazione, \u00e8 quello di costringere gli spettatori ad un&#8217;esperienza densa e stratificata di narrazioni poco accessibile, nonostante la componente immersiva e la proposizione universalistica, e che forse dovrebbe poter dedicare un&#8217;esperienza pi\u00f9 completa dell\u2019opera a una determinata categoria di pubblico, gi\u00e0 abituato ad esperienze di cinema sperimentale o d&#8217;avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal tipo di progetti citati, risulta chiaro come l\u2019approccio sia alla pratica artistica che filmica del duo si estenda, da una valenza semiotica ed estetica, a quella di una pi\u00f9 ampia indagine storico-sociologica, e conseguentemente anche politica, rivelando le possibilit\u00e0 alternative del racconto multidimensionale, dentro e al contempo gi\u00e0 oltre alla storia ufficiale. Questo permette a MASBEDO di trasformare le proprie ricerche in importanti piattaforme di elaborazione collettiva, che facilitano una sempre pi\u00f9 necessaria riflessione critica sulle narrazioni che interessano il nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il caso ad esempio di<em> Pantelleria <\/em>che, svelando l\u2019artificio dietro al racconto dello sbarco americano sull&#8217;isola, propone una pi\u00f9 ampia riflessione sulle possibili manipolazioni del racconto storico e di cronaca nella contemporaneit\u00e0. L\u2019opera verr\u00e0 per questo riproposta a breve per Manifesta Barcellona.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"597\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO-1024x597.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39045\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO-1024x597.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO-300x175.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO-768x448.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/2_-Masbedo_Ritrattodicitta_IC11_courtesy-MASBEDO.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"597\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino-1024x597.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39047\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino-1024x597.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino-300x175.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino-768x448.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/3_Masbedo_foto-Luca-Carlino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Luca Carlino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duo artistico fondato nel 1999 e composto da Nicol\u00f2 Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970)Vivono e lavorano a MilanoStudio visit di Elisa Carollo7 giugno 2024 Il collettivo MASBEDO si \u00e8 mosso negli anni in una dimensione sempre pi\u00f9 collaborativa e multidisciplinare. 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