{"id":37241,"date":"2024-02-27T08:50:00","date_gmt":"2024-02-27T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37241"},"modified":"2024-02-26T16:36:03","modified_gmt":"2024-02-26T15:36:03","slug":"francesca-grilli-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/francesca-grilli-2\/","title":{"rendered":"Francesca Grilli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bologna 1978<br>Vive e lavora a Bruxelles<br>Studio visit di Angel Moya Garcia<br>27 febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lunga conoscenza della ricerca di Francesca Grilli, i vari confronti nel corso degli anni e le diverse volte che ho visto un suo lavoro in una mostra o una sua performance in un festival, mi portano a tornare da lei dopo aver letto il precedente studio visit realizzato da Marco Scotti. Mi interessava sapere come si era sviluppata la sua ricerca, conoscere i lavori o i progetti pi\u00f9 recenti a cui stava lavorando e, soprattutto, approfondire se l\u2019urgenza che li accomunava si era modificata o sviluppata ulteriormente rispetto all\u2019ultima volta in cui avevamo parlato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua ricerca indaga in modo ossessivo l\u2019ambito del tempo nelle sue molteplici implicazioni, attraverso un lavoro prevalentemente performativo ma che si avvale anche di installazioni e video, e prende le mosse da elementi privati e personali per proiettarsi verso una dimensione pubblica. La sua sfera intima si configura come uno specchio in cui riflettersi, mentre la proiezione verso l\u2019esterno diventa a sua volta specchio della comunit\u00e0 a cui si sta rivolgendo, creando dispositivi di rifrazione per indagare come identit\u00e0 e alterit\u00e0 siano inevitabilmente intrecciate. Lo studio dell\u2019altro, delle differenze rappresentate nei vari soggetti che raccontano problematiche personali, la dimensione dell\u2019ascolto, la collegano ad artiste come Valentina Vetturi, in ambito italiano, o ad alcuni lavori di Ula Sickle, in ambito internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sua produzione, il tempo biologico, quello narrativo e il tempo che stiamo vivendo, il rapporto tra le generazioni e la voce come strumento di comunicazione, permeano un lavoro che si formalizza attraverso ricerche su tematiche politiche, sociali o poetiche che ritornano a distanza di anni, si aggiornano e si attualizzano in funzione di come cambia il contesto di destinazione o in relazione ai soggetti che ne fruiscono. Questo particolare interesse per il tempo deriva sicuramente dalla sua formazione e dalla sua passione per il cinema che, nel corso degli anni, si \u00e8 affinata intrecciando aspetti istintivi e ricerche filosofiche e letterarie pi\u00f9 approfondite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grilli ha appena portato a termine la performance <em>Record<\/em>,sulla solitudine e sull\u2019isolamento, ispirata ai dialoghi con un ragazzo hikikomori conosciuto nel momento in cui lui voleva tornare ad affacciarsi al mondo. Una serie di incontri online insieme al suo psicologo e mesi di dialoghi e racconti sul disagio e sulla pressione di sostenere di nuovo la vita sociale hanno avuto come esito una performance in cui un coro, formato da ragazzi e ragazze di et\u00e0 compresa tra i 18 e 25 anni, canta le memorie di quelle conversazioni. Il risultato \u00e8 perturbante e magnetico, ansiogeno e liberatorio. In contemporanea sta chiudendo <em>Family<\/em>, una performance al National Museum di Oslo sul concetto di famiglia. Superando la necessit\u00e0 dei legami di sangue, la performance \u00e8 rivolta a una comunit\u00e0, un clan, una trib\u00f9 o a qualunque gruppo che si consideri \u2018famiglia\u2019 e che sia composto da persone di generazioni diverse. Anche in questo caso, il risultato \u00e8 una performance vocale di persone che cantano ci\u00f2 che amano in quel momento, creando un\u2019atmosfera intima, condivisa, e abitando il museo, percorrendolo, per fare delle varie sale la propria casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli aspetti che potrebbero rappresentare una criticit\u00e0 nel suo lavoro \u00e8 l\u2019uso ricorrente della voce a prescindere dal tema trattato, che rischia di indurre nel pubblico meno attento un senso di omologazione o di apparente somiglianza tra le varie performance pi\u00f9 recenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, seppur in tutta la sua ricerca l\u2019elemento sonoro diventi lo strumento pi\u00f9 efficace per comunicare direttamente con l\u2019inconscio personale e collettivo, grazie alla collaborazione con la poetessa Azzurra D\u2019Agostino e con la maestra di canto Alessandra Bordiga, la sovrapposizione di voci, il canto corale, la dimensione comunitaria, l\u2019inclusivit\u00e0 e il rispetto per la differenza si diramano in atmosfere, suggerimenti o contesti acustici completamenti diversi tra loro, che incidono di volta in volta sulla capacit\u00e0 dello spettatore di ascoltare e di rispecchiarsi, a sua volta, in ci\u00f2 che sente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_FGrilli_foto-Karolien-Chromiak.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"695\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_FGrilli_foto-Karolien-Chromiak-1024x695.jpg\" alt=\"\" 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