{"id":38500,"date":"2024-04-30T08:16:14","date_gmt":"2024-04-30T06:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38500"},"modified":"2024-04-30T08:16:18","modified_gmt":"2024-04-30T06:16:18","slug":"romina-bassu-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/romina-bassu-2\/","title":{"rendered":"Romina Bassu"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1982<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)<br>30 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Romina Bassu, durante lo studio visit di Daniela Trincia, stava lavorando alle tele presenti in <em>Panopticon <\/em>(2023), la sua mostra personale da Studio SALES (Roma); ripartiamo da qui, a produzione e mostra conclusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trincia sottolinea come \u00ablo sguardo maschile viene considerato responsabile del sorgere di un\u2019inconscia e istintiva autosorveglianza nella donna, con una conseguente e spontanea autocensura\u00bb. L\u2019artista ragiona infatti su come il <em>male gaze<\/em> abbia, di fatto, a che fare con dinamiche di potere che innescano un comportamento inconscio, ligio e autoimposto. Non si tratta di una prerogativa maschile, ma di un\u2019abitudine interiorizzata che porta le donne stesse ad avere uno sguardo allocentrico, rendendo la percezione del loro corpo come qualcosa di esterno. Il retaggio patriarcale porta, dunque, a un\u2019estrema oggettificazione e a un azzeramento quasi totale dei bisogni primari; le figure femminili sono infatti rappresentate dall\u2019artista in pose innaturali, come se i loro corpi fossero una sorta di macchina celibe volontaria o un elettrodomestico non funzionante. Questo approccio ribalta tuttavia la concezione della malattia mentale, dandole un connotato quasi positivo, in una rivoluzione silenziosa in grado di disinnescare la logica di produttivit\u00e0 e compiacimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 inoltre importante sottolineare come la fotografia nelle sue opere sia un primo passaggio metodologico, piuttosto che uno strumento formale, poich\u00e9 l\u2019artista \u00e8 interessata a una pittura sintetica slegata dal virtuosismo figurativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema dello sguardo, la figura femminile e l\u2019intrusivit\u00e0 maschile rimandano ad alcuni lavori di Giosetta Fioroni, oltre a un\u2019influenza del gi\u00e0 citato Morandi. Bassu ci tiene per\u00f2 a sottolineare anche l\u2019interesse per la dimensione biografica di alcuni artisti, come ad esempio Francis Bacon. Inoltre, l\u2019aver vissuto in Spagna le ha permesso di approfondire il lavoro di Velasquez e Goya. Infine, l\u2019artista cita l\u2019importanza dei fumetti e dei manga nella sua ricerca, sia a livello formale che narrativo. Questa commistione con la cultura popolare \u00e8 sempre stata per lei di fondamentale importanza, d\u2019altronde, all\u2019inizio, i suoi lavori erano ispirati da un modello idealizzato di corpi bianchi e conformi, presi in prestito dal cinema e dai rotocalchi anni Cinquanta; un modo per parlare di uno stereotipo ancora attuale, attraverso il distacco temporale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante una sorta di <em>m<\/em><em>aquillage<\/em> della superficie pittorica, data da colori confortanti e delicati, il lavoro cela una narrazione tagliente che tocca tematiche politiche urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Bassu va oltre il preconcetto \u2500 sia della pittura che del femminile \u2500 e la stereotipizzazione che si accompagna a una certa piacevolezza superficiale. Nonostante ci\u00f2, l\u2019interesse dell\u2019artista non \u00e8 verso l\u2019aspetto ideologico, bens\u00ec psicologico: \u00abBassu si avvale dei fondamentali apporti di Jung sull\u2019importanza del simbolo, realizzando lavori che approfondiscono tale tematica, oscillando dal femminile al femminismo, in chiave politica, e in relazione allo sdoppiamento dell\u2019io, del sorvegliante e del sorvegliato, abbandonando ogni sarcasmo\u00bb, sottolinea Daniela Trincia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ultimo periodo, l\u2019artista sta lavorando a una serie di tele per una collettiva curata da Daniele Capra che analizza il tema dell\u2019eros. Il fatto di attribuire un carattere erotico alla donna \u2500 che appare sempre algida nelle sue opere\u2500 crea un cortocircuito concettuale. Per escludere lo sguardo maschile, Bassu indaga quindi la pratica dell\u2019autoerotismo, trasformando i suoi corpi vulnerabili in corpi che si attivano attraverso la conoscenza di s\u00e9. Inoltre, l\u2019artista sta attualmente indagando l\u2019isteria, approfondendo gli studi di Charcot sul tema, testimoniando, ancora una volta, il suo interesse per la psicologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva esclusivamente binaria \u2500 e il relativo protagonismo dell\u2019identit\u00e0 femminile e dello sguardo maschile \u2500 rischia di diventare il racconto di un mondo quasi distopico e lontano da quello reale, riducendolo a un luogo diviso e vissuto esclusivamente da \u2018maschi e femmine\u2019. L\u2019artista sta tuttavia ragionando su questo tema, facendo bene attenzione a non trattare con superficialit\u00e0 una tematica complessa che non vive in prima persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La solidit\u00e0 della ricerca di Bassu, che mette in campo un approccio innanzitutto umano, il modo di trattare temi urgenti accompagnati da una ricerca tecnica che cela molteplici livelli di lettura, sono per noi punti di forza da sottolineare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38502\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RBassu.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38504\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_RBassu.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1982Vive e lavora a RomaStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)30 aprile 2024 Romina Bassu, durante lo studio visit di Daniela Trincia, stava lavorando alle tele presenti in Panopticon (2023), la sua mostra personale da Studio SALES (Roma); ripartiamo da qui, a produzione e mostra conclusa. 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