{"id":38563,"date":"2024-05-09T08:50:00","date_gmt":"2024-05-09T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38563"},"modified":"2024-05-06T16:28:31","modified_gmt":"2024-05-06T14:28:31","slug":"daniele-di-girolamo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/daniele-di-girolamo-2\/","title":{"rendered":"Daniele Di Girolamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pescara 1995<br>Vive e lavora a Pescara<br>Studio visit di Marco Bassan<br>9 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista, di ritorno in Italia dalla Malm\u00f6 Art Academy, nell\u2019ultima mostra presentata da Supernova a Roma ha colto in pieno i suggerimenti segnalati da Gaia Bobo nel precedente studio visit, e penso sia opportuno valutare quale maturazione sia scaturita dal nuovo confronto con il contesto italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di Girolamo oscilla tra il filone di arte cinetica e sonora rappresentato da artisti come Zimoun, Rie Nakajima, Celeste Boursier Mougenot, Rebecca Horn e Kristina Kubrish (sperimentatori o figli della sperimentazione degli anni Ottanta e Novanta) e le opere con una forte caratterizzazione spaziale o ambientale. In questo secondo filone ha guardato molto il lavoro di Luca Vannello e di tutti quegli artisti che si sono formati con l\u2019arte povera. La capacit\u00e0 di realizzare opere dal forte impatto ambientale gli permette di portare la sperimentazione sonora e cinetica all\u2019interno di opere che hanno meno risalto a livello tecnico ma una forte attenzione alle tematiche contemporanee, esplorando come il rapporto tra l\u2019uomo e la natura possa essere risolta attraverso una dimensione poetica e intima. I suoi lavori sono immaginati nello spazio come installazioni immersive, coniugando alla fase allestitiva anche una componente performativa sonora e multimediale. La capacit\u00e0 di trarre ispirazione dagli elementi naturali per indagare la memoria, la fede e i bisogni intimi dell\u2019uomo \u00e8 il risultato di un\u2019attenta disciplina e di un lavoro rigoroso, capace di parlare un linguaggio emotivo universale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immediatezza sensoriale e l\u2019inscindibilit\u00e0 tra la componente concettuale e quella materiale rendono particolarmente attuale il suo lavoro in un momento caratterizzato da un forte deficit dell\u2019attenzione da parte del visitatore che necessita di essere accompagnato e coinvolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello studio di Di Girolamo si possono trovare i lavori in preparazione per la collettiva che si \u00e8 tenuta in Svezia alla galleria Arnstedt, e i progetti legati alla collaborazione con l\u2019azienda Pattern Group di Torino, grazie al bando Made In di Artissima con cui sta producendo nuove sculture. Inoltre, ha da poco finito di pianificare l\u2019allestimento di un lavoro esposto a Palazzo Collicola a Spoleto e sta preparando la mostra <em>Materia sonora<\/em>, curata dal collettivo SONRO all\u2019ICC di Madrid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019essenza leggera e fragile della sua pratica pu\u00f2 diventare un rischio, potrebbe aver bisogno di una maggior presenza scultorea. Inoltre, il lavoro sviluppato sull\u2019intimit\u00e0 e sulla ricerca di universalit\u00e0 rischia di cadere nella trappola della retorica e del sentimentalismo: rafforzare la ricerca concettuale e tentare di trovare punti di contatto con le urgenze del mondo esterno potrebbe aiutare a rafforzare la sua voce poetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la semplicit\u00e0, la linearit\u00e0 e l\u2019immediatezza sensoriale dell\u2019arte di Di Girolamo consentono una comprensione immediata, intuitiva da parte del pubblico, senza bisogno di ulteriori mediazioni. I suoi lavori <em>site-specific<\/em> hanno la forza di conquistare anche spazi gi\u00e0 molto caratterizzati, entrano con delicatezza nel luogo e si depositano l\u00ec come se ci fossero sempre stati. L\u2019aspetto cinetico e sonoro, seppur centrale nel lavoro e capace di attivare l\u2019attenzione del visitatore, non rappresenta pi\u00f9 una forzatura dal punto di vista tecnico e concettuale ed \u00e8 capace di sprigionare forti suggestioni nell\u2019osservatore.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38583\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo-769x1024.jpg 769w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo-768x1023.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_DDiGirolamo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38585\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic-769x1024.jpg 769w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic-768x1023.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_DDiGirolamo_foto-Jelena-Pajic.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Jelena Paji\u0107<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pescara 1995Vive e lavora a PescaraStudio visit di Marco Bassan9 maggio 2024 L\u2019artista, di ritorno in Italia dalla Malm\u00f6 Art Academy, nell\u2019ultima mostra presentata da Supernova a Roma ha colto in pieno i suggerimenti segnalati da Gaia Bobo nel precedente studio visit, e penso sia opportuno valutare quale maturazione sia scaturita dal nuovo confronto con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38587,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-38563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38563"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38563\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}