{"id":38669,"date":"2024-05-15T08:50:00","date_gmt":"2024-05-15T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38669"},"modified":"2024-05-15T09:11:34","modified_gmt":"2024-05-15T07:11:34","slug":"luca-vitone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/luca-vitone-2\/","title":{"rendered":"Luca Vitone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Genova 1964<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Francesca Guerisoli<br>15 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha appena riaperto come studio quella che, anni fa, era la sede della Galleria Emi Fontana. Tra gli stabili e i cortili in fase di ristrutturazione del complesso di viale Bligny 42, lo studio di Luca Vitone \u00e8 ancora spoglio, presenta allestito nella prima sala solo un lavoro, che fa parte dei monocromi realizzati con le polveri. Figlio del poeta visivo Rodolfo Vitone, fondatore della rivista \u00abMarcatre\u00bb, cita tra i suoi maestri Piero Manzoni, Giulio Paolini, Giovanni Anselmo, Emilio Prini. Ha realizzato la sua prima personale nel 1988 alla Galleria Pinta di Genova e poco dopo si \u00e8 trasferito a Milano, dove vive ancora oggi, con lunghi intervalli tra Colonia e New York.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Luca Vitone impiega diversi materiali, generalmente non comuni nella produzione artistica. Gli interessa indagare modi di fare che non seguano la convenzionalit\u00e0 del linguaggio artistico. Quando ha pensato di fare quadri, ha scelto di avvalersi di quegli elementi antipittorici per eccellenza, quali polvere, agenti atmosferici, ceneri. Per la serie delle \u201cpolveri\u201d impiega dunque tutti quegli elementi controproducenti per la pittura rendendoli pigmenti, che in realt\u00e0 sono dei \u201cnon pigmenti\u201d o \u201canti pigmenti\u201d. L\u2019anticonvenzionalit\u00e0 era gi\u00e0 chiara all\u2019inizio del suo percorso, quando lavorava sulla cartografia impiegando fotocopie ed esponendole su finestre e pavimenti. Esemplare \u00e8 anche la modellazione di sculture tramite l\u2019odore: la serie delle \u201csculture olfattive\u201d \u2013 di cui fanno parte <em>Per l\u2019eternit\u00e0<\/em>, 2013 e <em>A Tale of Forked Tongues<\/em>, 2018-2022 \u2013 consiste nel dare forma concreta all\u2019invisibile, che acquisisce una propria dimensione nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I temi del nostro vivere, in particolare l\u2019indagine dei luoghi, sono gli argomenti al centro della ricerca di Vitone, che si confronta con le eterne domande esistenziali, \u201cchi siamo, da dove veniamo e dove andremo\u201d, o con il dissolvimento del luogo delle nostre origini. Da Galleria Pinta present\u00f2 la planimetria della galleria in scala 1:1, fotocopiata, giocando sull\u2019idea che si possa entrare in un luogo senza viverlo realmente perch\u00e9 frutto di una duplicazione. Le <em>Carte atopiche <\/em>(1988-1992), carte geografiche a cui ha sottratto i toponimi, diventano paesaggi irriconoscibili a causa della sottrazione dell\u2019elemento culturale. Il lavoro di Vitone \u00e8 significativo per la capacit\u00e0 di riflettere sia sulla non convenzionalit\u00e0 dell\u2019arte sia su temi relativi al nostro esistere. <em>Per l\u2019eternit\u00e0<\/em>, la scultura olfattiva che impiega tre note di rabarbaro per richiamare le polveri di Eternit, presentata nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2013, \u00e8 emblematica per la sua capacit\u00e0 di sintetizzare questi due livelli: genera un cortocircuito sensoriale ed emotivo attivando olfatto, memoria e immaginazione in una biennale d\u2019arte visiva in cui non si mostra alla vista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente, Luca Vitone porta avanti il lavoro sull\u2019idea di monocromo utilizzando le polveri come anti pigmenti o non pigmenti, e sull\u2019interpretazione della pittura per riflettere sulla situazione di fragile declino della storia occidentale europea. Parallelamente, continua l\u2019indagine sul potere e sul funzionamento del comportamento umano attraverso elementi che riguardano il margine, di cui il film <em>Romanistan<\/em>, progetto vincitore dell\u2019Italian Council nel 2018 dedicato alla cultura romani, \u00e8 tra gli ultimi lavori. Un nuovo viaggio, anch\u2019esso giocato sull\u2019analisi tra noi e l\u2019autorit\u00e0 che interpretiamo o che subiamo, \u00e8 al centro di un nuovo progetto ora in fase di definizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impiego, nelle proprie opere, dei materiali pi\u00f9 diversi comporta che alcune siano soggette a un deperimento pi\u00f9 rapido. Le carte utilizzate, ad esempio, sono spesso ingiallite. Le tele dipinte con gli agenti atmosferici non sono stabili e continuano a cambiare nel tempo. Questo elemento pu\u00f2 essere visto come un punto critico del lavoro di Vitone, cos\u00ec come l\u2019inafferrabilit\u00e0 e la difficolt\u00e0 di vendita di pezzi basati sull\u2019odore. Tuttavia, se si intende fare un certo tipo di arte, va accettata l\u2019azione del tempo; nella sperimentazione di mezzi e linguaggi, questi elementi di criticit\u00e0 possono essere al tempo stesso punti di forza della ricerca artistica e, pertanto, non costituiscono un problema n\u00e9 per Vitone n\u00e9 per la critica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38672\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_LVitone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38674\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_LVitone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova 1964Vive e lavora a MilanoStudio visit di Francesca Guerisoli15 maggio 2024 Ha appena riaperto come studio quella che, anni fa, era la sede della Galleria Emi Fontana. 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