{"id":36584,"date":"2024-01-26T08:50:00","date_gmt":"2024-01-26T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36584"},"modified":"2024-01-24T09:36:16","modified_gmt":"2024-01-24T08:36:16","slug":"erik-saglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/erik-saglia\/","title":{"rendered":"Erik Saglia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino 1989<br>Vive e lavora a Torino<br>Studio visit a cura di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)<br>26 gennaio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino \u00e8 un luogo a cui Erik Saglia \u00e8 molto affezionato e che ha un ruolo fondamentale nella sua formazione e nella sua ricerca. Addirittura, la topografia della citt\u00e0 con la sua intersezione di Cardo e Decumano sembra essere segretamente connessa alle sue opere. L\u2019utilizzo di una vera e propria griglia, ossatura di molti suoi lavori, \u00e8 un elemento centrale della sua produzione fin dagli esordi. Una struttura che rimanda anche al periodo dell\u2019Accademia e alla tecnica del chiaroscuro appresa durante il corso di Incisione. Fin da giovanissimo l\u2019artista si approccia, inoltre, al mondo dei graffiti, imparando a padroneggiare la bomboletta spray, tecnica che non abbandoner\u00e0 mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Saglia si definisce un pittore astratto. Egli attinge da ricordi e sensazioni interiorizzate che si traducono in composizioni portate alle estreme conseguenze. La sua tecnica segue un procedimento molto rigido, che lo porta a ragionare per livelli come in una vera e propria elaborazione in digitale. Da qui l\u2019utilizzo di colori spray coprenti, non addizionabili ma sovrapponibili, per giungere a una stratificazione non solo formale ma concettuale, in una presa di coscienza che tutto ci\u00f2 che ci circonda, noi compresi, \u00e8 una sedimentazione di informazioni e significato. In questo processo, Saglia lavora prediligendo supporti rigidi e utilizza la resina come ultimo strato, materiale che crea una sorta di schermatura in cui il fruitore e il mondo circostante si riflettono, rendendo difficile la riproduzione fotografica delle opere con la velocit\u00e0 e il consumo tipici del contemporaneo. I lavori di Saglia non hanno un verso, all\u2019artista piace l\u2019idea che questi possano essere installati in un moto d\u2019azione totalmente libero. Ci\u00f2 ribadisce l\u2019autonomia totale dell\u2019opera e la possibilit\u00e0 per essa di trovare il suo posto nel mondo; ecco perch\u00e9 possiamo trovarle installate sul soffitto, come nel caso dell\u2019opera presentata alla Triennale di Milano (<em>Celling n.3<\/em>, 2023) o addirittura trasformate in un tavolo sul quale lavorare (<em>Una tranquilla apocalisse green<\/em>, 2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenendo bene a mente la storia dell\u2019arte astratta, soprattutto quella italiana, le opere di Saglia entrano in contrasto con la narrazione figlia del contemporaneo pi\u00f9 recente. L\u2019idea sottesa \u00e8 quella di lasciare libert\u00e0 e respiro al fruitore, provocando in lui la sensazione straniante di andare alla deriva, concedendogli uno spazio aperto, senza guida. Questa mancanza di appigli, figurativi e narrativi, coincide con la volont\u00e0 di creare un\u2019opera libera da contenuti superficiali, portando uno sguardo altro, slegato dalle immagini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi anni Saglia ha introdotto alcune novit\u00e0 tecniche, come la sperimentazione con colori metallici e aerografo presente nella serie<em> Manifesti Satelliti<\/em>, a cui sta attualmente lavorando. In una delle opere (<em>Calliroe, <\/em>2023) vediamo due figure geometriche realizzate sovrapponendo diversi livelli: prima un cerchio di colore in positivo, poi il suo negativo, ancora dei cerchi in orizzontale e, infine, il suo frottage. Questi due cerchi si spostano sulla superficie del quadro quattro volte, riproducendo il movimento orbitale dei satelliti del sistema solare; tuttavia, quello dell\u2019artista non \u00e8 uno sguardo scientifico, bens\u00ec frutto di una fascinazione romantica. Saglia sta inoltre portando avanti sperimentazioni che vanno oltre la bidimensionalit\u00e0 del quadro, per formalizzarsi in veri e propri oggetti installativi scultorei. Questi tentativi hanno a che fare con l\u2019idea dell\u2019artista di intendere la pittura come struttura e con la sua libert\u00e0 di agire nello spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte, una certa impazienza fa cadere Saglia in imprecisioni formali, che in un lavoro cos\u00ec metodico rischiano di interferire con la geometria assoluta delle composizioni e creare un&#8217;interferenza per il fruitore, estraneo a tutte le fasi di produzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La metodologia e le varie fasi di lavoro, che implicano l\u2019impiego di molteplici materiali, sono per noi segno di una ricerca solida e di valore. Il ragionamento sull\u2019astratto, andando oltre un accademismo fine a s\u00e9 stesso, \u00e8 un altro elemento che vale la pena sottolineare, soprattutto in un contesto contemporaneo dove la pittura, e in particolare un certo tipo di figurazione, sembra ormai aver saturato il dibattito e le possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36586\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_ErikSaglia_Foto-di-Davide-D_Ambra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Davide D&#8217;Ambra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36588\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra-300x300.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra-150x150.jpg 150w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra-768x768.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_ErikSagliaFoto-di-Davide-D_Ambra.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Davide D&#8217;Ambra<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino 1989Vive e lavora a TorinoStudio visit a cura di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)26 gennaio 2024 Torino \u00e8 un luogo a cui Erik Saglia \u00e8 molto affezionato e che ha un ruolo fondamentale nella sua formazione e nella sua ricerca. 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