{"id":36418,"date":"2024-01-11T08:50:00","date_gmt":"2024-01-11T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36418"},"modified":"2024-01-09T09:38:35","modified_gmt":"2024-01-09T08:38:35","slug":"verdiana-bove-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/verdiana-bove-2\/","title":{"rendered":"Verdiana Bove"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1996<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)<br>11 gennaio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab[\u2026] la pittura \u00e8 intesa come linguaggio intimista, volto a raccontare poeticamente un proprio mondo privato, fatto di quotidianit\u00e0 e piccole cose, domestico e familiare, autobiografico e affettivo. Ecco allora che in tele di grandi dimensioni, o pi\u00f9 contenute, realizzate attraverso una stratificazione successiva di colori, compaiono figure quasi fantasmatiche legate al vissuto dell\u2019artista [\u2026]\u00bb. Cos\u00ec Nicolas Martino descrive, nel suo studio visit, la pittura di Verdiana Bove e noi ripartiamo da qui. L\u2019artista ricerca, infatti, tramite la pittura a olio, un\u2019empatia con le immagini che seleziona dal suo archivio personale, assecondando l\u2019esigenza espressiva di un preciso istante. I soggetti delle opere sono solitamente persone con cui l\u2019artista ha avuto o intrattiene un rapporto, che vengono descritte nella loro essenza in contesti immaginifici; ci\u00f2 avviene tecnicamente grazie all\u2019impiego di alcune stratificazioni pittoriche e all&#8217;uso di una luce molto forte che abbraccia l\u2019immagine. Attraverso l\u2019atmosfera che le opere di Bove evocano, le figure trasmutano in archetipi universali, come ad esempio quello del <em>puer aeternus<\/em> o dellagrande madre<em>.<\/em> Del resto, la luce stessa \u00e8 un archetipo che porta con s\u00e9 una lunga tradizione e viene interpretata e utilizzata dall\u2019artista come soglia e incontro tra divino e terreno. Nelle opere di Bove il rapporto con la memoria \u2500 che non \u00e8 mai malinconico ma, piuttosto, dolce ed evanescente \u2500 si accompagna a una dimensione di temporalit\u00e0 molto forte, acuita dalla sovrapposizione di strati pittorici, che necessita un tempo di sedimentazione molto lungo. Il risultato \u00e8 una figurazione che scivola verso l\u2019astrazione, innescando un gioco di ambiguit\u00e0 rispetto a queste due polarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle opere di Bove \u00e8 riscontrabile il gusto della seconda scuola romana, in modo particolare di Vasco Bendini, sebbene non vi sia mai un riferimento diretto. L\u2019artista guarda inoltre a maestri del Novecento come Morandi, Rothko, Chagall e Richter, attingendo da loro il colore pi\u00f9 che aspetti formali. L\u2019artista \u00e8 poi legata ai giovani artisti contemporanei da un approccio propositivo di dibattito e scambio a cui Martino, nel primo studio visit, d\u00e0 giustamente una particolare rilevanza. Inoltre, \u00e8 palpabile l\u2019influenza di autori letterari come Jung e Hillman e pi\u00f9 in generale di quella tradizione poetica intrisa di una certa nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riflessione dell\u2019artista \u00e8 rivolta verso l\u2019interno, piuttosto che verso l&#8217;esterno, diventando una presa di posizione rispetto a una realt\u00e0 complessa e immateriale. In questo scenario, la pittura mantiene per Bove un collegamento con la realt\u00e0 e diviene mezzo per poter vivere il presente appieno ed entrare in contatto con il mondo, nonostante ci\u00f2 possa sembrare paradossale. Per tale motivo, la ricerca dell\u2019artista porta una riflessione profonda e un contributo significativo alle sperimentazioni pittoriche attuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ultima fase di produzione, Bove ricerca una dimensione austera, mettendo da parte un colorismo esasperato per giungere all\u2019impiego di un\u2019unica tinta. Le opere che ne derivano sono interventi in bianco su tele di lino grezzo, che ben sintetizzano la luce viva delle opere precedenti. L\u2019idea dell\u2019artista \u00e8 di usare pochi elementi per andare dritta al punto, senza nascondersi dietro l\u2019artificio della pittura e la sua mondanit\u00e0. In questo processo di sintesi, tuttavia, i riferimenti alla figurazione non si perdono, anzi risultano pi\u00f9 palesi; ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente nelle opere esposte nella mostra <em>La luce abbraccia tutto<\/em>, citazione ripresa da Luigi Ghirri, con cui la pittrice \u00e8 in dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In generale nella pratica di Bove vi \u00e8 il rischio di cadere in un forte personalismo tematico, con il pericolo che le figure perdano il loro senso universale. A volte l\u2019artista attraversa fasi in cui guarda molte immagini, con il rischio che i riferimenti cui attinge diventino troppo palesi e dunque venga meno l\u2019empatia da parte del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, Bove ha una grande consapevolezza tecnica ed \u00e8 in grado di padroneggiare la luce, impalpabile e difficile da cogliere e rappresentare e che utilizza come elemento primario per portare nuova vitalit\u00e0 al materiale d\u2019archivio da lei utilizzato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36421\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_VerdianaBove_Foto-di-Francesca-Pascarelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Francesca Pascarelli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"878\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli-878x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36423\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli-878x1024.jpg 878w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli-257x300.jpg 257w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli-768x896.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_VerdianaBoveFoto-di-Francesca-Pascarelli.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 878px) 100vw, 878px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto di Francesca Pascarelli<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1996Vive e lavora a RomaStudio visit di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo)11 gennaio 2024 \u00ab[\u2026] la pittura \u00e8 intesa come linguaggio intimista, volto a raccontare poeticamente un proprio mondo privato, fatto di quotidianit\u00e0 e piccole cose, domestico e familiare, autobiografico e affettivo. 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