{"id":37402,"date":"2024-03-05T08:50:00","date_gmt":"2024-03-05T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37402"},"modified":"2024-03-05T08:32:40","modified_gmt":"2024-03-05T07:32:40","slug":"campostabile-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/campostabile-2\/","title":{"rendered":"Campostabile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Campo, Alcamo 1987; Lorena Stabile, Alcamo 1989<br>Vivono e lavorano ad Alcamo<br>Studio visit di Marcello Francolini<br>5 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incontriamo nuovamente il duo Campostabile, Mario e Lorena, nella loro casa-studio, attraverso la loro cooperazione-convivenza. \u00c8 in tal modo che la loro ricerca, tiene insieme la realt\u00e0 dell\u2019arte e la realit\u00e0 quotidiana: l\u2019amore. In ci\u00f2 il loro stare insieme si completa come universo autosufficiente e co-organizzato, entro cui \u00e8 possibile osservare il loro lavoro esplicarsi attraverso un processo completo dall\u2019idea all\u2019installazione. Un processo che, come ha ben evidenziato Daniela Bigi nel loro primo studio visit, viene fuori come summa di due ambiti contigui, micro e macro, da cui in ultimo, l\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che collega il loro lavoro in senso generale a quello di altri artisti che pian piano compongono il materiale di <em>Panorama<\/em> (intendendo tutti gli artisti visitati fin qui), \u00e8 questa loro progettualit\u00e0 espansa che tiene insieme antichi processi di imprimitura, calco, cucito e nuove procedure come la stampa 3D e la manipolazione di gomme e polimeri. Ma la \u2018forma\u2019 finale, il modo in cui conducono questa progettualit\u00e0 espansa, \u00e8 ci\u00f2 che ritengo pi\u00f9 significativo, in questo momento della storia dell\u2019arte. Ovvero una forma che promana da quel vibrante spirito della geometria mediterranea, come la chiam\u00f2 uno dei primi teorici dell\u2019astrazione moderna (Carlo Belli, <em>KN<\/em>, 1935). Potrei pensare che nel loro lavoro si parli di forma in senso generale, la forma in s\u00e9, come struttura inevitabile di ogni cosa e non come forma di qualcosa o forma rispetto a qualcosa. Pensiero per niente estraneo al terreno culturale della Sicilia occidentale, intrisa da subito di islamismo e bizantinismo. Da Palermo a Marsala la teologia orientale aveva gi\u00e0 inteso la \u2018forma delle forme\u2019, come lo Spirito Santo, rinominandolo Spirito di Bellezza (Pavel N. Evdokimov, 2017). Una bellezza che \u00e8 dunque armonia, ma siccome l\u2019armonia non \u00e8 nella forma apparente ma nelle relazioni tra le forme, diventa linguaggio, ovvero il modo attraverso cui traduciamo in \u2018forma\u2019 le cose. In tal senso le opere di Campostabile potrebbero essere intese come sorta di icone, qualcosa di approntato non tanto all\u2019emozione \u2500 da intendersi come riconoscimento formale nel reale \u2500 ma come propensione mistica, partecipazione totale all\u2019alterit\u00e0. Vorrei qui chiarire che Campostabile non mi ha parlato di tradizione dell\u2019icona, ma vorrei ribadire che l\u2019opera, se \u00e8 tale, non contiene solo il \u2018dire\u2019 dell\u2019artista, anzi il suo \u2018detto\u2019 retrocede nel \u2018potersidire\u2019 dello spettatore, un\u2019opera aperta. In ci\u00f2 vi \u00e8 l\u2019apertura tutta contemporanea di questi lavori, alla luce per\u00f2 di una critica che si voglia rinvigorire con la toponomastica, la mitologia, cos\u00ec come con l\u2019archeologia o la biologia. Sappiamo ormai che la cultura penetra l\u2019essere nella sua genetica fino a modificarne il DNA. Allora ancora di pi\u00f9, per espandere lo sguardo critico e di caratterizzare i nostri artisti in un\u2019epoca postmoderna, \u00e8 necessario quanto pi\u00f9 \u2018glocalizzare\u2019 lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A riguardarle, le loro opere \u2500 <em>Mercatorum <\/em>(2022), <em>Allunga il passo <\/em>(2021), <em>Pool <\/em>(2019) \u2500 si sviluppano nell\u2019ambiente ma, al tempo stesso, lo negano come materialit\u00e0 concreta. L\u2019architettura di pareti-tessuto ridefinisce lo spazio come un ambiente mentale, perimetrando una sorta di zona sacra, che sembra pi\u00f9 accessibile dal lato percettivo che esperenziale. Cos\u00ec essi definiscono la possibilit\u00e0 di un\u2019opera ambientale-non ambientale, un\u2019icona-ambiente. In tal senso, la ricerca di Campostabile aprirebbe a connessioni iconografiche con artisti contemporanei che condividono lo stesso bagaglio mnemonico sulla congiunzione ideale tra il bacino del Mediterraneo e il Medioriente, dandoci cos\u00ec occasione, attraverso la storia dell\u2019arte, di riscoprirci nelle differenze e cos\u00ec, forse, ricucire gli strappi della politica mondiale con i rammendi della cultura, tra comunit\u00e0. Questo \u00e8 un <em>plus<\/em> che dovr\u00e0 a mio avviso essere perseguito con maggiore consapevolezza da Campostabile, una qualit\u00e0 che potrebbe farli affacciare con maggiore facilit\u00e0 in mercati e culture d\u2019oltre mare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37404\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_Campostabile.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37406\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_Campostabile.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Campo, Alcamo 1987; Lorena Stabile, Alcamo 1989Vivono e lavorano ad AlcamoStudio visit di Marcello Francolini5 marzo 2024 Incontriamo nuovamente il duo Campostabile, Mario e Lorena, nella loro casa-studio, attraverso la loro cooperazione-convivenza. \u00c8 in tal modo che la loro ricerca, tiene insieme la realt\u00e0 dell\u2019arte e la realit\u00e0 quotidiana: l\u2019amore. 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