{"id":38153,"date":"2024-03-30T08:50:00","date_gmt":"2024-03-30T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=38153"},"modified":"2024-03-27T15:23:24","modified_gmt":"2024-03-27T14:23:24","slug":"eugenio-tibaldi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/eugenio-tibaldi-2\/","title":{"rendered":"Eugenio Tibaldi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alba 1977<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Angel Moya Garcia <br>30 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le motivazioni per tornare nello studio di Eugenio Tibaldi sono molteplici, ma si riassumono nel desiderio di indagare gli ultimi progetti a cui sta lavorando e di studiare come si stia sviluppando la sua ricerca in relazione al cambio di marcia impresso negli ultimi anni. Nella produzione pi\u00f9 recente, la sua riflessione sul margine e sulla periferia si \u00e8 evoluta in una dimensione pi\u00f9 intima, pi\u00f9 legata alla propria condizione sociale e culturale rispetto al contesto in cui si trova a vivere e a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La consapevolezza di aderire a una serie di istanze sulla decadenza dell\u2019umanit\u00e0, escludendo, invece, un repertorio di problematiche pi\u00f9 rivoluzionarie o potenti in questo momento storico, lo ha portato a comprendere o a immaginare di poter interpretare un ruolo ben preciso: isolato ma non intrappolato, assorto ma non incompreso, con un lavoro che guarda altrove, parte di una cultura dominante, quella occidentale, che ci interroga su quale sia la parte giusta e quella sbagliata. In quest\u2019ottica, Tibaldi accetta di essere nato e di vivere nella parte corrotta, e incarna una dimensione di colpevolezza che non finge di non conoscere le altre. Eliminando qualunque stereotipo, il suo lavoro si avvale di una simbologia concreta per raccontare la debolezza, la fragilit\u00e0, le miserie e, contestualmente, la responsabilit\u00e0 dell\u2019uomo occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un momento storico in cui tanti artisti sentono il bisogno di confrontarsi con le urgenze pi\u00f9 contemporanee, Tibaldi sembra prenderne distanza per concentrarsi sul senso di fallimento, sulla decadenza, sulla fragilit\u00e0 e sulle incertezze. Interessante \u00e8 la consapevolezza di dover interpretare il ruolo del colpevole, immerso in un benessere borghese, per studiare i fenomeni senza appropriarsene, senza piet\u00e0 e senza alcun approccio antropocentrico, con un\u2019apparente astensione dal giudizio e da ogni snobismo ricercando, al contrario, l\u2019empatia e la possibilit\u00e0 di far emergere problematiche che il pi\u00f9 delle volte rimangono silenziate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento sta lavorando a un progetto per la sezione <em>Discovery<\/em> di Art Basel a Hong Kong. Selezionato con la galleria Umberto Di Marino presenter\u00e0 un palinsesto che riflette sulla deriva della provincia italiana in relazione al contesto internazionale, attraverso un lavoro pittorico che gli permette di acquisire un tempo di riflessione dilatato e che si esprime in una forma installativa basata su un processo relazionale di accettazione estetica. Ha inaugurato, poi, il Padiglione Italiano alla prima edizione della Biennale di Malta, con un\u2019installazione site specific in cui formalizza un\u2019indagine sulle dinamiche di inclusione nello spazio marginale, che resta spesso ignorato dalla coscienza comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta di incarnare e di studiare argomenti che esulano da istanze pi\u00f9 attuali, potrebbe determinare un isolamento e una marginalizzazione della sua ricerca rispetto al contesto contemporaneo delle arti visive, oltre a relegarlo nel ruolo di osservatore impotente e distaccato della realt\u00e0 che lo circonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il lavoro sulla periferia e sul margine, sull\u2019esclusione sociale, lo porta attualmente a rivolgere su s\u00e9 stesso il proprio sguardo, divenendo oggetto della sua stessa indagine, in un processo di colonialismo ribaltato che mette a nudo le eredit\u00e0 spinose della sua posizione e lo rende margine, altrove.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_ETibaldi.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_ETibaldi-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38155\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_ETibaldi-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_ETibaldi-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_ETibaldi-768x960.jpg 768w, 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