{"id":38561,"date":"2024-05-07T08:50:00","date_gmt":"2024-05-07T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38561"},"modified":"2024-05-06T16:20:22","modified_gmt":"2024-05-06T14:20:22","slug":"andreco-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/andreco-2\/","title":{"rendered":"Andreco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1978<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>7 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andrea Conte, in arte Andreco, porta avanti una ricerca che intende la crisi climatica e ambientale come una questione intrinseca nel paradigma di sviluppo attuale e che per questo pu\u00f2 essere trattata solo con la proposta di modelli operativi alternativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questo nuovo studio visit, rispetto al precedente curato da Nicolas Martino, volevo approfondire l\u2019approccio metodologico adottato dall\u2019artista, che in virt\u00f9 di una formazione multidimensionale (Andreco ha un dottorato in Ingegneria ambientale e un post-dottorato in Tecnologie verdi e sostenibilit\u00e0) unisce in maniera efficace ricerca scientifica, attivismo e pratica estetica e poetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I progetti di Andreco si muovono spesso fluidamente tra performance, installazioni, traduzioni bidimensionali e workshop volti a sviluppare una consapevolezza attiva su alcune problematiche ecologiche del nostro tempo e a creare un nuovo linguaggio simbolico, un alfabeto che affianchi la lotta ecologista per offrire un cambio di prospettiva rispetto a quella antropocentrica, per nuovi eco-equilibri. Un esempio recente \u00e8 <em>Displacement<\/em>, una performance collettiva presentata per la Biennale di Malta dove, con una marcia solenne, ha messo in scena l\u2019inesorabile fenomeno di migrazione causato dai cambiamenti climatici: una potente metafora poetica che unisce componente estetica e attivismo e in cui il pubblico \u00e8 invitato a una consapevolezza corporea, e poi simbolica, di questi fenomeni di migrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista ritiene centrale nella sua pratica la creazione di ecosistemi, concepiti come modelli scientifici ma anche estetici e politici per ispirare una diversa coesistenza tra specie, e mettere in evidenza la necessaria interdipendenza fra queste. \u00c8 proprio cos\u00ec che ha compiuto la sua transizione dall\u2019ambiente puramente scientifico a quello artistico, portando fuori dal laboratorio l\u2019utilizzo di specie vegetali per rigenerare interi ecosistemi, facendone installazioni o azioni collettive. Un esempio, in questo senso, \u00e8 stato <em>Aula verde: <\/em>una riforestazione da parte di cittadini, scienziati e attivisti guidati dall\u2019artista nella riserva del Parco del fiume Aniene a Roma. Un suo articolo di ricerca su quest\u2019opera \u00e8 stato da poco pubblicato nello <em>Scientific Reports<\/em> di \u00abNature\u00bb, a riprova di come la sua pratica possa avvicinare la conoscenza scientifica al vasto pubblico attraverso l\u2019arte, puntando a un impatto reale, che lasci anche un contributo nel dibattito sia culturale che scientifico, con l\u2019intento di avere un ruolo anche nella progettazione di spazi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella pratica di Andreco \u00e8 evidente la vicinanza all\u2019approccio di Joseph Beuys, <em>in primis<\/em> con le sue 7000 querce piantate prima a Documenta 7 nel 1982 e poi in varie parti del mondo, una missione globale per stimolare il cambiamento ambientale e sociale attraverso una rigenerazione che parte dalle piante. La stessa dimensione relazionale e laboratoriale che vediamo in artisti come Pedro Reyes, Francis Alys, Marina Abramovic o Ibrahim Mahama, che similmente si muovono fra poetica e politica per agire nella comunit\u00e0 e nello spazio pubblico. D\u2019altra parte, l\u2019inclusione di enti vegetali e microrganismi e l\u2019organizzazione di interi ecosistemi lo rendono fra i precursori di un\u2019arte che vediamo oggi, a livello internazionale, esplorare sempre pi\u00f9 modelli alternativi di coesistenza tra specie, in opere che diventano laboratori e artisti che collaborano con scienziati, come nel caso di Anicka Yin, Pierre Huyghe, Jes Fan o Alma Heikkil\u00e4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prevalere, nell\u2019ultimo periodo, della componente performativa piuttosto che installativa, tuttavia, rischia di limitare la lettura della sua pratica a una spettacolarizzazione di questi fenomeni, a scapito della creazione di un universo simbolico di trasformazioni lente ma possibili. La sua opera va quindi contestualizzata all\u2019interno di un\u2019idea di \u201cscultura sociale\u201d, cos\u00ec come predicata da Beuys, basata, nel caso di Andreco, su studi scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un momento in cui il binomio arte-scienza si fa sempre pi\u00f9 interessante ed esplorato, il punto di forza di artisti come Andreco \u00e8 quello di portare avanti l\u2019idea di Beuys, di un artista come agente sociale, sciamano e guida che pu\u00f2 ispirare, ma anche mostrare concretamente, possibilit\u00e0 alternative di sviluppo e di esistenza armoniosa fra specie sulla base di dati scientifici, cos\u00ec come di saperi e tecnologie ancestrali, native o rurali. Da questo punto di vista, Andreco dimostra di abbracciare saperi diversi, con un importante approccio internazionale per trovare soluzioni comuni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38564\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_Andreco_foto-Filippo-M.-Nicoletti.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Filippo M. Nicoletti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38566\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_Andreco_foto-Musacchio-Ianniello.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Musacchio-Ianniello<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1978Vive e lavora a RomaStudio visit di Elisa Carollo7 maggio 2024 Andrea Conte, in arte Andreco, porta avanti una ricerca che intende la crisi climatica e ambientale come una questione intrinseca nel paradigma di sviluppo attuale e che per questo pu\u00f2 essere trattata solo con la proposta di modelli operativi alternativi. 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