{"id":38880,"date":"2024-05-28T09:09:55","date_gmt":"2024-05-28T07:09:55","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38880"},"modified":"2024-05-28T09:13:36","modified_gmt":"2024-05-28T07:13:36","slug":"paolo-parisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-parisi\/","title":{"rendered":"Paolo Parisi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Catania 1965<br>Vive e lavora tra Firenze e Catania<br>Studio visit di Francesco Lucifora<br>28 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u2018L\u2019artista \u00e8 il suo studio\u2019: un\u2019affermazione, questa, perfettamente aderente al valore che l\u2019artista conferisce alla ricerca individuale e allo spazio\/luogo ad essa legato, dove raccoglie e formula una particolare univocit\u00e0 di pensiero, maturata nel corso di un riallestimento continuo, che permette di osservare i mutamenti progredire anche all\u2019interno delle singole opere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo studio visit avviene nel momento in cui Paolo Parisi si trasferisce nel suo nuovo studio. Ha trovato un\u2019ex tipografia alle spalle di Fortezza da Basso, a qualche minuto dall\u2019Accademia di Belle Arti, in cui insegna ed \u00e8 vicedirettore, e dove tempo prima aveva studiato Pittura. Nella sua carriera emergono alcune mostre personali che disegnano una linea geografica piuttosto interessante: Galleria Massimo Ligreggi, Catania (2023); Building Milano (2021); facciata del Museo Novecento di Firenze (2018), Fondazione Brodbeck (2011), Centro Pecci di Prato (2008), Lenbachhaus di Monaco (2006) e Galleria Primo Piano di Roma (Color Mind, con Katharina Grosse, 2001). Residenze, progetti internazionali e importanti collettive hanno fatto registrare rilevanti punti di confronto e condivisione con artisti, critici e movimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poetica di Paolo Parisi \u00e8 connessa alla riformulazione della relazione tra contenuto e contenitore, oltre che all\u2019esperienza dell\u2019arte vissuta come pratica cognitiva legata al cambiamento del \u2018punto di vista\u2019. Attraverso queste modalit\u00e0 di pensiero, la fruizione dell\u2019opera diventa un\u2019esperienza fisica, pervasa dai rapporti che la pittura instaura con ogni elemento circostante. Un percorso che, fin dagli esordi, si \u00e8 basato su strumenti che potessero escludere l\u2019interferenza del dato psicologico, quali la cartografia, il rilievo architettonico e l\u2019ottica fotografica. Nel 1998, a Firenze partecipa alla fondazione dello spazio no-profit Base che, in parallelo ad altre realt\u00e0 italiane, proponeva una riflessione sul ruolo dell\u2019arte contemporanea e su forme di autodeterminazione al di fuori del mercato dell\u2019arte. Queste riflessioni, rappresentative della postura dell\u2019artista, sono state nel tempo introiettate nella sua pratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel futuro prossimo, Parisi lavorer\u00e0 alla produzione di un libro sul suo lavoro e ad un nuovo ciclo di opere pittoriche di grande formato, alcune delle quali completeranno il ciclo di ventiquattro tende <em>Alle ragazze d\u2019Italia!,<\/em> opere su tessuto ricamato il cui titolo \u00e8 tratto dall\u2019incipit del <em>Manuale dei lavori donneschi<\/em>, libro di testo delle scuole leopoldine di Firenze che intendevano <em>salvare<\/em> le donne senza marito. Qui l\u2019artista tenta di ricostruire una storia, anche piuttosto recente, sul rapporto tra maschile\/femminile, figurativo\/astratto, naturale\/artificiale; di nuovo, in questo caso \u00e8 forte la volont\u00e0 di approdare a nuove forme del pensare, catalogare e vedere, che possa sottrarsi all\u2019impostazione mentale del dualismo occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno di un percorso trentennale, Paolo Parisi ha esteso la sua idea di pittura, in una ricerca percepita come necessaria fin dalla met\u00e0 degli anni Ottanta, che non sempre ha portato al posizionamento meritato in un sistema dell\u2019arte sempre pi\u00f9 incline all\u2019omologazione e all\u2019\u2018insistenza per l\u2019esistenza\u2019. \u00c8 possibile che una scelta del genere abbia leggermente allungato il tempo con cui il suo lavoro avrebbe dovuto affermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dialogo sulle sue opere, emerge nettamente l\u2019attitudine ad ampliare il ventaglio dei <em>media <\/em>in uso: dalla pittura ai manifesti, passando per la scultura e il suono, mantenendo autonomia rispetto agli schemi dominanti e seguendo piuttosto il fascino della sperimentazione per moltiplicare i punti di vista. Qui la forza \u00e8 commistione tra esperimento e ispirazione: <em>The whole world in a detail (Fabric)],<\/em> nasce, ad esempio, dalla riflessione sui materiali e come questi, all&#8217;interno della pittura rinascimentale, avessero gi\u00e0 assunto la stessa rilevanza della verosimiglianza dei volti. Lo stesso vale per i dittici: <em>The Wheather Was Mild On the day of My Departure<\/em>, citazione da <em>Sailing Alone around the World<\/em> di Joshua Slocum, primo uomo a completare il giro del mondo in solitaria, senza saper nemmeno nuotare. Basandosi sulla sua ferrea convinzione, Paolo Parisi \u00e8 riuscito a portare il suo lavoro nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38882\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_PaoloParisi_Ph-Leonardo-Morfini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Leonardo Morfini<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38884\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/d_PaoloParisi_ph-Regan-Wheat.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Regan Wheat<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catania 1965Vive e lavora tra Firenze e CataniaStudio visit di Francesco Lucifora28 maggio 2024 \u2018L\u2019artista \u00e8 il suo studio\u2019: un\u2019affermazione, questa, perfettamente aderente al valore che l\u2019artista conferisce alla ricerca individuale e allo spazio\/luogo ad essa legato, dove raccoglie e formula una particolare univocit\u00e0 di pensiero, maturata nel corso di un riallestimento continuo, che permette [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38886,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-38880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}