{"id":37009,"date":"2024-02-14T08:50:00","date_gmt":"2024-02-14T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=37009"},"modified":"2024-02-13T16:23:03","modified_gmt":"2024-02-13T15:23:03","slug":"silvio-giordano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/silvio-giordano-2\/","title":{"rendered":"Silvio Giordano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potenza 1977<br>Vive e lavora a Potenza<br>Studio visit di Francesco Lucifora<br>14 febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019urgenza della sperimentazione e il radicamento nel territorio sono gli elementi, citati da Chiara Pirozzi, da cui riparto per ritornare sul lavoro di Silvio Giordano. Osservando alcune scene italiane ed europee degli ultimi venti anni, ritrovo nel suo profilo la sintesi di azioni artistiche e culturali specifiche, incarnate da una rete di autori e intellettuali che esprimono scelte radicali in relazione al funzionamento del contemporaneo e all\u2019aspettativa di vedere il proprio lavoro vidimato da altri. Un tempestivo ravvedimento su varie ed eventuali nevrosi da \u00e9lite che, difatti, emergono nei suoi progetti fotografici e installativi. Sembra che Giordano trovi risposte nella salda memoria del villaggio al quale dedica i propri atti, entrando e uscendo da esso. Credo sia una posizione che caratterizza le provenienze dal Sud, una consapevolezza alimentata da obiettivit\u00e0 e distanza dai centri fin troppo mitizzati che, prima dell\u2019arte e del pensiero, spingono verso il fantasma del successo, con rischio latente di egomania e delirio narcisistico. Potenza \u00e8 la citt\u00e0 in cui l\u2019artista sperimenta, la Basilicata \u00e8 il \u2018villaggio globale\u2019 dove mistico, divino e diabolico, tra felicit\u00e0 e sofferenza, lo pongono sempre davanti alla fine come un luogo di rovine dove ritrovare umanit\u00e0 resistente. In una certa misura, l\u2019interesse di Giordano segue le trascorse incursioni di Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson, di Brunello Rondi e dell\u2019antropologo Ernesto De Martino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contaminazione linguistica \u00e8 la chiave della sua poetica, l\u2019ostacolo che per molti artisti \u00e8 rappresentato dal cambio di <em>medium<\/em>, per Giordano \u00e8 prassi vitale di ispirazione. Rintraccio connessioni con la ricerca di stupore del pubblico di fronte all\u2019opera, tipica di Robert Gligorov, a cui si aggiunge autonoma declinazione della dissonanza come nel video <em>Cannibal Holocaust <\/em>(2012), la dimensione della vita e della morte nell\u2019opera <em>MyRoom<\/em> (2012) e l\u2019indagine su incubo, sonno e realt\u00e0 espressa nel film <em>The Prince of Venusia <\/em>(2016). Nel tempo in cui si assiste allo sconvolgimento dei modelli di rappresentazione del corpo nell\u2019arte, l\u2019artista si interroga su tale mutazione, sia essa umana, animale o vegetale. Questa ricerca lo collega all\u2019interesse per mostruosit\u00e0, genetica e ibridazione che hanno segnato i lavori di Hans Bellmer, Damien Hirst, Ron Mueck e Charles Ray connessi, a loro volta, con il post-human di Stelarc, Orlan, Matthew Barney e Nancy Burson.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se prendiamo atto della progressiva assenza del pensiero artistico dentro la sfera politica e culturale, allora la posizione di Silvio Giordano procede all\u2019inverso, perch\u00e9 libera da schemi e sovrastrutture; l\u2019artista crede ferocemente nell\u2019arte come movimentazione di idee, pratiche e visioni che oggi sono lasciate alla comunicazione di massa e agli <em>opinion leaders<\/em> poi trasformatisi in <em>influencers<\/em>. Intuisco che il suo lavoro, sia video che scultoreo, installativo o da tecnologia generativa, prende le distanze dalla recente modalit\u00e0 da <em>cosplayer<\/em> dell\u2019arte contemporanea, sempre pi\u00f9 lontana dalla militanza culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serie <em>War Ruins <\/em>(2024), in corso di produzione, raccoglie opere ibride tra digital photo e A.I. Midjourney V6.0 e rivela il tempismo dell\u2019artista, che non attende di riflettere, a guerra finita, sulle rovine causate dalla guerra. Nello specifico, sono ritratti ravvicinati di soldati, i loro volti sono specchio di quello che producono: ferite, vetri rotti e fratture con un leggero e agghiacciante compiacimento nei confronti di tale disumanizzazione. <em>Spirit <\/em>(2024) muove dall\u2019antico racconto del Munaciello per approdare alla visualizzazione di spiriti di bambini non pi\u00f9 vivi che vagano irrequieti nel mondo, un diretto riferimento all\u2019odierno massacro di innocenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Silvio Giordano si espone al rischio di critiche sull\u2019eccessiva aderenza al contingente, in fondo gli ultimi decenni dell\u2019arte hanno prodotto un\u2019idea statica su quale debba essere la distanza temporale tra pensiero artistico e cose del presente. Un\u2019eccedenza di istinto interventista che necessita di doversi, a volte, difendere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La definizione di \u2018eclettico\u2019 mi fa pensare a una parola depotenziata, quasi fino a diventare un peccato per gran parte della critica d\u2019arte; il lavoro di Silvio Giordano, tuttavia, prende forza da uno sguardo tanto poliedrico quanto inattaccabile, derivazione da quanto gi\u00e0 stato detto da altri artisti, che lui non ha remore a dichiarare e, con pratica disinvolta, cercando modalit\u00e0 differenti di posizionare la scena, considerando squilibri e paradossi per il futuro prossimo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37011\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/2_SGiordano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37013\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/3_SGiordano.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potenza 1977Vive e lavora a PotenzaStudio visit di Francesco Lucifora14 febbraio 2024 L\u2019urgenza della sperimentazione e il radicamento nel territorio sono gli elementi, citati da Chiara Pirozzi, da cui riparto per ritornare sul lavoro di Silvio Giordano. 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