{"id":38582,"date":"2024-05-11T08:50:00","date_gmt":"2024-05-11T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38582"},"modified":"2024-05-06T16:35:26","modified_gmt":"2024-05-06T14:35:26","slug":"marina-viola-cavadini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/marina-viola-cavadini-2\/","title":{"rendered":"Marina Viola Cavadini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano 1988<br>Vive e lavora a Milano e a Chicago<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>11 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019era digitale si caratterizza per una indubitabile mancanza, rispetto al passato, di presenza corporea nella nostra esistenza quotidiana ma, allo stesso tempo, anche di nuove affinit\u00e0 e relazioni. Per esempio, Manifesta 12, a Palermo, \u00e8 stata una delle prime occasioni in Italia in cui si sia visto un artista, Zheng Bo, performare l\u2019attrazione verso il mondo vegetale, nell\u2019opera <em>Pteridophilia<\/em>. Nuove forme di intimit\u00e0 e attenzione verso la natura, che aprono le porte a indagini al bivio tra riflessioni post-naturali e studi transfemministi, sono anche nello spettro della ricerca di Marina Viola Cavadini che, come scrive Elisa Carollo nel precedente studio visit, si interessa di botanica fin da subito e ha avuto occasione di esporre in orti e progetti botanici, da <em>Hot House<\/em> di Giovanna Repetto a Torino a <em>Meeting Gardens<\/em> del collettivo Ife.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ricerca coinvolge gli aspetti pi\u00f9 sensoriali della percezione veicolata dall\u2019opera e dalla visione tattile che una performance o un video possano scatenare. Gli stessi titoli evocano un richiamo ai sensi e un richiamo di natura corporea o erotica: <em>Eat Me<\/em>, l\u2019ultima personale a Brescia, o l\u2019opera neon <em>WET<\/em>, sono due esempi. La scelta dei termini riflette un meccanismo presente in natura che si chiama aposematismo: una logica strategica che usa l\u2019impatto di un colore o, in questo caso, di una parola per determinare un effetto su chi la vede. Cavadini declina questa strategia avvicinandosi alle neuroscienze ma dopo aver catturato l\u2019attenzione dello spettatore lo porta nella dimensione sensibile dell\u2019opera. I video avvolgono con immagini o rumori delicati e magnetici allo stesso tempo. Una larva che si dimena in cerca di un approdo su uno stagno d\u2019acqua calato in una pace assoluta, o un riccio che per mezz\u2019ora si sposta generando suoni intraducibili. I suoni mi fanno pensare a quella fascia sonora di rumori in grado di rilassare la materia celebrale in maniera subconscia. Si entra, infatti, nel mondo ASMR, il fenomeno che fa corrispondere a una determinata gamma di immagini e suoni la produzione di endorfine e sensazioni di piacere o rilassamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La botanica \u00e8, nella ricerca di Cavadini, una porta d\u2019ingresso per giungere a toccare temi relativi alla vulnerabilit\u00e0 e all\u2019intimit\u00e0 del corpo, spesso censurati tanto nell\u2019arte quanto nella societ\u00e0. Il neon <em>Wet<\/em>, di colore rosso, evoca il rosso del sangue delle mestruazioni. Fino solo a qualche anno fa, dice l\u2019artista, nelle pubblicit\u00e0 televisive il sangue era rappresentato con il colore blu, pur di mimetizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da poco tornata da due settimane di residenza nella campagna al confine tra Liguria ed Emilia, la Lunigiana, organizzate dal collettivo Provinciale 11 e aventi come tema il suolo, ha lavorato con le piante locali, l\u2019umidit\u00e0 del luogo. In questo caso, il fenomeno naturale a cui si ispira \u00e8 la guttazione: quando \u00e8 presente troppa umidit\u00e0 esterna, come spesso capita in Lunigiana, le piante trasudano acqua dalle foglie, solitamente dalle estremit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lavorare su un piano percettivo, di sensazioni delicate e sottili, come fa Marina Cavadini fin da prima della bellissima performance <em>Les doigts en fleur<\/em>, \u00e8 complicato, in un mondo sovraccarico di stimoli visivi e sensazioni forti. Questo aspetto rischia di sparire, di essere ricoperto dal frastuono del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ricerca sembra quasi, involontariamente, rieducare la capacit\u00e0 dell\u2019osservatore a fermarsi ad ascoltare i dettagli. Il senso di scoperta e, a volte, la surrealt\u00e0 della visione di alcune rappresentazioni aiutano in questo esercizio dell\u2019attenzione e rappresentano tra gli elementi pi\u00f9 forti della sua creativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38600\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro-682x1024.jpg 682w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro-768x1153.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro-1023x1536.jpg 1023w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_MCavadini_foto-Alberto-Petro.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Alberto Petr\u00f2<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38602\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_MCavadini_foto-Francesca-Rossi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Francesca Rossi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano 1988Vive e lavora a Milano e a ChicagoStudio visit di Edoardo De Cobelli11 maggio 2024 L\u2019era digitale si caratterizza per una indubitabile mancanza, rispetto al passato, di presenza corporea nella nostra esistenza quotidiana ma, allo stesso tempo, anche di nuove affinit\u00e0 e relazioni. 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