{"id":37028,"date":"2024-02-16T08:50:00","date_gmt":"2024-02-16T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37028"},"modified":"2024-02-13T16:31:17","modified_gmt":"2024-02-13T15:31:17","slug":"andrea-mastrovito-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/andrea-mastrovito-2\/","title":{"rendered":"Andrea Mastrovito"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bergamo 1978<br>Vive e lavora a New York e a Bergamo<br>Studio visit di Elisa Carollo<br>16 febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andrea Mastrovito \u00e8 un artista italiano che ha posto il disegno al centro della sua pratica, trasformandolo in uno strumento per mappare la contemporaneit\u00e0 e le storie che l\u2019attraversano. Il disegno viene usato da Mastrovito per delineare i confini tra tempo e spazio, realt\u00e0 e finzione, traducendo, fra i vari supporti che possono ospitarlo, una osservazione al contempo critica ed empatica del reale. Come descritto nel precedente studio visit a cura di Lara Demori, Mastrovito fa propria la lezione di Vasari e usa il disegno come <em>logos <\/em>universale, tramite il segno grafico che registra gli eventi e li interseca con narrazioni da altri spazi e luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei quindi concentrarmi su alcuni dei pi\u00f9 recenti progetti in cui l\u2019artista ha applicato questo strumento di lettura della realt\u00e0 e su alcune delle consapevolezze del suo utilizzo che lui stesso ammette di aver sviluppato pi\u00f9 di recente. L\u2019uso del disegno come strumento di comprensione, misurazione e interrogazione del reale, talvolta, avvicina Mastrovito ad altri artisti internazionali, come il collega messicano Jorge M\u00e9ndez Blake, la cui arte si connette similmente all\u2019architettura, alla societ\u00e0, alla letteratura e ad altri sistemi di narrazione condivisa. Al contempo, Mastrovito mantiene per\u00f2 una singolare attenzione al quotidiano, muovendosi agilmente tra contenuti filosofici e teologici alti, proponendosi, tuttavia, anche come traduttore di eventi umili, sulla base di una piena fiducia nelle possibilit\u00e0 del segno manuale sopra altre possibilit\u00e0 documentative dei nuovi media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Mastrovito confessa, il progetto realizzato nel 2022 durante la residenza al Proa51 di Buenos Aires (quindici metri di disegni fra calchi di oggetti di scarto e una rappresentazione metaforica dei sottoboschi della citt\u00e0), gli ha permesso di prendere consapevolezza del disegno come strumento di conoscenza, che procede tramite la ripresentazione\/riscrittura del reale, e permette cos\u00ec di passare dall\u2019osservazione all\u2019analisi di quanto ci circonda e delle narrazioni attraverso altri mezzi linguistici e di espressione a disposizione dell\u2019uomo. La stratificazione di narrazioni che l\u2019artista realizza nei suoi <em>frottages<\/em>, ha appunto lo scopo di dimostrare questa multidimensionalit\u00e0 fra il racconto che facciamo del reale e la sua inevitabile lettura plurale, delle inevitabili dialettiche e delle antinomie che si possono creare tra queste. Un esempio recente \u00e8 l\u2019opera esposta al Mart di Rovereto: una testimonianza drammatica della complessit\u00e0 del tempo che stiamo vivendo, dove l\u2019artista ha sovrapposto alla <em>Melancholia <\/em>di D\u00fcrer, la riproduzione di una foto in cui una donna incinta viene soccorsa durante il primo giorno di bombardamenti in Ucraina. Talvolta i lavori di Mastrovito si fanno pi\u00f9 narrativi e diretti, come nel caso delle recenti commissioni per edifici religiosi, ultima delle quali quella di Tortona, che racconta la figura di Don Orione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento del nostro incontro, Mastrovito stava per installare un nuovo, ampio lavoro, una rappresentazione metaforica della storia dell\u2019Armenia, che anticipa la sua personale in una galleria di Ginevra. Per questa nuova mostra concepir\u00e0 anche un\u2019ampia installazione di alberi, una foresta di narrazioni su <em>frottage<\/em> da attraversare. Come l\u2019artista stesso osserva, nell\u2019ultimo periodo le sue opere si sono sempre pi\u00f9 mosse a rappresentare immagini di salvezza, una possibilit\u00e0 di rigenerazione nonostante la fragilit\u00e0 di questo momento storico, sociale, geopolitico e umano. Anche la sofferenza \u00e8 cos\u00ec rappresentata come possibilit\u00e0 di consapevolezza e conoscenza della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pratica di Mastrovito rischia di apparire, talvolta, incoerente e frammentaria per l\u2019eclettica scelta di contenuti e di narrazioni e per la variet\u00e0 dei <em>media<\/em> utilizzati, mancando di quella cifra distintiva che talvolta il sistema dell\u2019arte, e soprattutto il suo mercato, richiede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 proprio questa multidimensionalit\u00e0 e capacit\u00e0 di destreggiarsi fra vari materiali e saperi artigianali che l\u2019artista \u00e8 in grado di muoversi agilmente fra sfera pubblica e privata e arrivare con le sue opere anche a pubblici al di fuori del sistema dell\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore dell\u2019opera di Mastrovito risiede in questa capacit\u00e0 di usare l\u2019universalit\u00e0 del disegno come strumento di coscienza storica, tramite la creazione di narrazioni visive comprensibili a pubblici diversi. In maniera simile alle opere che fin dal principio hanno ornato le chiese, i suoi disegni permettono di trasmettere universalmente narrazioni e valori aldil\u00e0 di qualunque codice linguistico, alfabeto e capacit\u00e0 di lettura del medesimo. Come ampiamente dimostrato dall\u2019iniziativa della <em>Drawing Hall<\/em> a Bergamo e dalla pubblicazione monografica <em>Drawing To Know<\/em>, il disegno di Mastrovito \u00e8 sempre pi\u00f9 strumento di conoscenza umana, e condivisione della medesima.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37030\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_AndreaMastrovito.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37032\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito-819x1024.jpg 819w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito-240x300.jpg 240w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito-768x960.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_AndreaMastrovito.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergamo 1978Vive e lavora a New York e a BergamoStudio visit di Elisa Carollo16 febbraio 2024 Andrea Mastrovito \u00e8 un artista italiano che ha posto il disegno al centro della sua pratica, trasformandolo in uno strumento per mappare la contemporaneit\u00e0 e le storie che l\u2019attraversano. 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