{"id":37294,"date":"2024-03-03T09:17:31","date_gmt":"2024-03-03T08:17:31","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37294"},"modified":"2024-03-03T09:17:35","modified_gmt":"2024-03-03T08:17:35","slug":"eva-frapiccini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/eva-frapiccini-2\/","title":{"rendered":"Eva Frapiccini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recanati 1978<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit di Stefano Coletto<br>2 marzo 2024<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il precedente studio visit di Marco Trulli su Eva Frapiccini racconta il lavoro di un artista che mi ha sempre incuriosito: partire dalla fotografia, dalla formazione nell\u2019ambito del fotoreportage, per arrivare a dare voce, letteralmente, ai sogni. Cosa \u00e8 successo in mezzo? Prendiamo una pubblicazione monografica dedicata al suo lavoro. In copertina, Eva Frapiccini, <em>Dreams Archive, Reader<\/em>, una raccolta di saggi; quarta di copertina, girando il volume, Eva Frapiccini,<em> Dreams Archive, Research in Practice<\/em>, ovveroi progetti artistici come ricerche. Ma qual \u00e8 la vera copertina? Il video-incontro con Eva \u00e8 un po\u2019 come questa splendida pubblicazione, curata da Cristina Cobianchi, prodotta da AlbumArte e presentata a ottobre 2023 presso lo studio bruno di Venezia, che ne ha curato il design. Cominci a riflettere sull\u2019immaginario contemporaneo e poi ti ritrovi in un progetto-scatola che apre un comodino; chiudi un cassetto e arrivi a interrogare lo spazio pubblico. Ecco, ogni display \u00e8 un modo di andare incontro allo spettatore che si deve incontrare: girare il libro. Rapidamente percorriamo alcune tappe biografiche: da Recanati, alla vitalit\u00e0 della Bologna colta e sperimentale, alla freddezza di Torino. Qui, con borsa di studio allo IED &#8211; Istituto Europeo di Design, Eva elabora il progetto sugli anni di Piombo. Quindi l\u2019avvicinamento come tutor alla Fondazione per la Fotografia a Modena e il dottorato all\u2019estero, a Leeds. E ogni volta i contesti, la costellazione di riferimenti e il ritornare sulla necessit\u00e0 di un rigore nel metodo di analisi dei materiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVenezia \u2500 mi dice \u2500, non ho ancora visto la mostra di Joan Fontcuberta a Palazzo Fortuny\u00bb. Ecco, ti vengono in mente i temi della fotografia dopo la fotografia, di come abitiamo le immagini nell\u2019epoca social. A Brera insegna una visione critica delle immagini. Invita David Horvitz, fotografo, che partendo da riflessioni concettuali interroga mail art, estetica dei meme e del performativo digitale o Elisa Sighicelli, che lavora sullo sguardo tattile. Mi parla di un dialogo con Anri Sala sui lavori dedicati agli anni di Piombo, degli interessi per la memoria e le neuroscienze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alludo a un possibile collegamento tra l\u2019archiviazione dei sogni e l\u2019archiviazione dei battiti del cuore di Christian Boltanski. Riflettiamo su questo straordinario artista: l\u2019appropriazione, l\u2019interrogazione della morte, l\u2019archiviazione come costruzione di un reliquario. Eppure, la restituzione del racconto dei sogni, dopo un periodo stabilito contrattualmente, distingue il lavoro di Eva dalla poetica conservazione oltre la Storia di Boltanski. Sono importanti le relazioni \u00abSiamo questa generazione del link\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec la sua ricerca \u00e8 sempre tesa a trattenere tempo e memoria l\u00ec dove il \u2018furore delle immagini\u2019 produce <em>overwhelming<\/em> per le nostre sinapsi, disumanizzandoci. Alcuni artisti della generazione di Eva lavorano sulle immagini digitali, muovendosi con la flessibilit\u00e0 di un editor ma lei, nei suoi progetti, si sente testimone di qualcosa di pi\u00f9 profondo che ci connette, coinvolgendoci. Cos\u00ec le opere e le installazioni si smontano, si inscatolano in modo pratico ed essenziale; gli speaker, le registrazioni, i documenti, una tenda, le cartoline, le opere devono essere accessibili, come fossero il kit di un poeta che bussa alla nostra porta. Usa quindi questo verbo con una sfumatura etica \u00abTraghettare verso qualcuno\u2026\u00bb. E citiamo il lavoro <em>Il pensiero che non diventa azione avvelena l\u2019anima<\/em>, sul movimento antimafia degli anni Ottanta e Novanta, oppure, ripenso alle fotografie in piazza Verdi a Bologna nel 2011. Mentre Eva generosamente articola i suoi pensieri, continuo a fissare una piccola immagine dietro di lei, una mano aperta (la sua, mi dice) e un dito, l\u2019anulare, folgorato da una luce che illumina la pelle quasi attraversandola: il dito della creativit\u00e0, meno curvo di quelli vicini, che simboleggiano l\u2019identit\u00e0, la razionalit\u00e0 ecc. L\u2019immagine viene dal progetto del 2015 <em>Selecting Memory Selective Amnesia<\/em>, presentato alla galleria Peola-Simondi. Del 2023 la mostra <em>Forget\/Fullness<\/em>, nella stessa galleria, con immagini stampate da pellicola, ottenute in analogico, che fissano le mutazioni di lame di luce di un muro. <em>L\u2019avventura di un fotografo<\/em>, scritto da Calvino come documento di partenza per tematizzare il progetto. Visioni periferiche, laterali&#8230; Cosa possiamo ancora fotografare se tutto \u00e8 nel <em>cloud<\/em>? Cosa ci \u00e8 concesso di dimenticare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, la ricerca concettuale e teorica, l\u2019approfondimento culturale sul materiale del proprio lavoro possono diventare un ostacolo, come se si chiedesse all\u2019osservatore di saper guardare e saper leggere con una intensit\u00e0 che pu\u00f2 non coincidere con la complementarit\u00e0 della percezione, o pi\u00f9 semplicemente con l\u2019intensit\u00e0 di un lavoro. \u00abSono un\u2019artista di nicchia\u00bb, mi dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, quando afferma che le piacciono le parti sporche, i resti di ci\u00f2 che rimane dopo il nostro viaggio negli immaginari pi\u00f9 o meno virtuali, avverti che siamo all\u2019interno di un\u2019estetica del presente, da cui non si pu\u00f2 prescindere.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37313\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2_EFrapiccini_foto-Beppe-Giardino.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Beppe Giardino<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37315\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3_EFrapiccini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recanati 1978Vive e lavora a TorinoStudio visit di Stefano Coletto2 marzo 2024 Il precedente studio visit di Marco Trulli su Eva Frapiccini racconta il lavoro di un artista che mi ha sempre incuriosito: partire dalla fotografia, dalla formazione nell\u2019ambito del fotoreportage, per arrivare a dare voce, letteralmente, ai sogni. Cosa \u00e8 successo in mezzo? Prendiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37317,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-37294","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37294\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}