{"id":36379,"date":"2024-01-07T09:00:00","date_gmt":"2024-01-07T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36379"},"modified":"2024-01-05T11:58:17","modified_gmt":"2024-01-05T10:58:17","slug":"bianco-valente-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/bianco-valente-2\/","title":{"rendered":"Bianco Valente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanna Bianco, Latronico 1962; Pino Valente, Napoli 1967<br>Vivono e lavorano a Napoli<br>Studio visit di Lorenzo Madaro<br>7 gennaio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel precedente studio visit di Chiara Pirozzi al duo, mi ha colpito ci\u00f2 che \u00e8 emerso non tanto rispetto alla sua arte relazionale tradizionalmente intesa, quanto piuttosto alla creazione di un vero e proprio \u201cmetodo Bianco Valente\u201d, che \u00e8 qualcosa di non estetizzante ma profondo, graduale, radicale. Ed \u00e8 la ragione per cui bisogna sempre osservare con attenzione e cura il suo impegno, che \u00e8 militante e politico in un senso anche poetico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perci\u00f2 credo sia assolutamente autonoma la sua pratica, ormai codificata grazie a un lungo impegno, pi\u00f9 che ventennale, che lo ha visto sempre pi\u00f9 coinvolto in un processo di relazione radicato in differenti contesti, sia metropolitani \u2013 con interventi permanenti e site-specific, come <em>Nessuno escluso<\/em>, a Napoli dal 2020 \u2013, sia in piccole comunit\u00e0, con percorsi che hanno provocato la nascita di installazioni e azioni collettive, rimaste poi nel vissuto di quanti vi hanno aderito. Pi\u00f9 che preoccuparsi dei contesti culturali e del sistema dell\u2019arte tradizionalmente inteso \u2013 anche se, chiaramente, nell\u2019impegno professionale di Bianco Valente vi siano anche mostre e pubblicazioni \u2013, ci\u00f2 che importa a questo sensibilissimo duo di artisti (coppia nell\u2019arte e nella vita con una intesa capace di affiorare epidermicamente ogni volta che li si sente parlare assieme) \u00e8 il contatto con i contesti, con i cittadini, soprattutto quelli totalmente digiuni di ogni tipo di legame con l\u2019arte contemporanea e i suoi ambiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il duo opera esplorando il rapporto tra le forme di vita, i contesti e i confini delle intimit\u00e0 emotive delle comunit\u00e0, in relazione ai singoli luoghi e alla loro storia. Spesso i progetti del duo si sviluppano a stretto contatto con i primi fruitori di esso, ovvero i cittadini. Il metodo di Bianco Valente presuppone lunghe sessioni di scambi verbali, in grado di generare storie, presenze, testimonianze tangibili di un lungo viaggio, che \u00e8 quello dell\u2019incontro, di un\u2019arte in grado di dare origine, anzitutto, a una relazione. \u00c8 il caso di <em>Cosa manca<\/em>, del 2014, a Roccagloriosa, uno degli esempi tangibili del suo metodo di lavoro, ma soprattutto di un risultato legato alla ricerca di un\u2019emotivit\u00e0 latente, nascosta, di un\u2019Italia \u2018minore\u2019 che vuole esprimersi e che, grazie all\u2019impegno dei due artisti, ci \u00e8 riuscita. Solitudine, amarezza, visioni, intimit\u00e0: sono i punti cardinali di una confessione pubblica, che gradualmente si \u00e8 sviluppata sui balconi del paese: \u00abIn una prima fase abbiamo formulato la stessa domanda a diversi abitanti di Roccagloriosa incontrati per strada o nelle loro case: Cosa manca? Una domanda apparentemente banale, in grado per\u00f2 di lasciare interdette le persone che in pi\u00f9 occasioni, prima di rispondere, ci hanno chiesto se ci riferissimo al singolo oppure alla comunit\u00e0. Per alcuni giorni abbiamo dipinto le risposte su lenzuola e tovaglie, chiedendo poi agli abitanti di esporle il giorno dell\u2019inaugurazione, facendo in modo che ognuno mostrasse al proprio balcone la risposta espressa da un\u2019altra persona, cos\u00ec da intrecciare in maniera non controllabile i punti di vista sui desideri e le necessit\u00e0 della comunit\u00e0. La risposta \u00e8 stata entusiastica e ha cambiato per un giorno le strade del borgo e il modo di interagire dei suoi abitanti, offrendo molti spunti di riflessione e discussione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le opere ormai lontane nel tempo ma ancora pregnanti e maledettamente attuali del duo, certamente <em>Illimite<\/em>, un video del 2014, in cui ha concentrato lo sguardo su una carta geografica ritagliata e ricucita con un filo di cotone rosso. Una mano ricuce lentamente diverse sezioni di carta, ricomponendo confini geografici di luoghi caldi del mondo, territori in conflitto tra loro, dove i contrasti sono ormai macroscopici e appartengono alla Storia contemporanea. Il filo ricompone cos\u00ec i confini tra Messico e Stati Uniti e tra alcuni Paesi africani o medio-orientali, facendo idealmente dialogare luoghi densi di disuguaglianze, drammi e precariet\u00e0 politiche e culturali. L\u2019arte si assume cos\u00ec l\u2019impegno di costruire comunit\u00e0, avviare riflessioni teoriche su problematiche che riguardano la geopolitica mondiale. In tal senso contribuisce, con intensit\u00e0, anche il sonoro, ideato da Andrea Gabriele, in cui emergono registrazioni di voci effettuate in diverse aree estreme del globo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Bianco Valente \u00e8 quotidiano e segue differenti diramazioni. Attualmente sono entrambi molto impegnati in esperienze didattiche presso Accademie di Belle Arti italiane \u2013 e sono convinto che il loro contributo sar\u00e0 fondamentale per la riflessione interna di moltissimi loro studenti, perch\u00e9 uno dei loro primi meriti \u00e8 di essere profondamente empatici con i propri interlocutori \u2013, mentre prosegue con continuit\u00e0 il progetto concepito a Latronico, in Lucania, con Pasquale Campanella, <em>A cielo aperto<\/em>, che coinvolge ogni anno artisti di differenti provenienze, invitandoli a trascorrere un periodo di residenza nel piccolo borgo che ormai \u00e8 un museo diffuso a tutti gli effetti. <em>L\u2019amore \u00e8 nell\u2019aria<\/em>, un lavoro dello scorso anno, ben evidenzia le costanti dell\u2019impegno del duo. Invitati a San Marcello Pistoiese per il progetto <em>Dynamo Camp<\/em>, gli artisti hanno coinvolto un nucleo di genitori di bambini disabili che ogni giorno fanno i conti con la burocrazia scolastica e sanitaria e da mille altri inutili stress. Tutti loro sono stati invitati a relazionarsi con un grande blocco di marmo armati di martelli, per liberare energia hanno martellato secondo la propria forza e le proprie attitudini questo blocco che nella sua nuova forma custodisce \u2500 suggeriscono i due artisti \u2500 la memoria dei loro stessi gesti e delle loro emotivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fatico a rintracciare punti deboli di un lavoro che ha la capacit\u00e0 di reinventarsi, di volta in volta, nei contesti in cui agisce, negli spazi mentali e fisici in cui opera. Spero che il loro lavoro possa avere una riconoscibilit\u00e0 forte a livello internazionale, come meriterebbe, e sarebbe anche l\u2019occasione per non rimanere ancorati a una geografia italiana \u2013 anche se il loro percorso li ha gi\u00e0 visti attivi in USA e altrove, ma in occasioni relativamente rare \u2013, che potrebbe diventare alla lunga un punto di debolezza. Questo non per accrescere il curriculum in senso stretto, che naturalmente \u00e8 gi\u00e0 solido, ma per mettersi in relazione con metodologie relazionali sempre differenti, declinandole di volta in volta in contesti lontani da quelli antropologici e sociali italiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza del lavoro di Bianco Valente risiede ancora nella sua capacit\u00e0 di ascolto; di storie, emozioni, stati d\u2019animo, mai tradotti in una visione banale da storytelling come spesso accade in differenti contesti dell\u2019arte, quando il dolore altrui diventa cronaca o quando le storie dei singoli divengono oggetti da arredamento con pretese di progettualit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36381\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2_BiancoValente.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36383\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente-300x200.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente-768x512.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3_BiancoValente.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanna Bianco, Latronico 1962; Pino Valente, Napoli 1967Vivono e lavorano a NapoliStudio visit di Lorenzo Madaro7 gennaio 2024 Nel precedente studio visit di Chiara Pirozzi al duo, mi ha colpito ci\u00f2 che \u00e8 emerso non tanto rispetto alla sua arte relazionale tradizionalmente intesa, quanto piuttosto alla creazione di un vero e proprio \u201cmetodo Bianco Valente\u201d, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":36385,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[208],"tags":[374,340,230],"class_list":["post-36379","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-panorama","tag-studio-visit-2-0","tag-panorama","tag-studio-visit"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36385"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}