{"id":37505,"date":"2024-03-12T09:04:32","date_gmt":"2024-03-12T08:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37505"},"modified":"2024-03-12T15:06:01","modified_gmt":"2024-03-12T14:06:01","slug":"filippo-berta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/filippo-berta-2\/","title":{"rendered":"Filippo Berta"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Treviglio 1977<br>vive e lavora a Bergamo e a Milano<br>Studio visit di Daniela Trincia realizzato il 28 novembre 2023<br>12 marzo 2024<br><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio di Filippo Berta occupa un\u2019ampia stanza di un vecchio cascinale completamente ristrutturato, vicino Fara Gera d\u2019Adda dove, dal 2019, si \u00e8 definitivamente trasferito. Un cambiamento che ha coinciso con una nuova modalit\u00e0 della sua pratica artistica che, pur mantenendo sempre in primo piano il contenuto, ha iniziato a dedicare attenzione anche alle possibilit\u00e0 della forma. Come evidenziato anche da Angel Moya Garcia nel precedente studio visit, il centro della ricerca artistica di Berta sono le tensioni nelle relazioni tra gli individui, anche a livello sociale. Tematica particolarmente attuale, quotidianamente ricordata anche dalla cronaca e che sospinge ad approfondire il suo lavoro. Un campo di indagine che si serve di diverse, spesso complesse modalit\u00e0 espressive che non possono lasciare indifferente l\u2019osservatore e <em>No Armony<\/em> (2005), con la trazione tra i due magneti e il conseguente spazio irrisolto tra loro, rappresenta materialmente le pressioni che si possono generare in qualsiasi circostanza, al cui centro non vi \u00e8 la soluzione ma, piuttosto, il disorientamento. Questione che con inflessioni diverse, pi\u00f9 protese verso l\u2019individuo o pi\u00f9 al sociale \u00e8 nodale in diversi artisti. Tra quelli operanti in ambito nazionale, si possono citare Rosa Jijon e Francesco Martone, Elena Bellantoni, Elena Mazzi, Margherita Moscardini, Nicol\u00f2 Degiorgis. Mentre, in ambito internazionale, si ricordano Ursula Biemann, Jota Castro, Kader Attia, Oliver Ressler.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 soprattutto attraverso le performance, cui si dedica dal 2008, che esprime la sua ricerca: spesso collettive, basate su un unico gesto corale, rappresentative dell\u2019uomo inserito in determinati contesti sociali, accompagnate da video, foto, installazioni, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre un\u2019opera \u2018madre\u2019 intorno alla quale si sviluppano progetti satelliti tradotti attraverso i diversi media a sua disposizione. Muovendosi in diverse condizioni collettive, analizzando la fragilit\u00e0 dell\u2019individuo, Filippo Berta ci parla della condizione umana, servendosi di microcosmi per descrivere circostanze universali, volendo mettere in evidenza l\u2019aspetto animale insito nell\u2019essere umano, la necessit\u00e0 di scardinare i codici, metterli in discussione, per giungere a una realt\u00e0 sociale nuova (particolarmente espressa nella performance <em>Handle with Care<\/em>, 2022).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alla grande scrivania, ricoperta da appunti, riflessioni, quaderni, disegni, tracce di nuovi possibili progetti, all\u2019interno del suo studio c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di osservare dal vivo alcuni lavori: il gi\u00e0 menzionato <em>No Armony<\/em>, la foto di <em>Gente comune<\/em>, il dittico fotografico <em>Just One<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente sta raccogliendo materiale per la realizzazione di un libro e si sta dedicando all\u2019ideazione di nuovi progetti, che hanno sempre una lunga gestazione e una altrettanto dilatata realizzazione (basti ricordare <em>One by One<\/em>, \u2018conclusosi\u2019 nel 2021 dopo ben sei anni di lavorazione); progetti che restano comunque aperti, perch\u00e9 Berta non esclude mai la possibilit\u00e0 di poterci tornare, qualora si presentassero situazioni inedite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questo suo sguardo ampio sui confini, sulle tensioni, umane e sociali, che mette l\u2019osservatore di fronte a interrogativi personali e collettivi. Quei fili spinati, che segnano il confine astratto di uno Stato, sono veramente cos\u00ec necessari? Quei codici, quelle catalogazioni, che irregimentano ogni individuo in una specifica categoria, ignorando le specificit\u00e0 e le sfumature, sono veramente utili?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37507\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Berta.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37509\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Berta.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Treviglio 1977vive e lavora a Bergamo e a MilanoStudio visit di Daniela Trincia realizzato il 28 novembre 202312 marzo 2024 Lo studio di Filippo Berta occupa un\u2019ampia stanza di un vecchio cascinale completamente ristrutturato, vicino Fara Gera d\u2019Adda dove, dal 2019, si \u00e8 definitivamente trasferito. 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