{"id":38509,"date":"2024-05-02T10:45:09","date_gmt":"2024-05-02T08:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38509"},"modified":"2024-05-02T10:45:14","modified_gmt":"2024-05-02T08:45:14","slug":"teresa-antignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/teresa-antignani\/","title":{"rendered":"Teresa Antignani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><\/p><p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><\/p><p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><\/p><p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align:justify;line-height:normal\"><\/p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Isernia 1991<br>Vive e lavora a Presenzano<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>2 maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una forza primordiale che anima il lavoro di Teresa Antignani, un\u2019energia femminile antica incanalata in opere che denunciano la tragedia ambientale e le sue ripercussioni sul corpo reale delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partendo dall\u2019impegno di giovane attivista e dai suoi studi all\u2019Accademia di Brera, Antignani si \u00e8 dedicata negli ultimi anni a un progetto stratificato, <em>Martyrium<\/em>, sviluppato in collaborazione con Sara Terracciano. Muovendosi tra performance e fotografia, esplora i simbolismi legati all\u2019idea di martirio per contestualizzarli nella realt\u00e0 specifica dei territori marginali del Mezzogiorno, vittime di uno sregolato sciacallaggio di colossi industriali, di innumerevoli discariche abusive, inquinamento delle risorse e conseguenti malattie, deformazioni e morte infantile. Partito dal paese dove vive, Presenzano, contro la centrale Edison, il progetto \u00e8 passato raccontare tutte le lotte ambientaliste dell\u2019alto casertano, dell\u2019agro Caleno arrivando al cuore della terra dei fuochi. Portando direttamente sui cantieri queste azioni di resistenza al femminile, l\u2019artista ne d\u00e0 una traduzione poetica, accompagnata da ricerche d\u2019archivio sui dati raccolti dalle associazioni coinvolte. In questo modo il progetto documenta le reti di lotte femminili che portano all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica l\u2019impegno contro i colossi industriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teresa sceglie di utilizzare un linguaggio trasversale, che attinge a iconografie religiose, archetipi simbolici e riferimenti alla storia dell\u2019arte, per parlare anche a coloro che sono al di fuori del sistema artistico. In particolare, l\u2019artista adotta riferimenti alle sante martiri cristiane, come sant\u2019Agata, per creare forti immagini simboliche che correlano martirio e biocidio, mutilazione corporea e violenza territoriale. Al centro, la relazione tra corpo e ambiente e, in particolare, il corpo femminile come cassa di risonanza del dramma ambientale e sociale in corso e come elemento di resistenza: una resistenza che connette donne di diverse generazioni a favore di una lotta non violenta per proteggere la propria terra, i propri figli, da logiche di estrattivismo patriarcale. In questo modo, il progetto diventa anche processione, via crucis, e piattaforma di scambio e costruzione di consapevolezza attraverso simboli accessibili a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la Biennale di Malta l\u2019artista ha lavorato a un\u2019opera nuova, ispirata questa volta dal contesto economico e sociale dell\u2019isola: al centro, la tragedia di Jean Paul Sofia, vittima delle condizioni di lavoro nei cantieri di Malta legati al recente <em>boom<\/em> di investimenti e speculazioni immobiliari. Traendo ispirazione, sia nella composizione che nelle scelte cromatiche, dalla <em>Deposizione dalla croce<\/em> di Rosso Fiorentino e dalla drammaticit\u00e0 dal dolore di una madre che ha denunciato tutto ci\u00f2 nella sua testimonianza, il Cristo del dipinto viene estratto dalle macerie di un cantiere e diviene donna, in un compianto di madri e figlie del mediterraneo che assistono a questa strage ambientale e umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante i giorni dell\u2019inaugurazione l\u2019artista ha anche realizzato una performance: un lamento antico accompagnato dal veemente sbandieramento di uno stendardo ricamato da una comunit\u00e0 di matriarche della sua terra e dedicato ad Albanova, come utopia di un possibile risanamento del Sud (di Italia, del Mediterraneo, del Mondo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa dimensione anche vernacolare della pratica di Antignani rischia talvolta di allontanarla troppo dall\u2019estetica dominante oggi nel panorama del contemporaneo, relegando la sua opera a una circolazione molto locale, nonostante l\u2019ampia rilevanza dei temi trattati e un linguaggio che l\u2019avvicina, ad oggi, ad artiste attive nel Sud America \u2500 penso <em>in primis<\/em> alleopere dell\u2019artista messicana Tania Candiani. D\u2019altra parte, \u00e8 forse proprio questo attingere a un lessico visivo popolare che rende la sua arte accessibile anche a pubblici altri. L\u2019arte di Antignani pare trovare la sua rilevanza nel portare avanti una resistenza non violenta del tutto femminile, facendo delle sue opere un veicolo per la lotta ambientale e rinnovando cos\u00ec il fondamentale valore ritualistico, etico e politico dell\u2019arte. Un invito poetico al risveglio delle coscienze a partire da un immaginario simbolico che l\u2019arte pu\u00f2 creare, dando al contempo legittimazione a storie territoriali soppresse che difficilmente vengono ascoltate.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38511\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/b_TeresaAntignani_foto-Julian-Vassallo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Julian Vassallo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38513\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/c_TeresaAntignani.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Isernia 1991Vive e lavora a PresenzanoStudio visit di Elisa Carollo2 maggio 2024 C\u2019\u00e8 una forza primordiale che anima il lavoro di Teresa Antignani, un\u2019energia femminile antica incanalata in opere che denunciano la tragedia ambientale e le sue ripercussioni sul corpo reale delle persone. 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