{"id":36357,"date":"2024-01-04T09:42:20","date_gmt":"2024-01-04T08:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/?p=36357"},"modified":"2024-01-04T10:02:30","modified_gmt":"2024-01-04T09:02:30","slug":"matteo-nasini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quadriennalediroma.org\/en\/matteo-nasini-2\/","title":{"rendered":"Matteo Nasini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roma 1976<br>Vive e lavora a Roma<br>Studio visit di Edoardo De Cobelli<br>4 gennaio 2024<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:6px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicolas Martino affronta la ricerca di Matteo Nasini con una riflessione intorno alla natura del suono, l\u2019elemento che, pi\u00f9 di altri, permea il lavoro dell\u2019artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel panorama italiano, Nasini \u00e8 senza dubbio uno degli artisti che meglio approfondisce questa dimensione nella sua ricerca, trasformandolo nell\u2019elemento capace di interpretare la realt\u00e0, ampliando lo spettro esperienziale di un fenomeno, da una parte, e unendo pi\u00f9 discipline, dall\u2019altra. Ma il suono \u00e8 strumentale alla vera poetica di Nasini, che consiste nello sviluppo di un esperimento, nel desiderio di captare il senso umano e scientifico di una condizione fisica o naturale, imbrigliandolo tra le maglie di una visione artistica. L\u2019udito \u00e8 cos\u00ec un dispositivo, che permette di restituire e rendere tangibili idee e progetti ancora intentati nella forma di un\u2019opera, una composizione o pi\u00f9 spesso un\u2019installazione. L\u2019arte diventa una forma di narrativa speculativa, una rete concettuale e, s\u00ec, una poetica che crea uno spettacolo, dal latino <em>spectare<\/em> \u2013 qualcosa da guardare, da poter afferrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancor pi\u00f9 che le parole di un critico, a descrivere la tensione esplorativa dell\u2019opera d\u2019arte sono forse pi\u00f9 adatti e affascinanti i dettagli tecnici della realizzazione, che Nasini mi racconta. Nel progetto <em>Sparkling Matter<\/em>, del 2016, l\u2019artista tenta di scolpire i sogni. Attraverso una serie di encefalogrammi notturni eseguiti su alcuni performer, isola la lettura della fase REM \u2013 una delle cinque fasi del sonno \u2013 estraendone la mappatura dell\u2019attivit\u00e0 elettrochimica. Un\u2019ora e mezza di encefalogramma produce circa 9000 pagine di dati, l\u2019equivalente di un PDF lungo 10 libri. Il PDF in questo caso si chiama EDF, un formato universale. Nasini ha inserito la parte di EDF che gli pareva pi\u00f9 interessante in un software di generazione automatica di paesaggio, il quale lo trasforma creando immagini sugli assi tridimensionali e restituendo forme al naturale secondo una matrice generativa. Le sculture riflettono (o riproducono) la bellezza della natura e mi riportano al concetto del bello di matrice rinascimentale. Quando il progetto fu realizzato le stampanti 3D ancora non esistevano, se non un prototipo che Nasini riusc\u00ec a ottenere. Non contento, decise di usare l\u2019argilla stampata a crudo, il materiale pi\u00f9 organico possibile, fino a quel momento inadatto alla stampa 3D. Queste sculture, inoltre, sono solo una parte del progetto <em>Sparkling Matter<\/em>, che si estende a performance, registrazioni e a riproduzioni sonore, avvenute in diversi luoghi. I progetti di Nasini durano mediamente due o tre anni. Di volta in volta le mostre e le occasioni espositive illuminano un aspetto della ricerca in corso, ma queste sono precedute da una lunga fase di ricerca che non segue i ritmi imposti dalle aspettative espositive o dal mercato. I progetti si sviluppano a fianco di ingegneri, fisici e programmatori che collaborano nella messa in pratica dell\u2019idea, altrimenti impensabile. Il carattere scientifico si unisce a quello artistico nel tentativo di rappresentare qualcosa che va al di l\u00e0 dell\u2019uno e dell\u2019altro, che nasce dal desiderio di esplorare e capire per tentativi. Nei progetti di Nasini, l\u2019arte si confonde con la matematica e dialoga con la filosofia e i fenomeni studiati passano da una natura epifenomenica all\u2019altra, attraverso i suoi linguaggi, maniere di interpretare la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il progetto <em>Welcome Wonderer<\/em>, che l\u2019ha occupato tra il 2021 e il 2022, l\u2019artista ha ora intrapreso una ricerca intorno alla natura della sabbia, che lo affascina da mesi e l\u2019ha spinto a creare una serie di esperimenti nel project space di Spazio Contemporanea, a Brescia. Quando l\u2019ho chiamato, stava per scaricare quattro tonnellate di sabbia nel piano interrato del centro e mi ha raccontato l\u2019incognita di questa mostra. Nasini intende far muovere l\u2019intera distesa di granelli con un sistema d\u2019aria in grado di creare delle onde. Immagina la vasca come un mare, in contraddizione con l\u2019elemento stesso della sabbia. Per farlo, deve creare un sistema di aerazione in grado di spostare 5000 metri cubi d\u2019aria all\u2019interno delle sale. Questo spostamento non creerebbe problemi in un luogo di grandi dimensioni, mentre a Spazio Contemporanea rischia di creare un piccolo uragano, dal rumore e dell\u2019intensit\u00e0 estremamente forti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni progetto di Nasini \u00e8 un investimento di tempo e risorse significativo. Il problema principale di ogni progetto \u00e8 la sostenibilit\u00e0, dove la ricerca si concretizza dopo molti mesi, se non anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la creativit\u00e0 dell\u2019artista si manifesta anche all\u2019interno dei limiti tecnici ed economici che l\u2019attuazione di un\u2019idea visionaria implica. In <em>Welcome Wonderer<\/em>, l\u2019impossibilit\u00e0 di un computer normale di elaborare i dati forniti dalla lettura di un ampio raggio del movimento delle stelle, si risolse nella decisione di fotografare il movimento sopra l\u2019installazione, che mut\u00f2 il senso stesso dell\u2019opera in qualcosa legato al qui e ora. Il viaggiatore a cui l\u2019opera faceva riferimento era il visitatore nell\u2019orizzonte dello spazio, mentre sono convinto che il vero viaggio del visitatore fosse quello nella mente dell\u2019artista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36359\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/b_MatteoNasini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36361\" srcset=\"https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini-300x225.jpg 300w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini-768x576.jpg 768w, https:\/\/quadriennalediroma.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/c_MatteoNasini.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma 1976Vive e lavora a RomaStudio visit di Edoardo De Cobelli4 gennaio 2024 Nicolas Martino affronta la ricerca di Matteo Nasini con una riflessione intorno alla natura del suono, l\u2019elemento che, pi\u00f9 di altri, permea il lavoro dell\u2019artista. 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