{"id":37874,"date":"2024-03-19T08:50:00","date_gmt":"2024-03-19T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37874"},"modified":"2024-03-19T09:21:22","modified_gmt":"2024-03-19T08:21:22","slug":"stefano-fassone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/stefano-fassone\/","title":{"rendered":"Roberto Fassone"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Savigliano 1986<br>Vive e lavora a Firenze<br>Studio visit di Stefano Coletto<br>19 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo del primo studio visit di Angel Moya Garcia \u00e8 denso, articolato e tocca molti aspetti essenziali della ricerca Roberto Fassone. L\u2019incontro con lui nasce dal desiderio di ripercorrere insieme alcuni episodi del suo percorso e approfondire impressioni che mi diede anni fa, quando, giovanissimo, propose le sue prime formalizzazioni di un approccio analitico-linguistico alla pratica artistica che lo distinguevano da molti giovani coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vediamo a distanza, attraverso il monitor; il suo viso, le cuffie, situazione straniante, perch\u00e9 \u00e8 sempre lui, come nei video, nelle performance, nei playback; siamo dentro un lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ricordo un episodio, che forse non gli piacer\u00e0. Un workshop alla Spinola Banna con Lara Favaretto che, in modo un po\u2019 duro, gli disse \u00abPerch\u00e9 invece di ragionare sui presupposti della produzione artistica non realizzi un lavoro vero?\u00bb. \u00abUn brutto ricordo&#8230; avevo 23 anni, fu una critica difficile da digerire, da parte di un\u2019artista che stimavo tanto\u00bb. Quella di Lara fu una reazione istintiva, che non coglieva l\u2019intensit\u00e0 di una ricerca che si sarebbe sviluppata. Per capire il lavoro di Fassone si deve essere dentro quel percorso che, dagli anni Sessanta, ha mutato i linguaggi tradizionali, le articolazioni del concettuale, Art &amp; Language, la svolta performativa tra corpo, video, voce; potremmo dire da Gino De Dominicis a Cesare Pietroiusti fino a Tino Sehgal. \u00abLa mia opera \u00e8 la costruzione della sua stessa idea\u00bb (Joseph Kosuth) oppure, parafrasando, ogni tentativo di definire un\u2019opera d\u2019arte \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I riferimenti sono tanti perch\u00e9 la ricerca di Roberto \u00e8 uno studio degli artisti che ama. Il ludico, la fragilit\u00e0, il nascondersi e, quindi, si possono mettere insieme Matteo Rubbi, Paola Pivi, la stessa Lara Favaretto e, perch\u00e9 no, Maurizio Cattelan che scappa dallo spazio, che si fa piccolo, che si nasconde, quasi per proteggere la propria sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Roberto Fassone sembra il dialogo di un corpo e una mente in scena: un training continuo. Si guardi il suo sito in questo periodo: canalizza spiriti ballando i Bud Spencer Blues Explosion.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me lui rimane, prima di tutto, l\u2019artista di quella performance\/lezione sui limiti, lui, con il suo rotacismo, senza utilizzare parole con la \u201cr\u201d (<em>Lipogam<\/em> 2011\/2022). Quindi si parla dei limiti sfidando i propri. Analisi? Narcisismo? S\u00ec, come ogni narratore, saggista, sceneggiatore, soltanto che qui entra il corpo. Cosa attiva il testo e il corpo? La musica. Quindi c\u2019\u00e8 energia che ci attraversa. \u00abQuando faccio playback mi sento Dio&#8230; anche da piccolo era cos\u00ec\u00bb. Guardandolo muoversi in <em>Possedute<\/em> mi viene in mente l\u2019irruzione di Nico Vascellari, di quella fisicit\u00e0; Roberto \u00e8 il controcanto (\u00abStefano, mi piace questa parola\u00bb) che indica qualcos\u2019altro; ri-progettazione della performance, decostruzione, finzione, forse distacco mente e corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo lavoro pare a volte un manuale di arte contemporanea; studio delle opere, operazione critica, un meta livello che spoglia, denuda, ironizza (ad esempio<em> Lo scherzo dell\u2019arte,<\/em> <em>Sciarade, <\/em>il progetto con Valeria Mancinelli su performer trovati su youtube che sembrano simulare artisti noti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco, in alcuni casi l\u2019analisi intelligente propone una didattica, che traccia percorsi, comunica complessit\u00e0, ma sembra concludersi nella progettazione, anestetizzando il lavoro; stiamo ancora \u2018analizzando\u2019, e fino a che punto? Forse questa ambiguit\u00e0 diventa un limite per l\u2019avvicinamento migliore alla sua ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, l\u2019impressione \u00e8 che l\u2019attualit\u00e0 del suo approccio interroghi il ruolo dell\u2019intelligenza artificiale e le sue metafore; ripenso a sibi<em>, <\/em>software per produrre opere<em>.<\/em> I suoi lavori sembrano dei meme, opera\/non opera, cover&#8230; (Roberto, non ti ho chiesto se conosci questa pubblicazione <em>Cover Theory<\/em> a cura di Marco Senaldi). Ma il ludico \u00e8 una cosa seria. Che cos\u2019\u00e8 questo nuovo progetto? <em>Pretending to Be Pamela Colmon Smith. <\/em>Illustratrice celebre,disegnatrice dei Tarocchi: per Fassone i Tarocchi sono risposte che arrivano dal \u2018sentire\u2019, da ci\u00f2 che la razionalit\u00e0 non pu\u00f2 prevedere; arriva una risposta, ti viene comunicata un\u2019informazione, ma la ricerca \u00e8 interiore (spirituale?). Ugualmente, una cosa \u00e8 spiegarti il lavoro, una cosa \u00e8 sentirlo, accedendo a delle vibrazioni. Canzone, stato d\u2019animo, pensiero&#8230; siamo attraversati da energie. Ripenso a Chiara Fumai (\u00abMi ha molto ispirato\u00bb, dice Roberto). Il ludico potrebbe essere considerato un processo metaforico quale tentativo di regolare, di contenere in una forma ci\u00f2 che scappa da tutte le parti; il pallone nel canestro che decide, <em>Ball Don\u2019t Lie; <\/em>l\u2019indeterminatezza che entra nella partita della vita (John Cage&#8230;): perch\u00e9 esistiamo, o forse, dove esistiamo veramente? Il non detto del controcanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa stai leggendo? <em>Metaphors We Live <\/em>di George Lakoff and Mark Johnson.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"682\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37876\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone-682x1024.jpg 682w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone-768x1153.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone-1023x1536.jpg 1023w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_SFassone.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37878\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi-683x1024.jpg 683w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi-768x1152.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_SFassone_foto-Riccardo-Banfi.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Riccardo Banfi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savigliano 1986Vive e lavora a FirenzeStudio visit di Stefano Coletto19 marzo 2024 Il testo del primo studio visit di Angel Moya Garcia \u00e8 denso, articolato e tocca molti aspetti essenziali della ricerca Roberto Fassone. L\u2019incontro con lui nasce dal desiderio di ripercorrere insieme alcuni episodi del suo percorso e approfondire impressioni che mi diede anni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37880,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-37874","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37880"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}