{"id":38197,"date":"2024-04-04T08:50:00","date_gmt":"2024-04-04T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38197"},"modified":"2024-04-04T10:47:08","modified_gmt":"2024-04-04T08:47:08","slug":"marco-eusepi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/marco-eusepi-2\/","title":{"rendered":"Marco Eusepi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzio 1991<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)<br>4 aprile 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il nostro studio visit, Marco Eusepi ci racconta di quando da bambino copiava le opere dei grandi autori, confrontandosi cos\u00ec per la prima volta con i concetti di superficie e materia, in un gioco legato alla dimensione domestica del fare. Un aneddoto che evidenzia un approccio spontaneo all\u2019arte, che ritroviamo nella prima mostra personale dell\u2019artista presso l\u2019Istituto coreano di Roma (2018). Le opere esposte sono in quel caso una traduzione dei paesaggi che Eusepi vede dal finestrino del treno durante il suo periodo da pendolare tra Anzio e l\u2019Accademia di Roma; impressioni fulminee che diventano con il passare del tempo memoria, per tradursi poi in traccia, segno e forma sulla superficie del quadro. Eusepi si emancipa cos\u00ec definitivamente dal periodo di formazione e inizia ad interrogarsi sul campo d\u2019azione della pittura, che per lui ha a che fare con l\u2019indicibile e l\u2019ineffabile; riflessioni che si traducono in una forte consapevolezza riguardo il proprio linguaggio, gi\u00e0 evidenziata da Nicolas Martino durante il primo studio visit presso l\u2019artista. Tra i molteplici aspetti discussi, troviamo particolarmente interessante la riflessione sull\u2019elemento naturale, ricorrente in molte opere (<em>Untitled (Flowered Garden)<\/em>, <em>Flowers<\/em>, 2022-\u201923). Eusepi usa la metafora del giardiniere: sia il giardino che il quadro sono superfici circoscritte dove, a fronte dell\u2019intervento dell\u2019uomo che organizza la forma e la tiene in vita, \u00e8 sempre presente una certa imprevedibilit\u00e0 intrinseca alla caducit\u00e0 della dimensione vitale, nonch\u00e9 un\u2019attesa. Ancora una volta, si tratta di riflessioni che rimandano alla naturalezza con cui l\u2019artista approccia il quadro, che quindi non pu\u00f2 essere da lui definito a priori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eusepi porta alcune riflessioni interessanti nella pittura, rivendicandone l\u2019autonomia totale rispetto alle questioni di stile; ci\u00f2 ci fa pensare a Gino De Dominicis e al suo modo di intendere i <em>media<\/em> pittorici e scultorei non tanto come tradizionali oppure originali ma, piuttosto, come originari. Vi \u00e8, indubbiamente, l\u2019influsso di alcune opere di artisti storicizzati, pi\u00f9 a livello di atmosfera che di formalizzazione. Tra gli autori, oltre a Morandi, gi\u00e0 menzionato da Martino, troviamo interessante citare Rothko, De Kooning, l\u2019ultimo Monet, Munch o, ancora, alcuni lavori di Joan Mitchell.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Eusepi non \u00e8 legato alle tendenze o alle mode pi\u00f9 impellenti ma, piuttosto, all\u2019idea che la componente potenzialmente rivoluzionaria possa essere bisbigliata o addirittura celata, mantenendo fede all\u2019approccio riflessivo e contemplativo che \u00e8 proprio il modo di fare e di leggere la buona pittura. <em>\u00ab<\/em>Eusepi \u00e8 un pittore [\u2026] che, in epoca di smaterializzazione del reale e digitalizzazione del mondo, continua a credere nella pittura e nei suoi mezzi espressivi\u00bb, sottolinea infatti Martino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019artista, nell\u2019ultimo anno, ha lavorato alla mostra <em>Fioriture<\/em>, alla Litografia Bulla di Roma. Per la prima volta si \u00e8 approcciato alla realizzazione di un libro d\u2019artista, utilizzando la tecnica litografica e del monotipo su carta giapponese, procedimento che gli \u00e8 servito per maturare una maggiore consapevolezza su aspetti del lavoro che non erano stati ancora messi a fuoco, come ad esempio il rapporto con l\u2019Oriente. Vi \u00e8 infatti una tangenza tra le stampe di Eusepi e gli ideogrammi giapponesi, espressione di controllo spaziale, energia e sintesi. Si tratta di una raccolta molto interessante poich\u00e9, attraverso l\u2019uso di fogli leggermente trasparenti che lasciano delicatamente affiorare l\u2019opera della pagina successiva e una rilegatura a pagina doppia che richiama i manga giapponesi, le opere creano la suggestione di un ideale percorso di piena fioritura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In relazione al punto di debolezza evidenziato da Martino nel precedente studio visit, crediamo che la consapevolezza di una certa precariet\u00e0 propria del mezzo pittorico congiunta all\u2019autenticit\u00e0 e padronanza della tecnica, possano essere considerazioni in grado di aiutare l\u2019artista a mantenere fede alla sua idea di ricerca, anche sul lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La purezza del linguaggio, che va di pari passo con le idee di Eusepi sulla pittura, ci sembrano essere elementi di valore da sottolineare. Infine, il passaggio naturale tra figurativo e astratto \u2500 che sottolinea la fine di un\u2019idea accademica \u2500 \u00e8 ulteriore sintomo di forza espressiva e concettuale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38250\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2_MEusepi_studio.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38247\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/3_MEusepi_foto-Daniele-Molajoli-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Daniele Molajoli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anzio 1991Vive e lavora a RomaStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)4 aprile 2024 Durante il nostro studio visit, Marco Eusepi ci racconta di quando da bambino copiava le opere dei grandi autori, confrontandosi cos\u00ec per la prima volta con i concetti di superficie e materia, in un gioco legato alla dimensione domestica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38252,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-38197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38197"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38197\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38252"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}