{"id":38307,"date":"2024-04-13T08:50:00","date_gmt":"2024-04-13T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38307"},"modified":"2024-04-10T15:19:52","modified_gmt":"2024-04-10T13:19:52","slug":"luigi-presicce-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/luigi-presicce-2\/","title":{"rendered":"Luigi Presicce"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nard\u00f2 1976<br>Vive e lavora a Firenze<br>Studio visit di Elena Forin<br>13 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luigi Presicce \u00e8 uno di quegli artisti che incontro regolarmente: il suo studio \u00e8 un luogo in cui semplicemente mi fa bene passare del tempo e in cui mi capita sempre una piccola apparizione, e qualcosa (non solo del suo lavoro) che fatico a vedere d\u2019un tratto diventa chiara. Questa volta ho anche l\u2019opportunit\u00e0 di scrivere, e non mi sono lasciata scappare l\u2019occasione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presicce si esprime principalmente attraverso pittura e performance, anche se disegno e scultura in ceramica non mancano all\u2019interno della sua produzione. La sua figurazione \u00e8 diversa da ogni altra e il suo lavoro non si pu\u00f2 inscrivere in un sentimento, in un momento o in una tendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa unicit\u00e0 di segno, di racconto, di suggestione e di riferimenti che si compongono in opera, rendono la sua indagine un\u2019eccezionale eccezione che si nutre al medesimo tempo di autonomia dal sistema e di scambio continuo attraverso i dispositivi d\u2019incontro che ha attivato con la Scuola di Santa Rosa, il Simposio di pittura, Polka Puttana o la Nuova scuola di Scilla. Appuntamenti che scandiscono la sua vita e il suo quotidiano e che, al pari della sua attivit\u00e0 di studio, generano la sostanza tecnica e visiva del suo ricco immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In studio trovo, come sempre, opere su carta che ricoprono le pareti fino al soffitto. In alcuni casi, i disegni recenti coprono quelli pi\u00f9 vecchi e muovendo gli occhi da un\u2019immagine all\u2019altra \u00e8 possibile cogliere la storia del suo vedere attraverso le variazioni e i cambiamenti che si fanno strada ogni giorno nel suo incessante sperimentare. In questo nucleo la cifra pi\u00f9 forte di novit\u00e0 \u00e8 visibile nella presenza di un gruppo consistente di lavori a carboncino, in cui il colore ha lasciato il posto alla tensione tra bianco e nero. Queste opere nascono dall\u2019elaborazione di una domanda che l\u2019artista si \u00e8 posto rispetto alla propria ricerca e al ruolo delle cromie nell\u2019equilibrio complessivo dell\u2019indagine: attraverso questo <em>corpus<\/em> \u00e8 ben chiaro che il nodo intorno a cui ruota il suo interesse non \u00e8 quello legato alle tinte e al loro sviluppo, quanto piuttosto al tema dell\u2019artificialit\u00e0. Nella produzione pittorica e in quella scultorea \u2500 trovo elementi in terra cruda che sta manipolando per creare un gruppo di oggetti \u2500 sta sperimentando la contaminazione dell\u2019individuo e dell\u2019ambiente con le icone, le iconografie e le simbologie che si collegano all\u2019universo marino. Gli uccelli o le figure che ricordano le scimmie sono decisamente pi\u00f9 rare, i peli sulle carni lasciamo il posto a squame e pinne, e gli ambienti hanno una natura pi\u00f9 liquida: le fisionomie continuano per\u00f2 a contorcersi e allungarsi, e non manca neanche il ciclico comparire di certi elementi che in passato occupavano le superfici, come le \u2018virgolette\u2019 o le sigarette accese. In questi ultimi mesi ha dato pi\u00f9 spazio al lavoro su carta rispetto a quello su tela: il disegno \u00e8 forse pi\u00f9 veloce, o forse \u00e8 pi\u00f9 organico il processo di elaborazione dell\u2019errore che consente. La pittura, mi dice, ha qualcosa di instabile che si rischia continuamente di perdere: il quadro esposto in Triennale e altri due che vedo in studio hanno per\u00f2 assorbito questa instabilit\u00e0 e l\u2019hanno perfettamente tradotta in quell\u2019allucinazione toccante e vera che \u00e8 la cifra unica del suo linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso viene notata la differenza tra i codici visivi delle sue performance e delle altre tipologie di opere: ne abbiamo parlato pi\u00f9 volte e nel nostro ultimo incontro abbiamo convenuto su una posizione: siamo semplicemente di fronte a due linguaggi diversi. Perch\u00e9 quindi deve essere necessaria una coerenza visiva?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi due mondi affrontano aspetti, nodi, tensioni e dinamiche differenti e lo fanno mettendo in campo strumenti specifici. Il modo in cui affronta i soggetti per\u00f2 \u00e8 simile e ha a che fare con una forma di cura, di avvicinamento e conoscenza che prevede un vero e proprio culto del dettaglio: i colori dei suoi dipinti sono creati appositamente da lui, gli oggetti di scena, le vesti, le architetture compositive traducono la lettura profonda delle storie e delle simbologie a queste latenti; le forme (sulla carta, in ceramica o sulla tela) tratteggiano personalit\u00e0 mai lineari, tanto esasperate in ogni minimo segno, quanto semplicemente dirette nel mostrare la propria innaturalit\u00e0. Che sia l\u2019esibizione di una creatura marina o il racconto delle Storie della vera croce, per Presicce cambia il modo attraverso cui dire, ma non la grandiosit\u00e0 della composizione, la potenza vibrante dell\u2019iconografia e il valore struggente del messaggio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38309\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_LPresicce.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38311\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_LPresicce_foto-Leone-Maria-Presicce.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Leone Maria Presicce<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nard\u00f2 1976Vive e lavora a FirenzeStudio visit di Elena Forin13 aprile 2024 Luigi Presicce \u00e8 uno di quegli artisti che incontro regolarmente: il suo studio \u00e8 un luogo in cui semplicemente mi fa bene passare del tempo e in cui mi capita sempre una piccola apparizione, e qualcosa (non solo del suo lavoro) che fatico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38313,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-38307","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38307","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38307\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}