{"id":36718,"date":"2024-02-04T08:50:00","date_gmt":"2024-02-04T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36718"},"modified":"2024-01-30T16:03:01","modified_gmt":"2024-01-30T15:03:01","slug":"paolo-bufalini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/paolo-bufalini-2\/","title":{"rendered":"Paolo Bufalini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1994<br>Vive e lavora a Bologna<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>4 febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gelateria Sogni di Ghiaccio, storico spazio indipendente nel centro a Bologna, accoglie da anni mostre ma anche lo studio di Mattia Paj\u00e9 e, presto, di Paolo Bufalini. La topologia del suo studio si estende alla casa, al magazzino, al computer e a un server esterno, dove da alcuni mesi va accumulandosi il materiale del suo ultimo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spazio fisico \u00e8 per Paolo un luogo dove sperimentare gli allestimenti, formalmente disposti e scenograficamente concepiti nelle sue mostre, come raccontava nel prima studio visit di Marco Scotti, un aspetto che merita di essere approfondito. Le sue personali si colorano spesso di un\u2019atmosfera che dilata il tempo e muta i connotati del luogo: arancione tramonto da Massimo, Milano, marrone fango nella personale da Gelateria, ma anche bianco scientifico de La Rada, Locarno, non a caso una mostra collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sperimentazione della ricerca artistica di Bufalini nasce dall\u2019incontro tra il carattere scientifico e razional-tecnocratico e quello, oggi recessivo eppur presente, di natura mistica, esoterica e magica della vita e dell\u2019esistenza. La vocazione scientifica delle sue opere pu\u00f2 misurarsi a partire dall\u2019attenzione anatomica che ha nei confronti delle ossa, che dispone con seriet\u00e0 e ironia: teschi, mandibole e denti nascosti in contesti estranei, come la scatola di un puzzle. La distruzione o il disfacimento di questi oggetti rivela il richiamo verso il senso di caducit\u00e0 della vita, il classicheggiante <em>memento mori<\/em>. <em>Y<\/em> \u00e8, invece, una serie di sculture in vetro borosilicato contenenti acido idrocloridrico, capace di sciogliere, nell\u2019arco di alcuni mesi, un dente da latte presente sul fondo dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019estremo (apparentemente) opposto, si manifestano, invece, la curiosit\u00e0 e il fascino per l\u2019esplorazione della divinazione. Sfere di cristallo catalizzano l\u2019attenzione del visitatore nella mostra <em>Eve<\/em>, dove sostano poggiate in equilibrio su una sella o, in <em>Untitled<\/em>, nascoste dentro magli d\u2019acciaio, mentre l\u2019azione propriamente interpretativa della divinazione emerge dalle sculture esposte nella mostra <em>Beloved<\/em>. Nella tradizione della cosiddetta \u2018molibdomanzia\u2019 del centro-est Europa, immergendo stagno fuso nell\u2019acqua fredda, emergono forme che assumono significati interpretabili, una pratica diffusa alla fine dell\u2019anno per l\u2019anno nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due interessi sono, negli allestimenti di Paolo Bufalini, due facce della stessa medaglia. Dove la caducit\u00e0 dell\u2019esistenza apre a una concezione della vita che da tecnocratica diventa mistero inconoscibile, la divinazione \u00e8 una chiave per cogliere il tratto di questa unione in una visione al tempo sospesa, enigmatica, ma anche composta, rassegnata e rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mostre aprono su un angolo del pensiero dove il tempo si ferma, sospeso, disperdendosi tra elementi di archeologia del futuro e di un presente inattuale. Come un insieme di oggetti da decifrare, Bufalini crea intuitivamente immagini mentali che nella mostra trovano organicit\u00e0, tra l\u2019onirico e l\u2019escatologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo \u00e8 l\u2019elemento principale del progetto a cui l\u2019artista sta lavorando in questo momento, in relazione alla memoria e all\u2019AI. In queste ultime settimane ha scansionato migliaia di fotografie di famiglia per darle in pasto a modelli generativi di intelligenza artificiale, un processo chiamato <em>fine tuning<\/em>, che permette di ricreare volti e situazioni mai esistite. Il progetto non solo riflette sulle potenzialit\u00e0 dei software che abbiamo recentemente iniziato a scoprire, ma anche sulla costruzione di una storia, un\u2019identit\u00e0 che si fonda sul passato, nonch\u00e9 sulla possibilit\u00e0 di modificarlo dal futuro. Nuovi album di famiglia riscriveranno la memoria visiva personale. E tra i lavori pi\u00f9 recenti dell\u2019artista si nota una riscoperta degli episodi autobiografici. Un interesse verso la propria storia, che si dissocia dalle mostre passate, pur non rappresentando un vero e proprio capitolo della sua ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parlando insieme del rapporto tra arte e altre discipline creative, Paolo ha sottolineato un aspetto interessante, ovvero che nella scrittura, nel cinema e nella musica gli autori si esprimono principalmente attraverso storie e narrazioni personali, mentre nell\u2019arte questo certamente \u00e8 presente, ma spesso non \u00e8 benvenuto, come se avesse scarso valore universale o insufficiente dignit\u00e0 artistica. Nella sua scelta autobiografica, peraltro approfondita nel progetto raccontato poco sopra, ci sono una consapevolezza e una sperimentazione che mi erano inizialmente sfuggite, probabilmente pi\u00f9 mature rispetto alle mostre che hanno fatto conoscere il suo lavoro in Italia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36736\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini-684x1024.jpg 684w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini-768x1150.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini-1026x1536.jpg 1026w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_PaoloBufalini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36738\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini-684x1024.jpg 684w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini-200x300.jpg 200w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini-768x1150.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini-1026x1536.jpg 1026w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_PaoloBufalini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1994Vive e lavora a BolognaStudio visit di Edoardo De Cobelli4 febbraio 2024 Gelateria Sogni di Ghiaccio, storico spazio indipendente nel centro a Bologna, accoglie da anni mostre ma anche lo studio di Mattia Paj\u00e9 e, presto, di Paolo Bufalini. 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