{"id":38223,"date":"2024-04-06T08:50:00","date_gmt":"2024-04-06T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38223"},"modified":"2024-04-03T11:07:07","modified_gmt":"2024-04-03T09:07:07","slug":"yuri-ancarani-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/yuri-ancarani-2\/","title":{"rendered":"Yuri Ancarani"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ravenna 1972<br>vive e lavora a Milano e a Ravenna<br>studio visit di Daniela Trincia<br>6 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Milano a Ravenna, lo studio di Yuri Ancarani, con affaccio sulla piazza centrale della citt\u00e0, oltre al grande tavolo con gli strumenti di lavoro \u00e8 attualmente occupato da decine di scatoloni che aspettano di trovare sistemazione nelle diverse librerie che da anni accompagnano l\u2019artista nei suoi spostamenti. Come lui stesso pi\u00f9 volte sottolinea, essendo costantemente in viaggio, pu\u00f2 lavorare da una stanza di un albergo o dal vagone di un treno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Scotti ha gi\u00e0 evidenziato, nel precedente studio visit all\u2019artista, l\u2019interesse di Ancarani per l\u2019immagine in movimento, attraverso cui esplorare il gigantesco mondo in cui viviamo e che, progressivamente, ha sempre pi\u00f9 acquisito una veste filmica. <em>Atlantide<\/em> e <em>Il popolo delle donne<\/em>, gli ultimi lavori realizzati, ne sono una chiara riprova. Altrettanto lo attestano i canali attraverso cui sono presentati, sia in festival del cinema che nelle sale cinematografiche. Tuttavia, \u00e8 imprescindibile il fatto che i suoi lavori non sono mai pensati per una visione specifica e prestabilita, bens\u00ec fruibili, in modo del tutto indifferente, in una galleria come in un museo, al cinema come sullo schermo di uno smartphone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Yuri Ancarani appartiene, dunque, a quella generazione di artisti italiani, come Masbedo, Daniele Puppi, Goldschmied &amp; Chiari, R\u00e4 di Martino, che, negli anni Novanta, ha visto nel video (nelle sue diverse declinazioni) tutte le potenzialit\u00e0 espressive e la gamma di possibilit\u00e0 di ricerca. Un\u2019indagine che, in apparenza, accoglie tutte le coordinate del cinema ma che, in realt\u00e0, immediatamente le ribalta e le sovverte, per estremizzare il linguaggio nonch\u00e9 il mezzo. Quell\u2019esasperazione rintracciabile pure in Arthur Jafa, Julian Rosefeldt, Pierre Huyghe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anestetizzati dal flusso di notizie come di immagini, dal progresso tecnologico che gradualmente si sostituisce alle personali elaborazioni, azioni, prove, i video di Ancarani ci consegnano esperienze vissute in prima persona per capire, come gi\u00e0 detto, il gigantesco mondo. Questo suo desiderio ha due innegabili risvolti positivi: la conoscenza di situazioni e consuetudini non comuni e la loro condivisione con lo spettatore. Opere che, nella loro bellezza formale, affrontano sempre temi di un indiscusso rilievo, quali il lavoro (la serie <em>La malattia del ferro<\/em>, 2010-2012), i giovani (<em>Atlantide<\/em>, 2021), la distribuzione della ricchezza (<em>The Challange<\/em>, 2016), la violenza di genere (<em>Il popolo delle donne<\/em>, 2023, con la psicoterapeuta e psicoanalista Marina Valcarenghi) come anche la violenza in generale (la serie <em>Le radici della violenza<\/em>, 2014 &#8211; in corso). In questo momento, oltre ad essere impegnato nel trasloco, ha scelto di dedicarsi alla presentazione del suo ultimo film, <em>Il popolo delle donne<\/em>, che lo porter\u00e0 in giro per l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Muovendosi al di l\u00e0 di categorie prestabilite, accogliendo gli spunti offerti dal cinema, come anche dai documentari, dai videoclip e dalla videoarte, prendendo spunto da suggestioni personali, sempre diverse e inedite, liberamente originate da immagini, dal suono e dalla musica (pilastri nella sua produzione), in una costante e continua ricerca, Ancarani ha dato vita a un genere piegato alle sue personali necessit\u00e0. Cosicch\u00e9 la riflessione su un solo lavoro, preso nella sua unicit\u00e0, potrebbe far affiorare possibili elementi irrisolti, in generale individuabili in una certa compiacenza per i dettagli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il suo sguardo intimo e personale sul mondo a rendere ogni lavoro singolare. Perch\u00e9 i suoi film \u00abcercano di emulare al massimo il mio occhio e come vede quello che mi circonda, utilizzando tutte le tecniche possibili\u00bb. Ogni film sembra girato altrove, lontano; in realt\u00e0, ad eccezione di quelli realizzati nel Paese pi\u00f9 ricco del mondo (il Qatar) e in quello pi\u00f9 povero (Haiti), sono tutti girati intorno a lui, in Italia. La sua attenzione d\u00e0 forma a ci\u00f2 che desidera trasmettere allo spettatore, anche il non rappresentabile (su tutti la seduta spiritica di <em>S\u00e9ance<\/em>), guidarlo a vivere un\u2019esperienza, a elaborare un proprio punto di vista. Utilizza cos\u00ec tutte le tecniche senza precise regole, per far emergere le contraddizioni sociali di quello spaccato di realt\u00e0 preso in esame. Sempre in luoghi e con soggetti veri, mai diretti, senza un racconto puntuale, perch\u00e9 la volont\u00e0 \u00e8 quella di portare lo spettatore in un mondo che non conosce e fargli provare le stesse sensazioni vissute da lui in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38227\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Adelina Burdujanu<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38229\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_YAncarani_foto-Adelina-Burdujanu.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Adelina Burdujanu<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ravenna 1972vive e lavora a Milano e a Ravennastudio visit di Daniela Trincia6 aprile 2024 Da Milano a Ravenna, lo studio di Yuri Ancarani, con affaccio sulla piazza centrale della citt\u00e0, oltre al grande tavolo con gli strumenti di lavoro \u00e8 attualmente occupato da decine di scatoloni che aspettano di trovare sistemazione nelle diverse librerie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38232,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-38223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38223\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}