{"id":37456,"date":"2024-03-09T08:53:31","date_gmt":"2024-03-09T07:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37456"},"modified":"2024-03-09T08:53:35","modified_gmt":"2024-03-09T07:53:35","slug":"daniele-costa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/daniele-costa-2\/","title":{"rendered":"Daniele Costa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Castelfranco Veneto 1992<br>Vive e lavora a Venezia<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)<br>9 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come evidenzia Stefano Coletto nel suo studio visit, al cuore della ricerca di Daniele Costa c\u2019\u00e8 una grande fascinazione per le immagini in movimento in relazione alla dimensione corporea. In modo particolare, vi \u00e8 l\u2019interesse per il corpo nella sua estensione vitale che porta celata in s\u00e9 la finitudine, implicando un\u2019importante riflessione sulla temporalit\u00e0. Soprattutto nella prima parte di produzione ci\u00f2 si accompagna alla volont\u00e0 pratica di scoprire meccanismi oggettivi di matrice medico-scientifica; studi che, per quanto a volte indaghino funzionalit\u00e0 organiche che possono apparire scontate, rivelano considerazioni e narrazioni inedite. Questo interesse \u00e8 tuttavia ben bilanciato da una dimensione soggettiva e poetica, poich\u00e9 parte fondamentale della processualit\u00e0 di Costa prevede una stretta relazione con le persone con cui intraprende una collaborazione, nonch\u00e9 la considerazione della pluralit\u00e0 delle loro storie. Si tratta di un vero e proprio avvicinamento di corpi in grado di attivare processi di scrittura che coinvolge l\u2019artista con il suo dispositivo e si sviluppa nel rapporto con l\u2019altro, condensandosi in una certa performativit\u00e0. Questo elemento porta a risultati inediti e aperti senza che venga assecondata la necessit\u00e0 stringente, tipica della narrazione documentaristica, di partire da un punto visivo per arrivare a un altro. Stefano Coletto evidenziava come \u00abMeno efficaci paiono quelle produzioni di Daniele che sembrano esercizi di montaggio, dove le suggestioni tecnico-meccaniche di dispositivi e congegni costruiscono un visivo troppo prevedibile\u00bb, pensiamo per\u00f2 che questa maggiore freddezza sia sintomo di una forte consapevolezza legata al mezzo utilizzato e conseguentemente declinato in base alle specifiche necessit\u00e0 espressive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costa guarda con ammirazione ad autori cinematografici come Lanthimos e a grandi maestri come Bergman e Fellini; ha inoltre una fascinazione per il lavoro Omer Fast, ad artisti visivi italiani contemporanei come Diego Marcon e Giulia Cenci, sia da un punto di vista formale sia teorico e al lavoro performativo di Michele Rizzo. Tuttavia, questi spunti non si traducono in un\u2019appropriazione a livello formale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riteniamo il lavoro di Costa significativo poich\u00e9 inserito in un momento storico in cui il linguaggio predominante \u00e8 proprio quello delle immagini in movimento, \u00abTutto questo \u00e8 attuale, nell\u2019epoca dei social, in cui tutti vogliamo diventare qualcosa e dirlo al mondo, illuderci di non essere nella stanza triste di Trapezia, ma dove alla fine torniamo\u00bb, sottolinea, d\u2019altronde, ancora Coletto. Infine, risulta interessante la riflessione rivolta alla corporeit\u00e0 e alla temporalit\u00e0 in un momento storico in cui questi si accompagnano a una dimensione di superficialit\u00e0 e controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa fase l\u2019artista \u00e8 intenzionato ad allungare il minutaggio dei suoi lavori, avvicinandosi cos\u00ec a tempistiche filmiche. Nello specifico, nell\u2019ultimo anno sta lavorando a due progetti. Il primo, iniziato nel 2018, \u00e8 intitolato <em>Sulla morte<\/em>; l\u2019idea \u00e8 quella di riprendere un corpo che deperisce, all\u2019interno di una struttura che si occupa di accompagnare i malati terminali verso la morte, in collaborazione con un apparato di ricerca strutturato e specializzato. L\u2019intenzione \u00e8 quella di proporre una visione altra del decadimento corporeo rispetto al modo in cui la cultura occidentale veicola il tema della morte. Il secondo progetto \u00e8 invece dedicato al <em>body building<\/em> eanche in questo caso l\u2019attenzione \u00e8 posta sul processo che porta a una trasformazione corporea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I processi lunghi e complicati, nonch\u00e9 l\u2019idea di dover avere uno schema preciso e meno soggetto all\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019elemento performativo, potrebbero rappresentare dei punti sui quali ragionare in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fragilit\u00e0 delle immagini e la possibilit\u00e0 di far emergere caratteri di vulnerabilit\u00e0 raccontano invece un\u2019attenzione all\u2019aspetto poetico che riteniamo di valore. Anche l\u2019analisi sul corpo, che diventa pretesto per nuove narrazioni, e i protagonisti scelti (mai neutri) sono sintomi di ragionamenti solidi e maturi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37459\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_DCosta.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37461\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_DCosta.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castelfranco Veneto 1992Vive e lavora a VeneziaStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi, Federico Palumbo)9 marzo 2024 Come evidenzia Stefano Coletto nel suo studio visit, al cuore della ricerca di Daniele Costa c\u2019\u00e8 una grande fascinazione per le immagini in movimento in relazione alla dimensione corporea. 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