{"id":37437,"date":"2024-03-07T09:13:32","date_gmt":"2024-03-07T08:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37437"},"modified":"2024-03-07T09:13:36","modified_gmt":"2024-03-07T08:13:36","slug":"gaia-de-megni-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/gaia-de-megni-2\/","title":{"rendered":"Gaia De Megni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Santa Margherita Ligure 1993<br>Vive e lavora a Roma e a Portofino<br>Studio visit di Davide Lunerti<br>7 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:5px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019analisi del precedente studio visit di Paola Nicolin emerge il talento promettente di un\u2019artista giovane, capace di misurarsi con una pratica scultorea e video finemente elaborata, dimostrandosi al contempo all\u2019altezza dei temi di grande importanza di cui tratta: l\u2019eredit\u00e0 del mito, la forza delle immagini e delle narrazioni, l\u2019origine sistemica della violenza, dell\u2019accettazione della stessa e di altre contraddizioni dell\u2019uomo. La totalit\u00e0 di queste tematiche viene destrutturata a partire da un unico campo di studio, quello del mezzo cinematografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di De Megni \u00e8 infatti mirato a prendere in analisi il cinema come dispositivo di costruzione delle identit\u00e0 sociali, utilizzando una metodologia che pu\u00f2 ricordare il film <em>Marilyn <\/em>(2012) di Philippe Parreno, nel processo di \u2018scompartimentazione\u2019 di sceneggiatura, personaggio e immagine. Decorticando le stratificazioni di archetipi che dal Ventesimo secolo sono stati strumentalizzati per la propaganda di valori culturali, l\u2019artista fa proprie le lezioni biopolitiche di Foucault, per le quali l\u2019individuo, attraverso il linguaggio e la narrazione dell\u2019ambiente in cui si forma, viene educato in direzione di categorie sociali preesistenti e consolidate. De Megni sovverte le dinamiche di causa-effetto alla radice del nostro rapporto con l\u2019ambiente culturale: non \u00e8 l\u2019uomo a creare storie, ma le storie a creare l\u2019uomo. Il cinema nella societ\u00e0 contemporanea viene interpretato cos\u00ec come ci\u00f2 che la trasmissione del mito ha significato per le civilt\u00e0 antiche: un catalizzatore di cultura, che propagava i valori di riferimento della comunit\u00e0, tramandati di generazione in generazione per la salvaguardia del proprio destino storico. Per consolidare identit\u00e0 culturali che possano reiterarsi nel tempo, la loro natura effimera e volubile viene nascosta, trasmigrando nelle tavole scritte di una legge morale non detta, ma ampiamente rappresentata e condivisa. Allo stesso modo, dalle grandi creazioni del cinema vengono protratti gli stessi schemi narrativi riguardanti le stesse idee di genere, valore e giudizio che determinano gli individui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019analisi dei singoli tropi, personaggi e convenzioni del mezzo cinematografico rivelano nel lavoro di De Megni l\u2019origine spesso arbitraria e autocratica di questo procedimento immaginifico, mettendo in discussione la solidit\u00e0 di codici etici e sociali. Nel momento in cui il personaggio di un soldato, con il suo costume, recita le parole suggerite dall\u2019artista, seduta vicino a lui di spalle rispetto al pubblico, l\u2019artista smaschera il meccanismo teatrale, rivelando come dietro alla scena non ci sia una legge scritta da entit\u00e0 superiori, ma una persona in carne e ossa che lavora con la sua immaginazione. Rivelando l\u2019aspetto biologico della narrativit\u00e0 occidentale e delle sue scale di valori, De Megni apre la macchina e svela i suoi ingranaggi, mostrando la loro origine fittizia, umana e quindi soggetta al cambiamento e all\u2019errore. Indicativa \u00e8 l\u2019opera <em>Nulla si sa, tutto si immagina<\/em> (2018)<em>,<\/em> che presenta due cubi in marmo nero, su cui sono incise delle battute tratte da capolavori della storia del cinema italiano, che si sovrappongono alla proiezione di un mare agitato. L\u2019analogia intende rappresentare come i comportamenti culturali siano fluidi come l\u2019acqua, repentini come le onde del mare; cos\u00ec come si sono formati, un giorno svaniranno, cos\u00ec come si sono costruiti si dissolveranno per riformarsi di nuovo. Questo concetto viene sintetizzato in una commistione formale ben riuscita di elementi dialettici quali liquido e solido, acqua e pietra, naturale e artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personaggio cinematografico che l\u2019artista predilige come oggetto di studio \u00e8 quello del soldato, icona presente in cos\u00ec numerose rappresentazioni novecentesche da definire lo stereotipo per la societ\u00e0 patriarcale: forte, virile, coraggiosa, risoluta. Attualmente l\u2019artista sta lavorando, per la Biennale di Malta, alla performance <em>Afelio<\/em> (2023), che riprende la ritualit\u00e0 del cambio della guardia all\u2019Arlington National Cemetery in Virginia (USA). Sottolineando la sua pregnante, quanto problematica, componente di sacralizzazione verso l\u2019arma da fuoco \u2013 cos\u00ec contestata negli Stati Uniti \u2013 la performance si trasforma in una critica pi\u00f9 universale alla facilit\u00e0 con cui l\u2019uomo giustifica l\u2019uso della violenza e la guerra. In questo, il linguaggio performativo dell\u2019artista riecheggia sapientemente la propaganda militaristica di stampo cinematografico della prima e soprattutto della seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, in alcune sue opere, i singoli nuclei tematici faticano a emergere, questo \u00e8 forse indice che alcuni passaggi concettuali non appaiano del tutto a fuoco; De Megni limita il campo d\u2019azione a un singolo soggetto, mostrando a volte le lacune di una ricerca ancora in atto, seppur estremamente vitale. L\u2019artista afferma infatti di essere arrivata a un punto di esaurimento, che la porter\u00e0 ad affrontare nuovi soggetti nel prossimo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riuscendo per\u00f2 a mettere in luce le contraddizioni della cultura occidentale, il lavoro di De Megni mostra come i nostri valori siano fondati sulla pura narrativa e in quanto tali pi\u00f9 fluidi e dinamici di quanto si possa pensare. Ci sono pochi altri artisti e artiste che prendono in pugno l&#8217;eredit\u00e0 di Foucault in modo cos\u00ec diretto oggi, ed \u00e8 ancor pi\u00f9 rara una sintesi cos\u00ec efficace tra contenuto, di interesse filosofico e sociale, e resa formale, che si uniscono in opere che danno luogo a risvolti piuttosto interessanti nel dibattito contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37439\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1_GDeMegni_foto-Lorenzo-Basili.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Lorenzo Basili<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37441\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_GDeMegni_foto-Tiziano-Ercoli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Tiziano Ercoli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Margherita Ligure 1993Vive e lavora a Roma e a PortofinoStudio visit di Davide Lunerti7 marzo 2024 Dall\u2019analisi del precedente studio visit di Paola Nicolin emerge il talento promettente di un\u2019artista giovane, capace di misurarsi con una pratica scultorea e video finemente elaborata, dimostrandosi al contempo all\u2019altezza dei temi di grande importanza di cui tratta: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37443,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-37437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37437\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}