{"id":38430,"date":"2024-04-25T08:50:00","date_gmt":"2024-04-25T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38430"},"modified":"2024-04-25T18:36:17","modified_gmt":"2024-04-25T16:36:17","slug":"john-cascone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/john-cascone-2\/","title":{"rendered":"John Cascone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cheltenham (UK) 1976<br>Vive e lavora a Roma<br>studio visit di Francesco Lucifora<br>25 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritorno sulla produzione di John Cascone a partire dal confine tra realt\u00e0 e finzione, aspetto evidenziato nel primo intervento sul suo lavoro a cura di Daniela Trincia. Nel presente quel confine si \u00e8 talmente assottigliato che farne oggetto di ricerca rivela un atto di valore in quanto esito di competenze che non diventano estreme e referenziali, ma rimangono strumenti evolutivi di un agire artistico che supera la quota specifica dell\u2019arte relazionale, riportando \u201cl\u2019immaginazione al potere\u201d e insistendo sulla processualit\u00e0 condivisa come forma di osservazione\/partecipazione. Nella postura dei suoi lavori si riconosce la fascinazione per l\u2019oralit\u00e0 tipica del popolo siciliano (l\u2019artista ha trascorso un lungo periodo nel territorio ragusano) le cui parole non significano mai le medesime parole ma si riferiscono a sottostanti livelli di comunicazione. Dal crinale delle situazioniche crea, John Cascone \u00e8 interessato all\u2019intersoggetivit\u00e0, al <em>feedback<\/em> emozionale e comportamentale dato dai pubblici partecipanti. Questo, nell\u2019epoca della perdita dell\u2019ascolto delle volont\u00e0 collettive, mi appare come orizzonte decisivo di una produzione artistica libera e degna di nota.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da direzioni diverse, le modalit\u00e0 di esecuzione e di non esecuzione dei progetti convergono nel flusso di un processo come primo accesso al cambiamento, che si tratti di parole, concetti, luoghi o stereotipi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La possibilit\u00e0 di prendere in considerazione l\u2019impossibile \u00e8 un elemento che lo connette a Gino De Dominicis, quantomeno nell\u2019adozione dell\u2019enigma e nella fede per l\u2019inafferrabile e l\u2019ignoto. La parola e i simboli acquisiti e stratificati nelle comunit\u00e0 e nel mondo sono gli spazi preferiti per lanciare percorsi di decostruzione e approdare a forme nuove, penso a un collegamento con l\u2019agire concettuale di Santiago Sierra e all\u2019approccio giocoso e comunitario di Maria Lai. \u00c8 tangibile il suo sguardo nei confronti di coloro che si interrogano su cosa possa essere arte o di chi esplora le pratiche in relazione al divenire stesso della vita senza chiudersi nel recinto dei generi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unica appartenenza che l\u2019artista dichiara \u00e8 quella nei confronti della sperimentazione di procedimenti extra artistici che seppure mostrano una radice, a partire dal minimalismo, passando per l\u2019arte relazionale, oggi si aprono con indipendenza al suono, all\u2019atto performativo e al diretto coinvolgimento delle comunit\u00e0, ispirati alla ricostruzione tramite l\u2019improbabile da percepire. Nei progetti <em>Si avvisa il gentile pubblico<\/em> (Auditorium Parco della Musica, Roma 2022), <em>L\u2019Ignoto sconosciuto altrove<\/em> (Monterotondo, Cave, Roma, Maranola, 2022-\u201923) e <em>L\u2019Oltrefesta<\/em> (festival PERFORMATIVE03, MAXXI L\u2019Aquila, 2023), sono espresse e praticate azioni di rieducazione alle sensazioni primordiali, ironia radicale e inverosimili relazioni tra tempo, luogo, materia e immaginario. Il valore delle sue opere \u00e8 iscritto nella continua rilettura e pacata contestazione di quel linguaggio che immobile e intoccabile \u00e8 tra le cause della cristallizzazione del pensiero umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conclusa l\u2019indagine radicale, durata pi\u00f9\u0300 di un anno, del progetto <em>L\u2019ignoto, sconosciuto, altrove<\/em>, John Cascone lavora alla sua restituzione finale entrando cos\u00ec in contatto con i tipici problemi di riuscire a formalizzare un\u2019esperienza nata in un determinato e specifico contesto. Allo stesso tempo, \u00e8 in cantiere un lavoro con Latitudo, per una <em>call<\/em> europea (FRIDAS) sulla questione di genere e su come le azioni del corpo producano le nostre identit\u00e0\u0300. In grande segretezza viene sviluppata un\u2019idea, con altri artisti, che si evolver\u00e0 in esperienza performativa\/sonora nell\u2019abisso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occuparsi di drammaturgie sonore, contesti, atti performativi collettivi e progetti relazionali rappresenta una precisa scelta in cui l\u2019opera non coincide sempre con eventi finali o con momenti espositivi. Questa attitudine pu\u00f2 essere interpretata come aspetto di fragilit\u00e0, di certo, per stessa ammissione dell\u2019artista, si tratta di una posizione che ha qualcosa di paradossale, antisistemico e antiproduttivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nulla del lavoro di John Cascone sarebbe pensabile senza l\u2019unione di relazioni, persone, luoghi e immaginazione in quanto elementi di una forza linguistica che agisce e che non si disperde nell\u2019ossessione del restituire o conquistare una parete, una galleria o un altro luogo istituzionalmente deputato. Infatti, il nostro incontro si conclude con \u201ctre inviti all\u2019azione\u201d rivolti dall\u2019artista a non precisati destinatari: \u201cAl mio tre immaginate un altro mondo, 1,2,3, &#8211; Vi prego immaginate un altro mondo &#8211; Smettete di immaginare questo mondo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"722\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38432\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone-722x1024.jpg 722w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone-211x300.jpg 211w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone-768x1090.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone-1082x1536.jpg 1082w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_JohnCascone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 722px) 100vw, 722px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"722\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38434\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone-722x1024.jpg 722w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone-212x300.jpg 212w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone-768x1089.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone-1084x1536.jpg 1084w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_JohnCascone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 722px) 100vw, 722px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cheltenham (UK) 1976Vive e lavora a Romastudio visit di Francesco Lucifora25 aprile 2024 Ritorno sulla produzione di John Cascone a partire dal confine tra realt\u00e0 e finzione, aspetto evidenziato nel primo intervento sul suo lavoro a cura di Daniela Trincia. 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