{"id":37446,"date":"2024-03-08T09:18:03","date_gmt":"2024-03-08T08:18:03","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37446"},"modified":"2024-03-08T09:18:06","modified_gmt":"2024-03-08T08:18:06","slug":"guglielmo-castelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/guglielmo-castelli\/","title":{"rendered":"Guglielmo Castelli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino 1987<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Marco Bassan<br>8 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse tra i pittori italiani pi\u00f9 interessanti della sua generazione, come riconosciuto dalle gallerie internazionali Mendes Wood e Rodeo che lo hanno accolto in scuderia, dopo molti anni di pratica artistica Castelli finalmente trova il coraggio di superare la sindrome dell\u2019impostore e si definisce pubblicamente come pittore. La sua formazione, infatti, nasce dalle contaminazioni con mondi diversi dalla pittura, come il teatro, la moda e la scenografia e si rif\u00e0 ad essi costantemente per attingere e alimentare il proprio immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abitando dunque mondi lontani tra loro, cerca di tenere insieme nei suoi quadri elementi che, apparentemente, non possono convivere. Si lascia ispirare da pittori, preferibilmente del passato, come Licini, Matisse, Balthus, Brueghel, ma anche da disegni e pratiche giapponesi per raffinare un processo che mira alla perfezione, per poi superarla a favore di un nuovo turbine di pulsioni e desideri per la forma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le opere pittoriche di Castelli sono l\u2019ultima fase di un processo di accumulo che viene documentato in piccoli <em>carnet de voyage<\/em> che lo accompagnano costantemente. D\u2019altronde Castelli si definisce un \u2018trovarobe\u2019, come coloro che nelle compagnie teatrali di giro provvedevano all\u2019allestimento del materiale scenico. L\u2019artista, come se fosse nello spazio teatrale, si approccia al progetto pittorico allestendo la scena nella sua mente e poi immergendosi nel flusso. Per Castelli Lo spazio della pittura \u00e8 stretto, forse strettissimo come quello spazio vitale che c\u2019\u00e8 fra cacciatore e preda. La sua pratica \u00e8 caratterizzata dall\u2019equilibrio tra una attenta progettazione e la capacit\u00e0 di far fluire sulla tela le proprie visioni, una tensione che permette di realizzare forme e scene che emergono in maniera organica e non costruita, in uno sbocciare di figure che si confondono con lo sfondo che le ospita. Un rapporto, quello tra figura e sfondo, estremamente intimo perch\u00e9 campo di battaglia delle lotte interiori dell\u2019artista, tra desiderio di astrazione e necessit\u00e0 di mettere in scena i propri desideri attraverso forme, corpi e oggetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le rappresentazioni dei suoi quadri possono sembrare immagini del mondo che lo circonda ma in realt\u00e0 afferiscono a un teatro interiore poi messo in scena pubblicamente. Ogni figura \u00e8 un desiderio e, raffinando internamente le proprie pulsioni, l\u2019artista potr\u00e0 forse giungere, o forse mai, alla completa astrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scorso anno Castelli ha realizzato la sua prima mostra personale a New York presso Mendes Wood e, in questo momento, \u00e8 a Roma con una personale all\u2019Accademia di Francia di Villa Medici. In concomitanza con la prossima Biennale di Venezia sar\u00e0 poi alla Fondazione Bevilacqua La Masa con una personale curata da Milovan Farronato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inevitabilmente all\u2019interno della sua pratica si ritrovano suggestioni che provengono da pittori a lui contemporanei, soprattutto negli sguardi e nei volti e a volte la sua capacit\u00e0 di equilibrare le composizioni dei paesaggi umani che mette in scena porta con s\u00e9 il rischio di indebolire la carica simbolica del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pittura di Castelli ha oramai trovato una sua cifra nel panorama internazionale e si nutre della molteplicit\u00e0 di stimoli e ispirazioni che l\u2019artista porta dentro il proprio processo di ricerca. Una pittura che rimane misteriosa e intrigante, capace di far soffermare lo spettatore di fronte al quadro in cerca di un punto d\u2019inizio e di fine della scena, ricerca vana perch\u00e9 in essa tutto accade simultaneamente, frutto com\u2019\u00e8 di molteplici mondi interiori che si accavallano e si compongono stando a forza insieme all\u2019interno della cornice.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37448\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/b_GuglielmoCastelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37450\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/c_GuglielmoCastelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 1987Vive e lavora a TorinoStudio visit di Marco Bassan8 marzo 2024 Forse tra i pittori italiani pi\u00f9 interessanti della sua generazione, come riconosciuto dalle gallerie internazionali Mendes Wood e Rodeo che lo hanno accolto in scuderia, dopo molti anni di pratica artistica Castelli finalmente trova il coraggio di superare la sindrome dell\u2019impostore e si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37452,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-37446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}