{"id":37018,"date":"2024-02-15T08:50:00","date_gmt":"2024-02-15T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37018"},"modified":"2024-02-13T16:26:54","modified_gmt":"2024-02-13T15:26:54","slug":"vincenzo-schillaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/vincenzo-schillaci\/","title":{"rendered":"Vincenzo Schillaci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Palermo 1984<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Nicolas Martino<br>15 febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vincenzo Schillaci \u00e8 un pittore, nato e cresciuto a Palermo, ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti nel momento in cui il capoluogo siciliano conosceva, dal punto di vista artistico, un momento particolarmente fertile con la cosiddetta Scuola di Palermo, la presenza \u2018didattica\u2019 di Marco Cingolani e l\u2019attivit\u00e0 pionieristica del gallerista Francesco Pantaleone, tutti elementi che hanno contribuito fortemente a un \u2018momento\u2019 palermitano dell\u2019arte italiana. Eppure, nel suo lavoro, non sono presenti influenze dirette di quella scuola se non per la scelta della pittura. Voglio dire che \u00e8 probabilmente per \u2018quella\u2019 Palermo che Schillaci oggi \u00e8 un pittore, ovvero \u00e8 un artista che ha scelto la pittura non tanto come mezzo ma come fine in s\u00e9 o, forse, \u00e8 stato scelto dalla pittura che lo abita quotidianamente, ma ha comunque sviluppato un lavoro del tutto originale e che non sembra avere, dal punto di vista operativo, un rapporto diretto con quella prima formazione. D\u2019altronde, dopo gli studi ha passato un lungo periodo a Berlino, anche come animatore della scena artistica e culturale, e nella capitale tedesca ha evidentemente assorbito l\u2019eredit\u00e0 del romanticismo pittorico, oltre ad aver stretto un sodalizio con la Galleria Rolando Anselmi che segue costantemente il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pittore, si diceva, per il quale la pittura \u00e8 forma di conoscenza del mondo e che restituisce il fallimento continuo della nostra relazione con l\u2019essere. Oltre i limiti dell\u2019Illuminismo e delle categorie kantiane, l\u2019interesse per la pittura romantica, e per quella di paesaggio in particolare che Schillaci cita nei suoi lavori pi\u00f9 interessanti, nasce evidentemente da questa esigenza di cogliere le idee nello stesso momento in cui matura la consapevolezza di una impossibilit\u00e0. Ogni opera di Schillaci rappresenta, quindi, un fallimento che rimanda alla nostra condizione esistenziale. La sua \u00e8 una pittura quasi monocromatica, realizzata per stratificazioni successive di elementi minerali sulla superficie della tela. Una pittura lenta che si sedimenta per tentativi dando vita a immagini che si sottraggono continuamente al mondo della comunicazione contemporanea. Non \u00e8 quindi una pittura che rappresenta e comunica ma, al contrario, una pittura che esprime senza comunicare, evoca ma non rappresenta nulla se non il tentativo di costruire una dimensione sensibile come ambiente originario nel quale i concetti possono iniziare a formarsi. \u00c8 una pittura difficile quella di Schillaci, che si sottrae e si nasconde. Una pittura che non concede nulla all\u2019occhio \u2018diseducato\u2019 dello spettatore n\u00e9 alla societ\u00e0 ipermediatizzata, costituendosi come estremo atto di resistenza a quel \u2018rumore bianco\u2019 che risulta essere l\u2019unico prodotto del \u2018chiasso\u2019 iconografico contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa attitudine risulta evidente guardando l\u2019ultima produzione presente in studio, ma anche osservando le opere realizzate per la mostra <em>Rising of The Moon<\/em> allestita nel 2020 a Berlino, presso la galleria Anselmi, forse il risultato pi\u00f9 maturo di questo artista, almeno per il momento. Qui, alcuni frammenti dei paesaggi di Caspar David Friedrich venivano estrapolati, ingranditi e rilavorati dando vita a una serie di opere pittorico-materiche di grande suggestione. Quello di Vincenzo Schillaci \u00e8, in conclusione, un lavoro importante nella scena artistica contemporanea, perch\u00e9 nel rinato interesse per la pittura che si registra in questi ultimi anni, si caratterizza per una scelta particolare di rigore e complessit\u00e0 che distingue il suo lavoro da quello di altri suoi colleghi. Lontano sia dalla pittura italiana degli anni Ottanta sia da quella degli anni Novanta, questo artista ha trovato una chiave che risolve l\u2019arte nella superficie del quadro e che, nel tentativo di ripensare una tradizione, ma cercando allo stesso tempo di portarla oltre i suoi limiti, produce una \u2018tensione\u2019 artistica e concettuale che risulta essere il suo tratto pi\u00f9 caratteristico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci troviamo di fronte a una pittura di grande qualit\u00e0, effetto di una quotidiana disciplina artigianale che si trova al cuore della concettualit\u00e0 filosofica. Operazione coraggiosa e ambiziosa quella di Vincenzo Schillaci, oggi artista quarantenne e quindi giovane e allo stesso tempo maturo. Proprio per questo mi chiedo se questa qualit\u00e0 e questa tensione concettuale riusciranno a resistere nel tempo ancora lungo e senz\u2019altro impervio che l\u2019artista si trova davanti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37021\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/b_VincenzoSchillaci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37023\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/c_VincenzoSchillaci.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo 1984Vive e lavora a RomaStudio visit di Nicolas Martino15 febbraio 2024 Vincenzo Schillaci \u00e8 un pittore, nato e cresciuto a Palermo, ha studiato all\u2019Accademia di Belle Arti nel momento in cui il capoluogo siciliano conosceva, dal punto di vista artistico, un momento particolarmente fertile con la cosiddetta Scuola di Palermo, la presenza \u2018didattica\u2019 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":37025,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[340,230],"class_list":["post-37018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37018\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}