{"id":38520,"date":"2024-05-05T08:50:00","date_gmt":"2024-05-05T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38520"},"modified":"2024-05-02T12:32:15","modified_gmt":"2024-05-02T10:32:15","slug":"paolo-bini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-bini-2\/","title":{"rendered":"Paolo Bini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Battipaglia 1984<br>Vive e lavora a Montecorvino Pugliano<br>Studio visit di Alessandra Troncone<br>5 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Bini \u00e8 un artista che ha saputo creare un linguaggio pittorico molto riconoscibile, mettendo a punto una tecnica di stratificazione del colore attraverso nastri di carta che scansionano la superficie e frammentano cos\u00ec l\u2019idea di paesaggio. Nel precedente studio visit, Marcello Francolini riconosceva nel dipinto presentato a Monopoli in occasione della mostra <em>Panorama <\/em>(2022) \u00abun lavoro completamente nuovo e foriero, forse, di una nuova ricerca in atto\u00bb. L\u2019identificazione di una nuova direzione nel lavoro di Bini rappresenta l\u2019occasione per tornare nel suo studio, un luogo di cui mi colpisce sempre l\u2019organizzazione metodica degli strumenti del fare pittura, allineati come attrezzi chirurgici, ma anche la presenza di opere lasciate a uno stato incompiuto che si fanno testimoni del tentativo di raggiungere il giusto equilibrio tra istinto e tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Bini \u00e8 profondamente pittorico: anche quando l\u2019artista guarda ad altri <em>media<\/em>, come la scultura o l\u2019installazione ambientale, la sua ossessione resta quella di inseguire luce e colore. La sua ricerca sull\u2019astrazione si inserisce nel solco di un\u2019indagine sul segno e le variazioni cromatiche, ma allo stesso tempo la componente gestuale e istintiva viene \u201craffreddata\u201d dal procedimento analitico di dipingere e poi incollare i nastri, che diviene un atto quasi meditativo. Discostandosi sia dall\u2019astrattismo gestuale che da quello geometrico, risulta non immediato trovare dei parallelismi nel contesto italiano e internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019indagine sulla pittura, sul rapporto tra astrazione e rappresentazione, \u00e8 un aspetto significativo soprattutto se espanso a una dimensione installativa, che punta a far dialogare l\u2019immagine-quadro con aspetti della realt\u00e0. Rientra in tale tipologia il progetto per il Parco archeologico di Paestum, la cui inaugurazione avverr\u00e0 nel corso del 2024, e che vede una struttura a cerchio in acciaio corten posizionata come un mirino per inquadrare il Tempio di Nettuno, al cui interno una seduta invita a fermarsi. La scultura \u00e8 destinata a riempirsi di edera, secondo i tempi dettati dalla natura stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La messa a fuoco attraverso l\u2019individuazione di un preciso punto di fuga \u00e8 anche protagonista della nuova serie di dipinti a cui Bini sta lavorando in questo momento nel suo studio, accomunati dal titolo <em>Riflessi<\/em>. Si tratta di vedute del Mar Mediterraneo nelle quali l\u2019orizzonte si stempera nelle rifrazioni di luce. A seconda del punto di vista e dell\u2019incidenza della luce, tali riflessi acquistano uno spessore quasi tridimensionale, pur restando ancorati alla bidimensionalit\u00e0 nel nastro applicato su tela. Rispetto al lavoro precedente, il paesaggio qui si rivela \u00abcome se una persiana fosse stata aperta\u00bb, puntualizza Bini. Insieme a questa nuova serie di opere, che sar\u00e0 esposte in una mostra personale alla Galleria Simondi in programma nel 2025, l\u2019artista sta inoltre lavorando a un progetto per la Fondazione Antonio Presti nel contesto del parco scultoreo Fiumara d\u2019arte, trasferendo la ricerca sul colore in corpi policromi in fase di progettazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riconoscibilit\u00e0 del lavoro di Bini \u00e8 frutto di coerenza e costanza, che rischiano talvolta di rallentare lo slancio verso nuove direzioni: interrogarsi su quale sia il tempo di un ciclo di opere resta un imperativo fondamentale, cos\u00ec come quello di stabilire in quale modo la scelta del paesaggio possa farsi anche portavoce di tematiche legate al nostro presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella serie dei <em>Riflessi <\/em>si intuisce la necessit\u00e0 di trovare queste risposte, tenendo salda quella metodicit\u00e0 che fa della sua pittura una pratica analitica, quasi concettuale nella sua insistente ricerca di restituire il passaggio del tempo, nastro dopo nastro, riverbero dopo riverbero.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38540\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/2_PBini_Ph-Carlo-Ferrara.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Carlo Ferrara<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38542\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/3_PBini_Ph-Carlo-Ferrara.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Carlo Ferrara<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Battipaglia 1984Vive e lavora a Montecorvino PuglianoStudio visit di Alessandra Troncone5 maggio 2024 Paolo Bini \u00e8 un artista che ha saputo creare un linguaggio pittorico molto riconoscibile, mettendo a punto una tecnica di stratificazione del colore attraverso nastri di carta che scansionano la superficie e frammentano cos\u00ec l\u2019idea di paesaggio. 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