{"id":38407,"date":"2024-04-23T08:50:00","date_gmt":"2024-04-23T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38407"},"modified":"2024-04-22T12:10:55","modified_gmt":"2024-04-22T10:10:55","slug":"rebecca-moccia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/rebecca-moccia-2\/","title":{"rendered":"Rebecca Moccia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli 1992<br>Vive e lavora a Milano<br>Studio visit di Francesca Guerisoli<br>23 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio interesse per il lavoro di Rebecca Moccia \u00e8 precedente allo studio visit di Edoardo De Cobelli, effettuato un anno fa. Tra gli elementi alla base del suo lavoro gi\u00e0 messi in luce, trovo particolarmente rilevante la capacit\u00e0 dell\u2019artista di produrre opere che sono \u2013 come le ha definite \u2013 \u00abtermometri della realt\u00e0\u00bb, evidenziando quanto la sua pratica condensi questioni sociali e politiche che tuttavia traduce in modo poetico e non didascalico. Se Moccia si rif\u00e0 alla realt\u00e0 contingente e si serve di pratiche analitiche proprie dalla sociologia e dell\u2019antropologia, tuttavia il suo non \u00e8 un lavoro dimostrativo, n\u00e9 tantomeno intellettualistico o concettuale: l\u2019interesse \u00e8 generare situazioni estetico-visive che fanno leva sull\u2019emotivit\u00e0, sulla sensibilit\u00e0. Soprattutto nelle opere in cui la materia presenta elementi visivi e tattili, \u00e8 essa stessa soggetto prima ancora che oggetto dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facendo un esercizio di scomposizione, il lavoro dell\u2019artista si pu\u00f2 accostare a quello di Ann Veronica Janssen rispetto alla dimensione della materia scultorea, che gioca con la percezione dello spazio ed evoca temperature. L\u2019attitudine e il carattere politico della sua pratica la avvicina invece al duo Claire Fontaine, cos\u00ec come a H\u00e9lio Oiticica (in Brasile, Moccia ha ultimato gli studi, con un lavoro di ricerca sul neoconcretismo).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rebecca Moccia lega in modo poetico la dimensione individuale con quella sociale e politica, mettendo sempre al centro la pratica critica. Parte da una domanda di comprensione della realt\u00e0 attuale, da strumenti e pratiche sociali e politiche precise e le decontestualizza innalzandole a un livello generale pur mantenendone visibile il riferimento specifico. Tale elemento \u00e8 evidente nell\u2019ampio progetto <em>Ministry of Loneliness<\/em> (2021-in corso), partito da una borsa di ricerca dell\u2019Italian Council che ha portato poi a un finanziamento per mostra, a un libro e infine a un film realizzato con Careof.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ultimi lavori esposti al pubblico fanno parte di <em>Ministry of Loneliness<\/em>. Tra questi, l\u2019arazzo <em>Un corpo che si infiamma<\/em>, realizzato in collaborazione con Giovanni Bonotto. Si tratta di un collage di frammenti di immagini termiche tratte da un reportage fotografico dell\u2019artista, lavorate con lana e plastica che, grazie alle loro qualit\u00e0 materiali, creano sensazioni termiche di caldo e freddo, e filati iridescenti, che rimandano alla luminosit\u00e0 del digitale. L\u2019interesse per la sperimentazione dei materiali, dei tessili in particolare, che ha condotto alla creazione di opere dal chiaro impatto estetico mosse da suggestioni di attivismo politico, ha portato alla commissione di un\u2019installazione site-specific per la Fondazione Zegna, che inaugurer\u00e0 a maggio 2024. Il progetto presenta un\u2019indagine sui cambiamenti psicofisici e sociali legati alla crisi ecologica in corso, a partire dall\u2019ambiente montano in cui si colloca la mostra. Tessuti Zegna e nuovi tessuti saranno i mezzi alla base di un lavoro che verr\u00e0 aggiornato durante il periodo espositivo. Moccia, infatti, vestir\u00e0 lo spazio di Casa Zegna modificandone la temperatura a seconda della stagione. Sar\u00e0 inoltre allestita una videoinstallazione multicanale con dettagli di interviste raccolte in un periodo di ricerca nelle alpi biellesi, tra l\u2019Oasi Zegna e il lanificio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 marzo ha inaugurato l\u2019ultimo capitolo di <em>Ministry of Loneliness<\/em>, intitolato <em>The Loners<\/em>, un\u2019installazione site-specific presso Cripta 747 a cura di Elena Bray e Iacopo Prinetti, sul rapporto tra cittadini e politica. L\u2019artista ha \u2018collezionato\u2019 numerose strutture di cabine elettorali nel mondo e le ripropone come grammatica di un fitto percorso espositivo. L\u2019intenzione \u00e8 di generare un senso di solitudine e segretezza, nonch\u00e9 di evocare la dimensione fisico-architettonica del rapporto con la politica, che spesso consiste esclusivamente nel momento del voto. Le cabine, tutte diverse, sono inoltre caratterizzate da specifici elementi significanti aggiunti per suggerire una particolare atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un limite della pratica tra arte e attivismo abbracciata da Moccia sta nella possibile assunzione del materiale sociale o politico come forma vuota, percepibile solo nella sua dimensione formale. L\u2019artista prende le distanze da questa modalit\u00e0, sottolineando il suo interesse nel creare opere che agiscono a livello emotivo. Non fa uso dell\u2019indagine sociologica, che \u00e8 solo strumento dell\u2019opera e materiale per la costruzione sensoriale dei suoi ambienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione verso gli aspetti formali, nonch\u00e9 la sperimentazione di materiali eterogenei anche nell\u2019ambito di un unico progetto fa emergere un certo grado di determinazione e la capacit\u00e0 di muoversi con consapevolezza tra le diverse dimensioni espositive.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38413\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_Rebecca-Moccia_Stills_5-1.jpg 1201w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38409\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6-300x169.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6-768x432.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_RebeccaMocciaStills_6.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli 1992Vive e lavora a MilanoStudio visit di Francesca Guerisoli23 aprile 2024 Il mio interesse per il lavoro di Rebecca Moccia \u00e8 precedente allo studio visit di Edoardo De Cobelli, effettuato un anno fa. 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