{"id":36593,"date":"2024-01-27T08:50:00","date_gmt":"2024-01-27T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36593"},"modified":"2024-01-24T09:39:20","modified_gmt":"2024-01-24T08:39:20","slug":"loredana-longo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/loredana-longo-2\/","title":{"rendered":"Loredana Longo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Catania 1967<br>Vive e lavora a Milano<br>27 gennaio 2024<br>Studio visit di Francesca Guerisoli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il lockdown del 2020 avevo scelto di accostare l\u2019immagine di una <em>Esplosione<\/em> di Loredana Longo a un articolo per \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb (<em>Explosion#15 Wedding Feast<\/em>, 2007, Drodesera Fies, Trento). Tra le sue opere, precedentemente, era stata <em>V for Victory <\/em>(2018) a colpirmi. L\u2019installazione, composta da centinaia di pezzi di vetro di bottiglia che riproducono il titolo a caratteri cubitali, si caratterizza per la sua minacciosa vitalit\u00e0. La scelta di occuparmi del lavoro dell\u2019artista viene dalla curiosit\u00e0 di riflettere ulteriormente sulla sua pratica, ben descritta da Lorenzo Madaro nel corso del primo studio visit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019arte di Loredana Longo leggo diversi echi internazionali e richiami a pratiche in uso a partire dalla fine degli anni Sessanta. Per prima cosa, \u00e8 intrisa di forme ed estetiche femministe che attraversano i decenni. Riscontro attitudini tipiche di artiste dell\u2019America Latina, come ad esempio Regina Jos\u00e9 Galindo, ma anche pratiche accostabili ad artiste quali Gina Pane, Marina Abramovic a Yoko Ono. Come diverse artiste femministe, mette a nudo il proprio corpo, che agisce direttamente la performance come atto di emancipazione. Un corpo che compie azioni in diversi casi auto-offensive. La serie dei <em>Carpets<\/em> evoca, invece, i lavori di Barbara Kruger nell\u2019atto affermativo e iconico delle frasi utilizzate, immagini nette, che si fanno manifesto. Le <em>Explosions<\/em> richiamano Roman Signer, il cui pensiero coincide con quello di Longo, sebbene non vi sia ironia nelle sue opere: \u00abesplosione non significa distruzione, ma trasformazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come performer, negli anni ha portato avanti un metodo che contraddistingue le sue azioni. Alla base di ogni performance sta la costruzione di un ambiente, una scenografia sulla quale interviene e tramuta in installazione (sbatte contro una parete di pelle lesionandola, si getta ripetutamente su un <em>guardrail<\/em> modificandolo con il proprio corpo; fa esplodere oggetti). A queste azioni segue sempre la ricostruzione delle opere e, infine, il video che le documenta. Non si lascia condizionare da facili pregiudizi e accetta di buon grado le collaborazioni con il design e la moda. Fresca la sua collaborazione con Seletti \u2013 il marchio italiano che collabora con \u00abToilet Paper\u00bb e Codalunga \u2013, che sta producendo tappeti di dimensioni 120&#215;80 cm. I <em>Carpets<\/em> commercializzati dalla sua storica galleria, Francesco Pantaleone, sono invece realizzati a mano dall\u2019artista, che si serve di mascherine di metallo con cui crea la sagoma di ogni singola lettera che si forma dalla carbonizzazione del tessile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Artista poliedrica nell\u2019utilizzo dei materiali, che approccia con modalit\u00e0 artigianali collaudate e sperimentali, nella sua casa-studio attualmente sta lavorando a diverse opere, che sono capitoli nuovi di filoni che percorre da tempo. Sta sperimentando la resistenza all\u2019ossidazione della colatura di cemento e vernice sulle sue classiche tele intagliate. Su uno dei banconi \u00e8 posta una piastrella di cemento che si innalza su un fusto di calice di vetro, evidenziando il fragile equilibrio nell\u2019accostamento dei due materiali. Questo oggetto \u00e8 pensato come un elemento tra tanti che, accostati, costituiranno un pavimento precario sul quale l\u2019artista immagina di compiere una camminata, consapevole che l\u2019azione porter\u00e0 alla rottura di un cospicuo numero di elementi. Infine, mi mostra il domino che sta realizzando con sue lunghe ciocche di capelli che raccoglie da ventidue anni e che, quando terminato, indosser\u00e0 facendone l\u2019elemento cardine di una performance.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una critica che \u00e8 stata mossa all\u2019artista \u00e8 il deterioramento a cui alcune sue serie di opere \u2013 in particolare i <em>Carpets<\/em> \u2013 sono soggette. Per Loredana Longo, si tratta di opere da utilizzare: non arazzi da appendere alle pareti, ma tappeti veri e propri. I tappeti, ma anche le sottilissime ceramiche ricomposte dopo un\u2019esplosione, sono dunque destinati a rovinarsi nel tempo. L\u2019opera non \u00e8 stabile, ma questo \u00e8 un elemento costitutivo della sua poetica. Perci\u00f2, se si intende vivere l\u2019opera cos\u00ec come pensata dall\u2019artista, ne va accettata la sua modificazione nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo elemento \u00e8, a mio avviso, un punto di forza del suo lavoro. La dimensione concettuale di Loredana Longo si esprime anche dopo la cessione dell\u2019opera. L\u2019oggetto \u00e8 dunque esso stesso performativo: esiste nel qui e ora e i performer sono i suoi stessi utilizzatori. In un mercato che domanda cose eterne, questa dimensione denota una certa dose di audacia nel creare oggetti e installazioni che vanno dispersi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36595\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_LoredanaLongo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36597\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo-225x300.jpg 225w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_LoredanaLongo.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catania 1967Vive e lavora a Milano27 gennaio 2024Studio visit di Francesca Guerisoli Durante il lockdown del 2020 avevo scelto di accostare l\u2019immagine di una Esplosione di Loredana Longo a un articolo per \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb (Explosion#15 Wedding Feast, 2007, Drodesera Fies, Trento). 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